Tiritere di uno scemo e di un orbo cui Grillo non sa rispondere

«Che cos’è? Una piattaforma? Un portale? No, è il Sistema Operativo del M5S», scrive Beppe Grillo, dopo mesi e mesi di promesse e ritardi della fantomatica «applicazione» (così la chiama Casaleggio, almeno lui usa il termine giusto, Beppe?) per la democrazia digitale del MoVimento 5 Stelle. Ma guai a fare domande. Chi osi ricordare all’ex comico le sue promesse è scemo oppure orbo, scrive con la consueta volontà di confronto. E le domande non sono nemmeno tali: sono «tiritere da giornalista pidimenoellino».

Siccome è un anno e mezzo che cerco di porgli domande sull’argomento (a lui o a Casaleggio) senza successo, e siccome credo che la promessa di democrazia digitale sia una cosa complicata ma seria, vorrei proseguire la mia tiritera (pur da noto astensionista, mi spiace Beppe) ricordando al «capo politico» del movimento e al suo antiquato ideologo quello che da qualche tempo tutti hanno potuto registrare con le proprie orecchie. Sì, anche noi pennivendoli:

«Per le politiche i candidati del M5S saranno scelti on line e il programma sarà discusso e completato attraverso una piattaforma in Rete» (16 settembre 2012).

«P come Programma: Il Programma del M5S esiste (chi dice il contrario mente) ed è visibile sul blog. Prima delle elezioni politiche sarà integrato e migliorato dagli iscritti al M5S attraverso una piattaforma on line» (Beppe Grillo, 6 novembre 2012).

«In futuro tutte le proposte confluiranno nella piattaforma Liquid Feedback, gli specialisti le scriveranno e i cittadini potranno votare la scelta migliore» (Beppe Grillo, 22 marzo 2013).

«L’applicazione per la discussione da parte degli iscritti delle proposte di legge dei nostri parlamentari sarà rilasciata entro il mese di settembre» (Beppe Grillo, 19 settembre 2013).

Insomma, una piattaforma che non è piattaforma, che è in arrivo ma non deve arrivare (guai a dire il contrario), che serviva per integrare un programma che non è stato integrato e per discutere insieme leggi che non sono state discusse.

Il tutto proprio mentre alcuni eletti del M5S incalzano sull’argomento (Orellana: «Ancora una volta lo staff ci prende in giro»; Battista: «Non pervenuta»), e a breve distanza dalla scomunica (incomprensibile secondo la logica di Grillo per cui i cittadini devono attivarsi e fare da soli, non aspettare sia lui a fare per loro) dell’unico tentativo concreto visto finora di democrazia digitale «liquida» nel movimento, il ‘Parlamento Elettronico’. Un caso?

Più che una «tiritera» sembrano legittimi dubbi, caro Beppe. E il fatto che non giungano mai risposte nel merito non fa che confermarlo.

Ancora. Sì, sappiamo che l’«applicazione» è in fase di test. Ma come mai circondare di tanta segretezza un lavoro che gli attivisti locali hanno invece condotto in modo totalmente trasparente, coinvolgendo i «cittadini»? Si può sapere se, per esempio, sarà a codice aperto o meno? Chi la sta sviluppando e come? Con quali costi? Come mai le caratteristiche non sono discusse a loro volta in rete? E tante altre tiritere che ti risparmio, Beppe, perché tanto non hai le risposte.

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52 pensieri su “Tiritere di uno scemo e di un orbo cui Grillo non sa rispondere

    • Grazie, ma devo dire che non tutti gli elettori del M5S si dedicano a insultare il prossimo. Anzi, ne conosco diversi con cui dissento su tutto ma senza che questo impedisca un dialogo rispettoso e nel merito degli argomenti. Non ricadere nello stereotipo del ‘grillino che insulta’.

      • è quello che sentono dire nelle trasmissioni e leggono sui giornali e che ricopiano sui forum come dei pappagalli. L’unico rimedio sarebbe ignorarli e farli cuocere nel loro brodo.
        Bimbiminkia a parte … mi sembra di aver letto che la piattaforma sarebbe stata lanciata ai primi di ottobre in versione beta. Azzardo: secondo me la vedremo online tra pochi giorni.

