Manuale del ballerino provetto: la “pizzica” del Pd per la candidatura alle regionali in Puglia.

La “pizzica” del Pd per giungere a una candidatura per le regionali in Puglia, passo dopo passo.

14 settembre 2009


Emiliano: «Io da pugliese e da sindaco di Bari sono un sostenitore di Nichi Vendola»

21 settembre

Virginia Piccolillo (Corriere del Mezzogiorno) intervista Emiliano.

(Piccolillo) Davvero punta ad approfittarsi di un eventuale indebolimento politico di Vendola? 
(Emiliano) Sputatemi in un occhio se farò mai il presidente della Puglia. Prometto solennemente: non mi candiderò mai a quel posto.

22 settembre

Dal Corriere del Mezzogiorno

Parla anche Nichi Vendola (dopo l’assemblea nazionale di Sinistra e Libertà ) per dire che, primarie o no, sarà ricandidato: una marcia indietro rispetto all’investitura popolare da lui stesso invocata.

Emiliano, invece, continua ad attaccare i dalemiani. Poi aggiunge tre concetti: 1) «la quadratura del cerchio in Puglia » compete allo stesso Emiliano, a Vendola e a D’Alema; 2) il sindaco non si candiderà mai alla Regione a spese dell’attuale governatore; 3) se dovesse arrivare un avviso di garanzia a Vendola, questi «non dovrà dimettersi».

23 settembre

9 ottobre

L’esperienza maturata negli ultimi cinque anni in Puglia è una delle più avanzate del Paese e costituisce la base da cui ripartire. Lo afferma Sergio Blasi, lo ripete Michele Emiliano, si trova d’accordo Guglielmo Minervini così come Enrico Fusco […] Nichi Vendola è per gli aspiranti alla segreteria regionale, a prescindere da nuo­ve alleanze, il candidato naturale alla presidenza della Regione.

12 ottobre

Casini ha rassicurato il presidente della Regione sul suo futuro: così giurano quelli che hanno parlato con entrambi. Che questo però voglia dire cer tezze assolute su quello che accadrà tra qualche mese è tutto un altro ragionamento. […] I dalemiani sono convinti che l’allargamento all’Udc e la candidatura vendoliana non siano in contrasto, ma sanno che occorre decidere assieme ai centristi. Minervini non pone su bordinate. Emiliano pure, ma molte voci lo dipingono come pronto a sostituirsi a Vendola come candidato gradito all’Udc. Vendola si era detto disponibile a sottoporsi alle primarie per lasciar decidere agli elettori. Poi ha fatto trapelare il proposito di candidarsi ad ogni costo, se si decidesse o un altro nome o un altro percorso. Il che provocherebbe un danno alla coalizione: quel che si guada gna con l’Udc, si perde (con qualche punto percentuale in più) con la fuoriuscita dei vendoliani. La Puglia, però, è troppo importante per essere persa a causa di divisioni interne.

16 novembre

«C’è una strada maestra: è quella di andare da soli, senza opportunismi. Dobbiamo essere noi stessi».

Stesso giorno:

[…] non si è proclamato candidato del centrosinistra per le prossime regionali del 2010, ma ha tracciato un bilancio dei cinque difficili anni di governo della Regione, annunciando che è disponibile ad affrontare le primarie. 

20 novembre

Quasi una sottolineatura contro i partiti del centrosinistra (è il caso di IdV) che si stanno smarcando. Infatti l’Italia dei Valori pugliese non farà parte di una coalizione capeggiata da Nichi Vendola alle regionali di marzo.

«Se Pd presentasse un altro candidato? Sì, certo sarei molto stupito», ha sostenuto il presidente Vendola. «Certamente sarebbe molto stupito il popolo del Partito democratico. Ma non penso che questo argomento aia all’ordine del giorno». «E penso – ha aggiunto – che sarebbe stupito non solo il popolo del Pd ma penso anche una parte enorme degli Stati maggiori del Pd». «Battersi per avere un candidato presidente – ha detto Vendola facendo riferimento a notizie della stampa sulla possibile candidatura del presidente di Confindustria Puglia, Nicola De Bartolomeo – che può essere candidato della tua coalizione, o anche di quella avversaria, è proprio un esempio di buona politica, di nuova politica, e di moralizzazione della politica. Erano un po’ più raffinati quelli dei tempi di Tomasi di Lampedusa perchè almeno i Gattopardi a quell’epoca diciamo così erano almeno un po’ blasonati».

