Da quando ho smesso di seguire la politica

Da qualche tempo ho smesso di seguire la politica. Avevo: in questi giorni l’attualità mi si è piantata davanti agli occhi e non ho potuto girarli da un’altra parte. Ho ricominciato con la legge elettorale, quando ho cominciato a capire che quelli che dicevano che non si poteva fare con Berlusconi erano gli stessi che con Berlusconi ci avevano fatto un governo. Al cervello la domanda si è imposta: con quale faccia possono sostenere una cosa simile? Devo aver capito male, mi sono risposto, come quando si nega un trauma, un incidente, devo aver capito male perché non sto seguendo. Mi sono perso qualche puntata, la telenovela è andata avanti e tu vedi personaggi che prima si odiavano amarsi e non capisci perché. La mattina mi metto d’impegno: ricomincio perfino a comprare i giornali di carta. Leggo il Corriere, Repubblica, il Fatto, insieme agli anziani in biblioteca. Sì, ci sono rimasti solo loro. E io. E insomma leggo tutti questi giornali e non mi sembra di capire molto di più sulla legge elettorale: in compenso so tutto di qualunque trattativa ne sia avvenuta a margine. Ci sono infinite polemiche, nemmeno le ricordo, per dettagli che nemmeno ricordo. Ma ricordo che ci sono state polemiche. Più in generale, ricordo una sensazione, che i giorni seguenti accrescono. Che ovunque si legga di Matteo si percepisce una grande fretta, una sorta di urgenza di correre lancia in resta verso il Bene, e ovunque si legga di Beppe invece ecco una sorta di magma indistinto di insulti, cattiveria, incompetenza, ribellismo adolescenziale, parafascismo o fascismo, e soprattutto sempre e comunque divisioni insanabili e tradimenti della democrazia interpellando quello stesso popolo che gli altri partiti continuano a inondare di vuota propaganda. Poi succede quello che è successo in questi giorni, e non capisco come ma mi rendo conto in un attimo di lucidità che a furia di insulti e risse e mostruosità la politica mi ha riattratto nel suo gorgo cieco e senza fondo, in quella sorta di limbo dove ogni posizione ha contorni netti, definiti, ma al contempo è perfettamente vana per ogni comprensione razionale e di merito. Molto più banalmente, tempo perso. E mi sale la noia, ma soprattutto la rabbia di chi per l’ennesima volta si è sentito tradito, ed è attratto da quel tradimento. E vorrebbe infierirci, indignarsi, mettere a nudo – a nudo, per dio – tutte quelle macroscopiche contraddizioni cui il cervello si ribella al punto di costringerti a sentire il desiderio di infierire, indignarsi, distinguersi. Ecco, distinguersi: noi Bene, loro Male; da una parte l’Aula, dall’altre le case. Ho come l’impressione di dover finire a quel bivio, seguendo la politica giorno per giorno. Come ti attraesse e tutto quello che c’è nel mezzo non fosse possibile: le sfumature, la comprensione, le trattative, la lentezza, le lungaggini, le procedure. Tutto quello che fa la democrazia, scisso insanabilmente dalla quotidianità. È un pensiero allarmante, che non riesce a farmi scivolare nell’indifferenza in cui vedo invece cadere le masse, quelle che non stanno a fare politica su Facebook, che Twitter non sanno cosa siano e se sanno cos’è lo usano per commentare MasterChef, che i giornali non li aprono e si informano soltanto distrattamente col telegiornale della sera. Quelle che fanno i sondaggi, insomma, che dicono che la fiducia nelle istituzioni è sempre a livelli minimi, talmente minimi che viene da chiedersi cosa rappresentino, quelle istituzioni che non si possono nemmeno più ammonire verbalmente – pena il vilipendio – mentre il Paese lo espelle a calci ogni santo giorno. Il pensiero insomma resta, mentre leggo tutt’altro, mentre mi distraggo. Che siamo infine riusciti a svuotare la politica di ogni significato. Che non abbiamo capito quanto sia grave. Che, tutto sommato, non ce ne interessi.