      • Ciao, non seguo il blog di Grillo, non sono esperta di programmazione, quindi non entro nel merito della tua contestazione e delle tue domande, che comunque mi sembrano legittime; da profana – e dando per presupposta la buona fede di tutti – mi viene però da pensare che forse il progetto di democrazia on line sia bellissimo, ma, anche presupponendo la buona fede di chi lo ha proposto, veramente molto, molto complesso da attuare per tutte le problematiche e le complicazioni, i rischi di strumentalizzazioni, forzature, controlli e frodi che comporta … problematiche e rischi che devono essere analizzati, sviscerati e, soprattutto, ahimé, risolti. Forse, il ritardo che denunci deriva semplicemente da queste difficoltà pratiche. Il progetto a me sembra affascinante, anche troppo, forse al limite dell’utopia; bello e terribilmente complesso; magari Grillo si sta accorgendo di questo, e magari gli scoccia ammetterlo, sarà umano anche lui …
        Per il resto, concordo con la tua valutazione sugli elettori del movimento. Io tutti questi facinorosi pecoroni urlanti non li vedo, forse sono tutti concentrati sul blog di Grillo, non so. Altrove, mi sembrano in massima parte persone civili che sono stufe di farsi prendere in giro e di lamentarsi senza fare nulla per cambiare sul serio le cose. Se poi si sbagliano, si vedrà. Almeno sbaglieranno in modo diverso da chi si tappa il naso e continua imperterrito a votare lo stesso schifo. Buona giornata 🙂

    • Ma state li a vedere le “promesse” , di chi non usa e sperpera soldi pubblici. tutte le balle che vi hanno raccontato i partiti in tutti questi anni e che hanno portato il paese alla miseria? basta na firma per cancellare la legge elettorale ad esempio, ma forse prodi nel 2006 era piu impegnato a fare l indulto che ha abbonato 3 anni al silvio, tanto per cambiare

      • non è che se abolisci il porcellum poi si autogenera una legge elettorale al suo posto, sta qui il problema (oltre che l’interesse di alcuni capi politici a tenersi il sistema delle liste bloccate del porcellum)

      • *Rigel6 – se cancelli una legge elettorale automaticamente torna in vigore quella precedente. Non può esistere un vuoto legislativo in termini di elezioni

  1. Esatto. Noi “Grillini” non siamo automi, abbiamo la nostra autonomia di giudizio. Abbiamo fiducia nel movimento… ma anche la fiducia si esaurisce, se se ne abusa.

  2. ma con tutto il malaffare ed i problemi che ci sono oggi in Italia possibile che non trovi nulla di meglio da criticare del portale/applicazione del m5s….

      • esatto, il mio tempo che dedico alla causa lo impiego proprio per stimolare quelli come lei, che dispongono di uno spazio e talento critico in grado di catturare un certo numero di lettori, invitandoli a formare le coscienze anziché dimostrare un’eccessiva pedanteria cercando con la lente storture e manchevolezze nel m5s quando sono altri che da decenni siedono sulle poltrone del potere guidando la nave fino allo sfacelo di oggi. Non dico che il m5s sia esente da critiche, ma insomma, si continua a comprare F35, condonare le tasse ai concessionari del gioco d’azzardo, abolire l’imu anche ai ricconi, rifinanziare le missioni di pace, ridurre il welfare, le scuole, gli ospedali, le pensioni, devo continuare ? e la critica viene fatta al m5s perchè non ha ancora ufficilazziato la sua piattaforma di consultazione on line…..

  3. Domande legittime, che tanti pongono da tempo, anche all’interno del m5s, che però non autorizzano nessuno (e so che non è il tuo caso, Fabio) a denigrare il M5S in sé, possono al massimo sollevare legittimi dubbi su certe azioni di Grillo e Casaleggio.

    Ma il M5S va valutato a 360°, come ogni cosa, e soprattutto da quello che fa all’interno del Parlamento, nelle regioni, nei comuni e sul territorio.