30 novembre

«Nichi è più prudente di me, si sa – dice a cerimonia conclusa il sindaco – ma, insomma, lo sa anche lui che io sto facendo tutto quello che è possibile per scongiurare una assurda guerra tra me e lui. Tutto, al punto che all’assemblea di oggi pomeriggio (quella del Pd, tenutasi ieri per chi legge) i nostri leader non sanno più che dire. Se Nichi si fosse fidato di me, se mi avesse sostenuto di più alle primarie per il Pd…»

[…] Ma c’è anche chi gli chiede una prova. E gli allunga l’adesivo con la scritta bianca su fondo rosso «Vendola presidente 2010», che in molti esibiscono sulle giacche. Emiliano non esita: si appunta il suo per un attimo, ma rifiuta la testimonianza fotografica. «Sono anche un politico».

4 dicembre

«Io candidato presidente alle regionali in Puglia? Non essendone al corrente ritengo che si tratti di uno dei tanti retroscena che vengono ricostruiti in questi giorni».

[…] «Si tratta di costruire l’Alleanza per il Sud – dice – un’altra stagione politica inedita anche in vista del 2013». «Altrimenti – dice – se si ripropone il vecchio schema del centrosinistra – non vedo migliore interprete di quel progetto politico di Nichi Vendola».

16 dicembre

«Tenevo a dire a Bersani che la mia decisione è definitiva e non revocabile. Ora il problema è del segretario del Pd. Per me è già cominciata la campagna elettorale. Ovunque vado trovo migliaia di sostenitori ad accogliermi»

[…] «Era giusto – ha sottolineato – che ci fosse un incontro con Bersani. Ho chiarito che questo non è il gioco dell’oca dove il partecipante deve all’improvviso tornare nella casella di partenza […]. Il Pd ha la possibilità di sostenere la mia candidatura, oppure di indire le primarie. Una terza strada sarebbe un suicidio».

21 dicembre

Il Pd della Puglia terrà una assemblea regionale tra il 23 e il 24 dicembre e sarà allora che dovrà decidere tra due strade: o sostenere alle prossime regionali il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che si è già autocandidato nelle scorse settimane, o scegliere un’altro candidato [l’apostrofo non ce l’ho messo io, ndr].

22 dicembre

«La migliore candidatura che il Pd della Puglia possa offrire per questo progetto è quella del sindaco della città capoluogo nonchè presidente del Partito democratico pugliese. Chiedo quindi al sindaco di Bari Michele Emiliano di candidarsi alla guida della Regione Puglia del 2010».

28 dicembre

Stesso giorno:

«il partito democratico si è cacciato in una situazione che pare la Legge di Murphy applicata alla politica: tutto quello che poteva andar storto è andato storto».

29 dicembre

Il benestare di Emiliano è però condizionato al fatto che cambi la legge regionale elettorale che attualmente prevede le dimissioni per sindaci e presidenti di Province che vogliano presentarsi come candidati presidenti alle regionali.

«Vuole spaccare – dice – anche il Pd, dopo aver spaccato il suo partito, dopo aver spaccato i Verdi e i Comunisti Italiani, dopo aver spaccato l’Idv. Dopo aver ridotto a un cumulo di macerie il centrosinistra pugliese».

«Se le vinco, queste primarie, noi abbiamo vinto le elezioni regionali. Se vinco le primarie del Pd allargato, noi abbiamo vinto le elezioni regionali»

31 dicembre

«Ho cercato innanzitutto, nella lettera inviata al segretario regionale del mio partito – aggiunge Emiliano – di ripristinare la verità, perché in questi giorni io sono stato interpretato come una persona che si auto-promuoveva. Invece mi è sembrato giusto spiegare che tutto quello che ho fatto mi è stato chiesto dal mio partito per ragioni che io ritengo giustificate». «Certo – sottolinea Emiliano – per Bari una mia eventuale presidenza della Regione Puglia sarebbe stata una occasione storica. Ma non stiamo in borsa o progettando un affare. Ci sono delle regole istituzionali che non possono essere superate in nessuna parte d’Italia, non si può interrompere una amministrazione senza almeno un anno di preavviso. Ciò posto ho detto al segretario che data l’indisponibilità alla legge ‘salva Bari’ (vale a dire una modifica alla legge elettorale in vigore che gli impone le dimissioni da sindaco per candidarsi alla Regione, ndr), io devo difendere Bari. Anche contro gli interessi del mio partito».

