Beati loro.

Non è bastato chiamarli deviati, malati, anormali, patologicamente diversi. Non è bastata la polemica nazionale sui gay colpevoli, in quanto gay, di “un peccato che esclude la comunione“. Non sono bastati i fatti

che ci raccontano che una coppia omosessuale non può nemmeno più passeggiare per le strade di una cittadina di provincia tradizionalmente tollerante come Udine senza beccarsi insulti e minacce. E in pieno centro, in mezzo alla gente.

No, non basta. Il loro delirio deve continuare:

Partendo dalla idea che la omosessualità é una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa,ecco credo che si possa parlare, senza offesa, di omosessualità come lebbra etica. Intendo dire come una malattia che corrode la integrità dell’anima umana. Poi le associazioni dei gay strepitino. Ma io non sto discriminando nessuno, tanto meno dando dei lebbrosi. Accosto sul piano degli effetti nocivi per la salute dell’anima, come una lebbra o un cancro, la devianza sessuale e quindi la omosessualità (Francesco Bruno, psichiatra e criminologo).

Io non posso sapere mai nella fila che si presenta davanti a me per ricevere la comunione se uno pratica o no la omosessualità e comunque principi di misericordia devono sempre guidare noi pastori. Il discorso cambia radicalmente, specie in centri piccoli nei quali si sa tutto di tutti, quando il celebrante sa bene che si tratta, per esempio, di una coppia gay convivente e come tale non pentita, e nemmeno sulla via di un cambio di rotta. In questo caso, devo far valere la prudenza e per evitare il guaio maggiore, ovvero il pubblico scandalo, ritengo saggio non dare la comunione (Monsignor Vincenzo Cozzi, Vescovo emerito di Melfi).

Che ne dice l’onorevole Casini? Che ne dicono i cattolici del PD, tanto attivi di questi tempi a immaginare su che poltrona sedere? Nessuna dichiarazione da parte dei credenti del PDL o dei ferventi leghisti, che per difendere l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici giunsero alle raccolte firme? Sono tutti d’accordo? Tutti con la coscienza a posto?

Sembrerebbe di sì. A Udine, scrive il Messaggero Veneto di oggi, ancora nessun messaggio di solidarietà all’assessore Enrico Pizza, vittima dell’aggressione, da parte del centrodestra. E’ proprio il caso di dirlo: beati loro.

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