    Resta il fatto, per restare in tema di partecipazione online e democrazia elettronica, che il M5S è l’unico schieramento al momento esistente che rimette in rete tantissimo di quello che fa, ed accetta, digerisce, avalla e supporta la partecipazione attiva, anche “verbale”, da parte di chiunque voglia dare una mano, tanto online quanto offline.

    Ripeto, una questione è Grillo ed il suo rapporto con la “piattaforma”, altra cosa è il M5S.

    E’ notizia di oggi, tra l’altro, che a Parma l’amministrazione del M5S ha deciso di utilizzare Airesis in via ufficiale: http://www.youtube.com/watch?v=44CQAijwGs8

  4. tutti gli attivisti del movimento tutte le settimane tornano a casa e raccolgono le istanze dei gruppi locali, anche attraverso la rete. ma voi radical chicken allo sbaraglio cercate la pagliuzza per nascondere la trave, di chi da anni sostenete pd+-l (DC) e che ha portato in miseria il paese. siete dei falliti al soldo delle coop rosse e dei barcavelieri con i baffetti

    • Quanto alle istanze dei gruppi locali – di cui non dubito – in che modo influiscono sull’attività *nazionale* del movimento? Come mai lo stesso Grillo dice che c’è bisogno di una nuova piattaforma/applicazione se funziona già tutto benissimo così?

      • è un argomento si, perche c è un informazione ed un opinionismo estremamente faziosi ed interessati, non per niente siamo al 70 posto della classifica..ecc

        nessuno dice che va benissimo cosi. il m5s è un progetto ed un percorso, che non ha nulla a che vedere con partiti costituiti da bande di nominati che molto spesso manco sanno cosa votano o quello che succede nelle commissioni da loro presiedute. voglio vedere quanti degli altri parlamentari si confrontano con la loro base, sul web o dal vivo: alcuni di certo, altri solamente per concedere favori elettorali nelle zone di appartenenza. la piattaforma arriverà, ma perche voi di “sinistra” (piu’ DC A questo punto) stiate sempre a cercare il pelo di una forza che è nata istituzionalmente pochi mesi fa? sarà mica una linea editoriale dettata dai gerarchi piddini? parliamo di tuparlamento della puppato. funziona? quanti soldi pubblici è costato?

      • Ma «voi di sinistra» chi? Ma hai letto i link al post (sono astensionista da una vita)? Sempre un non argomento resta. Il resto tra l’altro è il solito benaltrismo («ti occupi del M5S quando dovresti occuparti di x»). Il bello è che mi occupo di quel che mi pare, il resto non mi tange.

        PS: TuParlamento è costato zero soldi pubblici, 15 mila euro in tutto http://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2013/06/24/news/e-democracy-laura-batte-beppe-1.55829.

  5. A nessuno viene in mente che per realizzare un applicazione servono specifiche precise e persone in grado di implementarle ? No perchè se uno ci pensasse un minimo si renderebbe conto ad esempio del perchè le sue caratteristiche non vengono discusse in rete : perchè altrimenti non si arriverebbe mai ad una fine. Cosa che per altro mi sembra gia palesarsi senza ulteriori complicazioni.
    Poi mi chiedevo : ma questa applicazione chi la paga ? I cittadini o il movimento con i proventi derivati magari dalle pubblicità sul sito di Beppe che molti non vorrebbero ? No perchè se i committenti sono i cittadini.. uno può chiedere di tutto: è fatta coi soldi *anche* suoi. Se invece se la paga il movimento, o forse Beppe e Casaleggio , ..be saranno pure cavoli loro quanto spendono per farla e a chi la fanno fare … no ?
    Anche perchè io non direi a un possibile “nemico” quale è l’azienda che fa i lavori per me, perchè volendo , uno malizioso potrebbe anche pensare che che chi ha soldi e interesse a bloccare dei lavori può raggiungere il suo scopo intervenendo in molti modi.
    Poi le mie sono solo supposizioni ( o supposte ?) , ma mi vengono talmente naturali e mi sembrano talmente ovvie che compiere voli pindarici come l’autore del post mi sembra più utile per aumentare visite al sito che per fare ragionamenti di senso compiuto.