[…] Nella missiva il primo cittadino di Bari ripercorre i passaggi che lo hanno portato alla ribalta come candidato alternativo al presidente uscente Nichi Vendola e torna ad attaccare quest’ultimo, perché «oggi ritiene che la sua candidatura sia più importante» dell’alleanza con l’Udc. Emiliano precisa di essere stato candidato da Blasi «in totale solitudine e senza consultarmi e ciononostante – aggiunge – non ho potuto rifiutarmi ancora perché altrimenti, per ragioni opposte e contrarie a quelle del presidente della Regione, avrei definitivamente assunto su di me la responsabilità di avere distrutto la coalizione che può farci vincere le elezioni».

[…] Intanto, Enrico Letta, vicesegretario del Pd, ribadisce la chiusura del suo partito al governatore uscente Nichi Vendola: «Per vincere bisogna allargare all’Udc e all’Idv – spiega – ebbene entrambi i partiti dicono no a Vendola». Quanto al sindaco di Bari Michele Emiliano, finora l’uomo indicato dai democratici in alternativa a Vendola, per Letta è un «candidato più forte e aggregante di Nichi», tuttavia «deve essere chiaro: il Pd non è il centrodestra e di leggi “ad personam”, di cambiamenti di norme elettorali a due mesi dal voto non ne facciamo. Dopodiché, si vada al più presto alle primarie»

Stesso giorno:

Il no di Pierluigi Bersani alla leggina ad personam cambia ancora una volta le carte in Puglia. E così l’assemblea che ieri doveva indire le primarie tra Nichi Vendola e Michele Emiliano è stata aggiornata a oggi. Con il sindaco di Bari, infuriato per il mancato paracadute, che potrebbe sfilarsi. E con un terzo candidato in arrivo. […] sulla modifica ad personam è arrivato prima il no secco del segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, poi quello ancora più pesante di Bersani, che pure sostiene Emiliano.

Una vicenda sfibrante, che ha gettato il Pd pugliese nel caos, e che è stata resa ancora più clamorosa dall’invasione dei supporter vendoliani nell’assemblea di lunedì, sospesa per «impraticabilità di campo». Invasione stigmatizzata da Emiliano e da Pier Ferdinando Casini, che ha parlato di «squadrismo di sinistra». 

Tra le ipotesi che si sono fatte di recente ci sono Francesco Boccia, già sconfitto alle primarie del 2005, e Gianfranco Viesti. Vendola, nel frattempo, sostiene di non temere le primarie e apre ai centristi (l’Udc è contraria alla sua candidatura): «Considero moderati e centristi importanti: possono arricchire la piattaforma riformatrice».

4 gennaio 2010

«La segreteria nazionale del Pd e la segreteria regionale pugliese, in relazione alla situazione determinatasi per la preparazione delle elezioni regionali, hanno dato mandato all’on. Francesco Boccia di ricercare e costruire attorno a sé le condizioni politiche e programmatiche di un’ampia alleanza da proporre agli organismi dirigenti del partito, nei tempi più brevi possibili».

6 gennaio 

«Ci sono le basi — ha detto Boccia al Corriere — per la costruzione di una nuova coalizione. Stiamo portando avanti un confronto con molta serenità ma il primo grande risultato raggiunto è di avere messo insieme per la prima volta in Italia alle regionali le tre grandi forze di opposizione al governo nazionale: Pd, Udc e Idv».

«Non contesto il nome di Boccia [ – dice Vendola -] ma il metodo attraverso cui si è arrivati alla sua indicazione. L’unico modo legittimo per l’eventuale scelta di un candidato alternativo (al presidente uscente, ndr) è quello della consultazione popolare tramite le primarie». Per questo motivo Vendola ha ribadito che «l’unica modalità per garantire l’unità della coalizione è quella di confermare la scelta di larga partecipazione e di confronto con l’elettorato, metodo che darebbe la legittimità a chiunque fosse scelto. Senza le primarie, al contrario — ha concluso — resterebbe confermata la mia candidatura».

Dopo questa lunga danza di dichiarazioni e smentite, forse non avrete capito chi sarà il candidato. Tuttavia una cosa è certa: ora siete ballerini provetti.

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2 pensieri su “Manuale del ballerino provetto: la “pizzica” del Pd per la candidatura alle regionali in Puglia.

  1. Devo farti i complimenti per la precisione e la capacità di sintesi che sempre di contraddistinguono! io non avrei mai avuto nemmeno la pazienza di rileggermi tutti quegli articoli su una vicenda così contorta. Però confesso che, nonostante la tua ricostruzione, ancora non ho ben chiaro chi hanno intenzione di candidare e con che metodo hanno intenzione di scegliere il candidato!!!
    Secondo me le primarie sono la strada giusta (quella D dovrebbe significare democratico, no?) e non credo che si possano sacrificare in nome delle alleanze, costi quel che costi.

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