10 pensieri su “Da quando ho smesso di seguire la politica

  1. Ecco. Telenovela. E’ così che i maggiori media raccontano la politica, e sono un 50% del problema. L’altro 50% sono i politici che ci tengono ad avere una buona parte ed un buon minutaggio in questa telenovela. E questo problema esiste da così tanto tempo ormai, che anche il pubblico che segue la politica ormai vuole telenovela, lo fa per quello: Non puoi togliere Cento Vetrine e mettere Black Mirror. In tutto questo trovo il “c’ho fretta” di Renzi un miglioramento – le procedure fanno la democrazia? che frase da Apparato 😀 – ma magari rientro nel solito “la democrazia è sopravvalutata”.

  2. P.s: Visto che comunque condivido il tuo stato d’animo, voglio contribuire con un episodio. L’altro giorno stavo guardando forzatamente – scelte di famiglia – Otto e Mezzo, quel talk show con la Gruber, che non è neanche la peggiore. C’era una leghista collegata con lo studio, che a una domanda della Gruber risponde con le solite loro cose sull’Europa della burocrazia che dovrebbe essere l’Europa delle regioni, l’Euro che viola i diritti e lo spirito delle nazioni, ecc. Detto questo m’aspettavo che il giornalista approfondisse queste loro idee di economia politica, mettendone in luce le criticità, gli aspetti più salienti, o chiedendo di chiarire espressioni come “l’Europa delle regioni” che non tutti sanno cosa vuol dire. Magari si finiva nel delirio leghista più totale, ma si sarebbe parlato di idee. Invece la Gruber ha interrotto il discorso chiedendo: “Ma la Lega ha paura della soglia di sbarramento al 5%? come mai ha perso voti?”. Ecco.

  3. Che siamo infine riusciti a svuotare la politica di ogni significato. Che non abbiamo capito quanto sia grave. Che, tutto sommato, non ce ne interessi.

    Sono parole terribili, vere e devastanti. Nello stesso tempo anche false, perché le hai scritte e, tutto sommato, ti interessa. O forse no, non ti interessa più veramente.
    Di mio, posso dire che condivido quasi tutto, e che, comunque, condivido questo finale: perché mi sono allontanata da qualcosa che è connaturata al vivere con altri, perché non mi interessa più, eppure son qui che leggo, che commento. Perché ci spero, ancora.

  4. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 31.01.14 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  5. …e venne il giorno. Che si svegliarono e si resero conto che era troppo tardi. Quindi tornarono a dormire. Buona notte Italiani. Io l’unica soluzione che trovo è la fuga. Mi disp ma ormai non credo ad altro.

    Il porcellum insensato pe run bimbo di 5 anni è diventato illegale per il suo “premio di maggioranza” (deviazione del volere popolare la chiamo io e meccanismo irragionevole come lo chiama la cassazione). Ma i “nuovi” salvatori d’Italia la ripropongono! In barba all’ovvio e anche alla freschissima sentenza di cassazione. E gli Italiani plaudono! E nessun giornalista tocca anche solo vagamente questo concetto. Buona notte. Lasciatemi andare!

    • post scrittum

      Vorrei solo come ultimo atto poter ringraziare praticamente chi si è battuto contro l’ingiustizia patita da molti ma combattuta da pochi. Aldo Bozzi e i suoi.
      Cerco un contatto digitale mail o twitter per chiedergli iban o paypal.
      Gli direi grazie. E proporrei di aprire una raccolta fondi (eppella\foundedbymy\indiegogo\…) perchè secondo me potrebbe trovarli tra un dormiente e l’altro di quasta nazione marcia. E magari finanziare la seconda battaglia contro l’Italicum…

  6. Sono con te. Da qualche anno ormai seguire la politica è una cosa che non faccio più. Una volta mi infervoravo, adesso è diventata una cosa meccanica, senza sentimento. E’ una giostra che che gira sempre nello stesso verso e dopo un pò annoia. Ogni tanto ci aggiungono qualche lucina nuova (vedi Renzi) o un imbonitore bravo a parole che invita a salire (vedi Grillo) ma il discorso non cambia.

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