    • Quindi sbagliano i laziali a fare tutto alla luce del sole?
      E se volete la democrazia diretta, perché ti fa paura cosa vogliono i cittadini?

      Hai le idee un po’ confuse, Luigi. Ripassa con più calma.

      Ah, io non ricavo un centesimo dalle visite, di cui ovviamente non mi interessa assolutamente una fava.

      • Poi niente male l’idea che a decidere le regole del confronto democratico sia chi paga. Questa sì che è (iper)democrazia.

      • Cosa c’entra decidere le regole del confronto democratico con decidere chi e come realizza lo strumento per fare il confronto ? Sono due cose diverse.
        Poi uno può sempre pensare male e temere raggiri nascoscti nel codice della “piattaforma” . Questo è ok .. ma i confronto che hai fatto tu è pere con mele…

    • Luigi, non so che lavoro fai tu, ma io faccio l’informatico. Per lavoro a tempo pieno, da circa 8 anni, e per passione, da quando di anni ne avevo 8.

      Ho collaborato a svariati progetti Open Source internazionali, tutti alla luce del sole, alcuni anche molto grandi, e si è discusso di tutto in rete. I tecnici, sanno come farlo, senza scannarsi (ok, a volte ci si scanna) e soprattutto arrivando alla fine a delle conclusioni da mettere a frutto. Discutere in rete non è diverso che discutere vis-à-vis, se si sa come fare. Ho discusso di dettagli di architettura di sistema in una chat IRC, alle volte.

      Linux è l’esempio principe di un progetto mastodontico discusso interamente in rete, attraverso delle mailing list ufficiali, per giunta accessibili in lettura a chiunque, anche a te. Eccola qui: http://lkml.indiana.edu/hypermail/linux/kernel/index.html

      Restando in tema di e-democracy: airesis, parlemento elettronico, liquid feedback, sono tutti discussi e costruiti online ed apertamente.

      Si può fare. Anzi, direi che si deve fare. Non cerchiamo sempre scusanti, anche quando proprio non ce ne sono. A volte, anche abbastanza spesso, su alcune questioni Grillo&C. sbagliano. Come tutti gli esseri umani.

      • Faccio quello che fai tu, da 15 anni.
        Un conto è far intervenire una community di sviluppatori , un conto è far intervenire *tutti* , anche chi non ha skill informatiche. Inoltre , Linux è si stato discusso in rete, ma le linne di sviluppo le ha decise Torvalds ed è sempre lui che ha democraticamente deciso cosa Linux supporterà e cosa non supporterà.

      • Nessuno ha detto che devono intervenire *tutti*, anche chi non ha skill informatiche, anche se – e questo chi produce software dedicato all'”utonto” medio lo sa – bisogna tenere in debita considerazione tutte le indicazioni degli utenti finali, che debbono poter avere il modo di dire la loro e farla valere.

        Torvalds agisce da “dittatore benevolo”, ed è un tecnico, e rimette comunque in rete tutte le sue decisioni e considerazioni, e non ha mai espulso dal progetto chi si fosse azzardato a dirgli che aveva torto. Lo ha mandato a quel paese, sì, ma non espulso.

        Grillo & C. non hanno il ruolo che ha Torvalds, e ti chiedo dove si può trovare in rete riguardo a quest’applicazione M5S l’equivalente di quel che si trova su Linux.

      • ” Ma come mai circondare di tanta segretezza un lavoro che gli attivisti locali hanno invece condotto in modo totalmente trasparente, coinvolgendo i «cittadini»?” .. è l’autore dell’articolo che paragona il lavoro fatto dagli attivisti locai che coinvolgono tutti e chiede perchè non si può fare con la piattaforma. E la mia risposta è appunto che non essendo tecnici non ne faciliterebbero lo sviluppo. Do per scontato che la piattaforma sia suff. versatile da accogliere al suo interno qualsiasi domanda e processo di discussione i cittadini vogliano discutere . Ma questo non vuol dire che possano intervenire nella progettazione del software.

