Il Corriere, Sposini e il «cinismo» della Rete.


Per il Corriere della Sera merita più risalto l’ultimo gruppo troll o i Guantanamo Files? Giudicate voi.

Guantanamo Files:

26 aprile, p. 8

Il «cinismo» del «popolo della rete» sull’emorragia cerebrale a Lamberto Sposini:

30 aprile, p. 25

30 aprile, p. 60

Tralasciando per carità di patria la polemica del tutto strumentale su Wikipedia, aggiungo due domande sulle pagine Facebook su Sposini:

1. In che modo un gruppo di «106 iscritti» rende «cinico» un «popolo» di 19 milioni di individui (limitandosi agli iscritti a Facebook, gli italiani connessi sono circa uno su due)?

2. Che cosa significa esattamente che la «tolleranza zero» dovrebbe partire dalla Rete stessa? A rigor di logica, una di queste tre cose.

a. Che dovremmo tutti iscriverci alla pagina troll di turno per ricordare agli amministratori di «farsi una vita invece di sprecare il tempo con link idioti», rendendole così fenomeni da centinaia di migliaia di iscritti?

b. Nel caso contrario, se l’idea di Sideri è ignorarle, perché farne un editoriale?

c. Terza opzione: se l’intento era cercare di far sparire simili pagine da Facebook (impresa peraltro disperata e irrealistica), perché né la cronista né l’editorialista si sono premurati di ricordare il meccanismo di segnalazione delle pagine che violano le condizioni di utilizzo di Facebook? O menzionare la possibilità di segnalarle alla Postale, nei casi più gravi?

Ce n’è forse una quarta: sollecitare una qualche forma di fermissima condanna morale. Ma non vedo come potrebbe infastidire i quattro troll di turno. E su quella degli altri si può dubitare solamente nella misura in cui hanno capito che provocazioni simili non meritano la nostra attenzione, ma soltanto una buona (e difficile, me ne rendo conto) dose di indifferenza.

Poi si potrebbero fare tante altre domande, a partire da perché il più autorevole quotidiano italiano abbia preferito dedicare un pezzo e un editoriale a una “notizia” di questo tipo e nemmeno una riga ai tanti (ben più di 106) che, sempre in Rete, hanno firmato la lettera per chiedere al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di fare il possibile per la liberazione dell’artista cinese Ai Weiwei, arrestato il 3 aprile scorso e di cui da allora non si hanno più notizie.

Meglio lasciar perdere. 

10 pensieri su “Il Corriere, Sposini e il «cinismo» della Rete.

  1. Io mi domando se sia peggio che qualche idiota in rete abbia creato dei gruppi rispetto a un programma televisivo che non solo non si ferma, ma continua ad andare in onda con la presentatrice che dice “tranquilli, tutto bene”. Perché il corriere non ha dato lo stesso spazio alle parole della Venier? Più facile sparare a zero sulla rete, in una redazione che si sa come ha reagito al tentativo di modernizzazione di de bortoli…

  2. Buon giorno Fabio,
    interessanti le considerazioni che “Il nichilista” sviluppa su questo argomento. Tralasciando le dinamiche e le modalità per cui il mondo della comunicazione sceglie di dare o meno risalto a quella o a quell’altra notizia, ciò che sembra trasparire dal commento è una sorta di ineluttabile rassegnazione verso ciò che è. Ma allora mi domando perchè scriverci sopra, anche in questo blog e, soprattutto perchè concludere con un poco speranzoso “meglio lasciar perdere”. Si è sicuri che l’atteggiamento giusto sia solo quello della presa d’atto?

    Un saluto a Fabio,
    Paolo

  3. concordo su tutto tranne sul definire il Corriere della Sera un “autorevole giornale”. ma immagino fosse ironia 😉
    il problema è che questi ruderi del giornalismo sparano a zero su facebook e similari perchè attentano alla propria rendita di posizione. ma finirà anche per loro la bella vita.

  4. Storicamente i giornali, si scagliano contro la rete a zero, come la tv del resto.

    I troll su facebook vengono presi troppo seriamente, basti vedere queste volte la polizia postale ormai vada contro il noto social network tutti i giorni.
    Ma pure dentro nello stesso sito, molti utenti sprovveduti prendono sul serio pagine e gruppi trolleschi, basti vedere quante persone fanno involontaria pubblicità alle trollate in questione dicendo di segnalare in massa.

    Poi ci sono gruppi che vogliono censurare il parere altrui che non piace ( attività preferita dei gruppi femministe radicali e non solo)

  5. Proprio ieri ho pubblicato su http://www.FiordiRisorse.eu un altro esempio che riguardava l’utilizzo di finte offerte di lavoro con cui il Corriere riempie il suo inserto trovalavoro.
    È evidente che il problema della carta stampata non è solo quello dei costi rispetto a blog e editoria on line, spesso più precisa e tempestiva nel dare notizie, ma anche nella qualità di contenuti. Di cui ormai il corriere della sera è ormai completamente privo.

  6. do la mia opinione…

    trattasi di trollaggio su trollaggio …

    Per me internet è un enorme bar\osteria dove lo scemo del villaggio può dire la sua al nobel per la chimica e viceversa giusta o sbagliate che sia.
    Il giornalista è un essere umano non un dio e ha deciso di puntare il dito scrivendo alcune cose a caso sui 106 del gruppo.

    Io non do attenzione a entrambe ma forse siamo tutti caduti nello stesso tranello… troll di troll di troll di troll

    Il che fa riflettere… due secondi… un sorriso e via… prossima lettura…

  7. Direi che la chiusa suprema (seppure vagamente sgrammaticata) è il commento di aid85. La Rete dà a chiunque la possibilità di dire la propria in maniera estremamente rapida e semplice. Di conseguenza è staticamente inevitabile la presenza di idioti e cretini vari che sparano a casaccio scemenze e cretinerie varie. In realtà penso che in qualche modo si selezionino da sé per il principio dell’affinità, ma in “luoghi” popolatissimi come Facebook ovviamente vale un po’ tutto. Quello di cui ancora non mi capacito è appunto la mancanza di percezione dei concetti dI statistica da parte dei commentatori seri. Cento persone nel vastissimo mare di facebook sono considerate degne di nota, degne di un editoriale. Inoltre non posso credere che quasi 20 anni dopo l’avvento di internet si senta ancora parla di popolo della Rete. È come dire il popolo delle Pizzerie. C’è qualcuno che non frequenta pizzerie?

    • staticamente era statisticamente e parla era parlare. il dio dell’ortografia mi ha punito (attraverso il correttore automatico) perché avevo bacchettato aid.

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