Il web neodemocristiano

Ricapitolando, negli ultimi giorni abbiamo testimoniato:

– la seconda carica dello Stato chiedere «leggi speciali» per l’odio e le minacce in rete (con tardiva smentita)

– la terza invocare la questione del «controllo sul web» e dire che comunque si deve fare qualcosa (non leggi, altro – anche se non si sa bene cosa) per arginare il problema (con tardiva smentita)

voci di una nuova delibera Agcom sul diritto d’autore (coi precedenti di cui sappiamo)

– la creazione di «volanti virtuali» che pattugliano motori di ricerca e social media a caccia di contenuti illeciti (per rimuoverli all’istante)

– un florilegio di dichiarazioni, titoli ed editoriali in cui Internet viene dipinto come una sorta di comune anarcoide dove vige la legge del taglione e diventiamo tutti un branco di cretini da educare e, se possibile, moralizzare (o almeno normalizzare)

– un giornalista indagato solo per aver diffuso (forse nemmeno per primo) un fotomontaggio palesemente falso del presidente della Camera senza veli (dopo un’opera di setaccio e rimozione di tutti gli articoli che lo contenevano, compresi quelli che servivano a dire si trattasse di una bufala)

– una condanna per diffamazione a una blogger per commenti diffamatori (non suoi) presenti sul blog

– i pediatri italiani che ci spiegano che i «baby-internauti» che passano più di tre ore al giorno sul web fumano di più, hanno abitudini alimentari peggiori, comportamenti sessuali più adulti e leggono perfino di meno (evidentemente guardano le figure, su Internet); insomma, compiono il peccato gravissimo di essere più «trasgressivi» (guai, tornino immediatamente tra i ranghi!).

Si procede a passi spediti verso un web neodemocristiano, insomma. E sono piuttosto preoccupato.

12 pensieri su “Il web neodemocristiano

  1. Signor Chiusi, se un qualunque quotidiano pubblicasse una foto di una persona spacciandola per quella di un’altra (no, non era un fotomontaggio e non era “palesemente” falso: e in ogni caso chi l’ha diffusa voleva far credere che fosse vera, a quanto pare), ci sarebbe l’incriminazione immediata di chi l’ha pubblicata, scuse, rettifiche del giornale ecc. ecc. ecc. Credo che nessuno avrebbe da obiettare granché. Poiché invece si tratta del webbe libbbbero ecco che la faccenda cambia. Poi, mi raccomando: facciamo un’altra lezioncina di diritto con il ditino alzato a Laura Boldrini sulla sufficiente protezione legislativa per chi viene diffamato e minacciato in Rete, quando Laura Boldrini nemmeno ha chiesto nuove leggi, ma stracciamoci le vesti quando le leggi esistenti (le stesse citate nelle paternali con il ditino alzato) danno a Laura Boldrini il diritto di difendersi contro una palese (questa sì) diffamazione. Complimenti per la coerenza.

    • Posso dire che ‘sta tizia non mi ha convinto fin dal giorno della sua nomina?
      Come Alfano vuole aumentare le scorte ai politici perchè uno ha sparato, così questa qua vuole intimorire il web perchè hanno pubblicato la sua caricatura e una raffica di insulti.
      Che palle ‘sta gente: possibile che gli italiani non imparino mai?

    • Non discuto né il diritto di Boldrini di fare ciò che ha fatto né che ci sia una legge che glielo consente. Discuto l’opportunità del gesto. Pensavo il presidente della Camera avesse di meglio da fare e avesse una diversa sensibilità. Evidentemente mi sbagliavo.

  2. Fabio,
    difendo il web e la liberta’, ma il punto su cui riflettere a fondo e’ che il web ingigantisce alcune caratteristiche assolutamente umane che non giovano a nessuno. La prima e’ la “tribalizzazione”, chi e’ gia’ di una idea si connette ed interagisce con quelli che la pensano allo stesso modo. I motori di ricerca stessi lo inducono. La seconda e’ la estremizzazione. Siamo colpiti da cio’ che e’ emotivo, recente e confermato dal nostro circolo sociale. Chi e’ pacato non emerge. Guarda dove vanno gli USA, contrapposizione ideologica sempre piu’ spinta. Non ho ricette, ma so che il web aumenta la volatilita’ e l’estremismo del discorso politico.

  3. Pingback: Questo socialcoso non è un albergo | Fabrizio Ulisse Blog

  4. Pingback: E se adesso proponessero una nuova legge ammazzablog… » Contropiede - Blog

  5. Ma secondo voi, come fa Obama a controllare tutto ciò? eppure non ho mai sentito fare discorsi di questo genere dall’altra parte dell’oceano, eppure il web è mondiale. sarà forse che i politicanti nostrani non sono avezzi all’uso corretto della rete e la vorebbero fare a propria immagine e somiglianza?

    • Come del resto è tipico dei politicanti catto-centristi, che si parli di web o di altro! Tutto dev’essere uniformato a loro in quanto detentori dell’unica verità buona per tutti!!!

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