        Poi se hai bisogno di spazio per far vedere che dal 2005 lavori nel campo informatico e sai bene di cosa parli , sono felice di averti dato occasione di ribadirlo più volte anche se col resto del discorso c’entra ben poco

      • Ah, certo, io avrei bisogno di spazio, infatti ho linkato il mio indirizzo email, il sito web personale, e tutto l’ambaradan per potermi contattare.

        Anzi, ora che ci penso, che cazzone che sono, non ho fatto nulla del genere. Proprio non so farmi pubblicità, eh?

        Luigi, per cortesia, evita di fare dietrologia spicciola e stai sull’argomento. Non hai risposto nel merito di quel che ho scritto e preferisci buttarla sul personale. Ribadisco, e non mi hai smentito: se è possibile intervenire nello sviluppo di Linux, deve essere possibile intervenire nello sviluppo dell'”applicazione”. Punto. Altrimenti è fuffa.

      • Quello che va sul personale e arricchisce i commenti con dati inutili ed insinuazioni sei tu. (leggi la tua prima risposta poi vedi tu insomma… è scritto , basta leggere).
        La tua storia di informatico e i dettagli di linux non sono oggetto della discussione.
        Per quanti sforzi faccia non capisco la necessità di parlare di questo.

        Al merito di quello che hai scritto ho risposto.
        Tu mi paragoni tecnici che possono intervenire nello sviluppo di un kernel con cittadini che possano progettare un software. E’ semplicemente assurdo.

        Entrare nel merito di come è ingegnerizzato lo strumento non è compito dei cittadini, i quali invece sono chiamati ad essere parte attiva di una piattaforma fatta e funzionante. Come è successo su tuparlamento.it .

        Poi se credi che sono tutti programmatori e tutti si vanno a smontare OpenDCN per capire se lo strumento rispecchia le esigenze di tutti e offre una piattaforma equa etc etc etc .. bè ritengo tu sia fuori strada: allo strumento devono partecipare tutti e se gli anziani hanno difficoltà ad usare un tool online è anche vero che la maggior parte dei navigatori ha difficoltà a capire cosa è un software. Non puoi chiedere loro di andarselo a smontare per capire se è un buono strumento col quale votare/partecipare/discutere.

        Per cui i tecnici intervengono sugli argomenti da tecnici. Gli altri forniscono indicazioni sull’esperienza ‘duso. Che per definizione può essere espressa solo DOPO che l’utilizzo può concretizzarsi. Ovvero : quando il software è gia stato scritto.

      • Luigi, ma “tuparlamento.it” chi l’ha fatto, i marziani, od i “cittadini”? Quelli competenti.

        Quando si tratterà di dover legiferare in merito a questioni informatiche, ad esempio nel contesto della pubblica amministrazione, cosa si fa, si impedisce “ai cittadini” di intervenire e proporre leggi? Qualcuno ti ha già fatto notare questo paradosso: se “i cittadini” non possono mettere becco sulla piattaforma, come possono farlo nel merito delle leggi, per le quali sono richieste specifiche competenze?

        Il paradosso è presto risolto: non tutti si interessano di tutto, ed interviene solo chi sa farlo. Funziona così in Democrazia Diretta, per ogni cosa, quindi anche per “la piattaforma”/”Applicazione”. Ed infatti, quelli che hanno fatto tuparlamento.it sono “cittadini” che si sono basati sul lavoro di altri “cittadini” (quelli che hanno scritto OpenCDN e LiquidFeedback” – tutti rigorosamente OpenSource), tanto quanto quelli che hanno fatto “Airesis” e quelli che hanno fatto “Parlamento Elettronico”.

        Non c’è alcuna ragione tecnica per tenere segreti i lavori dell'”applicazione”, e te lo dico perché esistono innumerevoli esempi a riprova di questo fatto, e te li ho appena elencati. Ho premesso che competenze ho, io, perché io sarei uno di quei “cittadini” capaci di metter mano allo strumento di cui stiamo parlando: la smentita vivente della tua teoria.

        Va bene così?

      • …appunto tu che sei tecnico intervieni sugli argomenti tecnici riguardanti la tecnologia della piattaforma .Poi sfrutti questa piattaforma al pari di altri cittadini per lo scopo per cui l’hai creata.
        Ma nel momento in cui la crei avrai un idea delle esigenze degli utilizzatori, ma non li coinvolgerai nel processo di scrittura del software !!

        Non smentisci quello che dico: lo confermi!

    • Quindi, un cittadino non può dire la sua sulla piattaforma elettronica, perchè non è un tecnico ed inficierebbe il lavoro… però questo stesso cittadino, utilizzando questo strumento, potrebbe dire la sua sullo sviluppo di una proposta di legge.
      Il tuo modo di ragionare finisce per minare il concetto alla base del M5S.

      • Un cittadino non può intervenire sul processo di realizzazione della piattaforma perchè non essendo un tecnico non può fornire soluzioni utili alla sua creazione.
        Una volta realizzata questa benedetta piattaforma , gli stessi utenti possono suggerire i suoi sviluppi partendo da una base opportunamente ingegnerizzata.

        Diversamente chiunque senza alcuna conoscenza di programmazione potrebbe costruire un software per il solo fatto che poi dovrà usarlo.

        Da qui gli innumerevoli modelli di automobili fatte in casa da tutti gli automobilisti che vogliono dire la loro …

      • Per spiegarmi meglio: tuparlamento.it è fatto con openDCN e le statistiche con LiquidFeedback . Ai cittadino non è stato chiesto come loro avrebbero scritto i due software, altrimenti sarebbero ancora li a discutere. Gli viene invece chiesto ( o meglio gli viene data la possibilità) di inviare proposte e discuterle per mezzo di questa piattaforma.

        Avevo capito ( e qui forse è il mio errore) che m5s stesse realizzando una *sua* piattaforma, scrivendo un software ad hoc che non necessariamente è solo web oriented ( come i due sopra citati) .

  6. Scusate se abbasso un po’ il livello… sull’argomento, concordo in pieno con quanto scritto nell’articolo, ma non è di questo che voglio parlare.
    Oggi facevo notare a mia madre (anni 65) che al TG5 non parlavano mai del M5S, lei vecchia e delusa elettrice del PD, mi dice, “be… sarà anche vero che i giornalisti sono TUTTI “Scemi o orbi” “camerieri dei partiti” “Infestano il Parlamento, fanculo” ma io non sono in grado di andare sul suo “Blob” (Scusatene l’ignoranza intendeva dire Blog) e non ho altro modo di conoscere le idee di M5S….”
    Ora… è chiaro che al TG5 la scelta di non citare Grillo è scientemente ponderata.. ma la domanda resta… ha senso sacrificare potenziali elettori sull’altare della purezza delle idee??

      • Non l’hai letto sul mitico web…. “La ricerca di – “per ogni anziano che non sa usare internet, c’è almeno un giovane colpevole di non averglielo … – non ha prodotto risultati in nessun documento” tuttavia mia madre ci ha provato a fare un corso per PC e a rinunciato….. le cose sono due… o la mettiamo agli studi forzati, o facciamo una legge che impedisce agli anziani ignoranti di votare (la legge verrà promulgata non appena grillo avrà la maggioranza assoluta)

  7. Senza entrare nel merito delle critiche, devo dire che trovo un po’ ipocrita lamentarsi delle non risposte di Grillo quando si tende a rispondere con insulti e ban alle critiche che si ricevono su Facebook; non pensi Fabio?

    PS: Il fatto di essere un “noto astensionista” non mi sembra un merito e soprattutto non rende assolutamente al di sopra dei sospetti di scarsa obiettività, specialmente se si fa dello scrivere un mestiere. Diciamocelo, rende molto di più sparare cose anche inesatte che preoccuparsi di essere obbiettivi…

    • MA COSA DIAVOLO C’ENTRA IL COMPORTAMENTO SU INTERNET DI UN PRIVATO CON IL NON MANTENIMENTO DI UNA PROMESSA UFFICIALE DA PARTE DI UN LEADER POLITICO.??!

      Davvero, a certa gente bisognerebbe chiedergli il patentino per l’uso del cervello….

      • Caro Giacomo, a proposito di uso del cervello, quando non capisci qualcosa, non credi che dovresti provare a rifletterci meglio invece di dare per scontato che non ci sia nulla da capire?
        Proverò a spiegartelo in modo elementare, ma non voglio dilungarmi, visto che preferisco dialogare con persone più pacate e riflessive. Dire “Senza entrare nel merito delle critiche”, significa che non sto parlando del comportamento di Grillo. Il mio è un commento rivolto a quello che tu definisci un “privato”, ma che è anche uno che gestisce un blog e un profilo Facebook aperti al pubblico. Non mi piace, visto che lo trovo ipocrita, chi sostiene pubblicamente certi valori (come la trasparenza o l’apertura al dialogo), ma non li applica.
        Immagina di sentire uno che non vuole lavorare con degli omosessuali (ad esempio) e che si lamenta di frasi di un politico perché le reputa discriminatorie verso gli omosessuali: non ti verrebbe da pensare che sia un po’ ipocrita e troveresti tanto assurdo criticarlo?
        Spero di averti chiarito il punto.

      • Caro mio, questi tuoi commenti mi confermano nella bontà della decisione di bannarti: libertà non significa anarchia, e la trasparenza è un mezzo, non un fine. Se ti mancano i mezzi per affrontare il discorso, non lamentarti se qualcuno ti esclude.

      • No, qui si parla del merito delle critiche a Grillo, o di niente. Alla luce della tua precisazione, il tuo commento è solo hate mail, credo sia questo il termine.
        .

      • Giacomo, capisco che evidentemente per te l’unica cosa che conta sia parlare di Grillo, ma dovresti renderti conto che c’è molto di più, e pensare di essere tu a stabilire su quali aspetti ci si debba esprimere mi sembra piuttosto assurdo (anche se comune a molte persone!).
        E, perfavore, non tirare fuori termini come “hate mail” assolutamente a sproposito; i termini sono importanti e vanno usati correttamente. Un commento, anche se critico, è una cosa perfettamente legittima e come si può criticare Grillo, si può criticare chi scrive l’articolo, non pensi?

      • Caro Fabio, è bello vedere come ti lamenti di chi invoca norme severe per il web dicendo che non ci può essere anarchia e poi usi gli stessi argomenti per giustificare le tue azioni.
        I mezzi per affrontare i discorsi non mi mancano di certo, ma dovresti deciderti a farti un’analisi di coscienza e capire cosa ti spinge a bannare la gente. Sai bene che non sono certo uno che insulta o scrive volgarità (anzi, semmai si potrebbero criticare certe espressioni che hai usato tu nei miei confronti, tipo “dito in culo”!).
        Non ho dubbi che tu abbia fatto bene a bannarmi, visto che chi fa notare, argomentando e senza insultare, eventuali cavolate che scrivi, non è una presenza comoda.
        La censura è utile, non è in discussione, ma contraria a certi principi etici. E poi, non prendiamoci in giro: se uno non ha argomenti, non serve bannarlo! Il ban torna comodo, invece, proprio quando gli argomenti ci sono e sono convincenti.
        Ribadisco, dovresti iniziare a guardare se non c’è contraddizione tra certe tue azioni e quello che dici di sostenere.
        Inoltre, cosa credi, che Grillo (o altri che critichi), ritengano che tu abbia argomenti? Perché dovrebbero rispondere alle tue domande? Non fanno bene a “escluderti” dal dialogo?
        Tranquillo, comunque, il lettore medio lo puoi prendere in giro facilmente e ti basterà attaccare qualcuno per prendere un sacco di complimenti (e anche di insulti, ma fanno comunque numero!); il guaio è che lo possono prendere in giro anche altri con conseguenze anche più gravi… 😦

  8. grillo non e’ un tecnico quindi straparla e non ha idea neppure lui di cosa sia realizzabile e cosa no; su questo e’ al pari dei sedicenti giornalai e wannabe che ancora non capiscono la differenza tra web internet o non hanno ancora chiaro che cosa e’ accaduto col datagate o banalmente dicono alla tv che android deriva da apple

    detto questo, basta un minimo di proattivita’ e i servizi nominati da grillo sul suo post sul blog si possono provare ed usare, si e’ ancora lontani dal parlamento elettronico ma qualcosina c’e’, ed e’ confusa ma e’ qualcosa di molto piu’ democratico di quella corbelleria di tuparlamento (provatelo per credere)

    sull open source non mi pronuncio, l’autore del post non conosce le dinamiche di sviluppo di un progetto, dianmiche che fanno si che fino alla rilascita ufficiale della prima release uno possa non far vedere un accidente a nessuno ed essere legittimato al farlo, diro’ di piu, siccome questo paese e’ famoso per regalare lauree nottetempo per cui il giorno dopo son tutti esperti di navigazione marittima, geologia e sismica, ecc ecc la prima cosa che farei sarebbe proprio quella di non rilasciare una linea di codice finche’ il progetto non ha superato la beta

    su questo articolo non ho molto da dire, meta’ delle domande non hanno senso se non lo scopo di instillare dubbi: non mi pare stiano pagando i cittadini per questa piattaforma, eppure si insinua il contrario, ossia che sia un finanziamento pubblico. ma allora se questa e’ la reazione che hai con qualcuno che realizza privatamente una piattaforma, che cosa dovresti fare a stanca, rutelli, brunetta, brambilla e al loro itlia.it coi suoi 40 milioni di euro pubblici buttati alle ortiche?

  9. Vorrei far notare quanto segue a tutti gli avversari dell’Open Source e della scelta di sviluppare nelle segrete stanze di un movimento politico degli strumenti a codice chiuso che condizioneranno la vita di tanti cittadini: Grillo ha pubblicato sul suo blog un intervento di Richard Stallman, che di fatto rappresenta un “endorsement” della Filosofia del “Free Software”, una filosofia che non prevede soltanto un “codice aperto” (Open Source) ma anche il diritto di ogni cittadino/utente di poter guardare dentro a quel codice, modificarlo, migliorarlo e svilupparne una differente versione se gli va. I casi sono due: può essere che Grillo e Casaleggio non ci capiscono molto della differenza etica tra software libero e proprietario, non sanno esattamente quali sono i principi sostenuti da Stallman, e l’hanno pubblicato sul blog perché consigliati da qualcuno che ne capisce. L’altra ipotesi è che hanno dei principi che sostengono in pubblico e altri che sostengono in privato. Per Grillo propenderei sulla prima ipotesi, per Casaleggio mi sembrano entrambe ugualmente plausibili. A chi si schiera dietro tecnicismi e supponenza informatica per difendere il software proprietario faccio notare che il software libero a parità di risorse impiegate ha tempi di sviluppo più brevi e maggiore resistenza agli errori e alle penetrazioni da parte di malintenzionati. E’ facile da capire: se ho uno staff di cinque persone, col software proprietario restano soltanto cinque, col software libero possono aprire il loro gruppo di lavoro a migliaia di colleghi. Se i tecnici della Casaleggio Associati avessero aperto il codice usato per le “Quirinalarie”, coinvolgendo nello sviluppo e nel testing una comunità di programmatori, che di certo si sarebbero fatti avanti a frotte e a costo zero, probabilmente non ci sarebbero stati quei malfunzionamenti (spacciati per attacchi hacker da un maldestro Byoblu) che hanno costretto a ripetere le votazioni.

  10. Pingback: Ora che esplode il vero bug del M5S – Piovono Rane - Blog - L’Espresso

  11. Pingback: Ora che esplode il vero bug del M5S | Circolo SEL Alta e Media Vallesina

  12. Provo ad allentare la tensione di una discussione che trovo interessantissima con una riflessione che esula dal tecnico (di cui non capisco pressochè niente) e attiene più alla strategia (in cui mi lancio):
    Se elabori la piattaforma in modo aperto, Renzi la lancia alla Leopolda con tutte le sue imperfezioni di cui non gliene frega una cippa perchè non la userà mai, e autocelebrandosi, come è aduso, proclama: “perchè non dovremo far noi quel che vorrebbe fare Grillo?” … conseguentemente molti degli “utonti grillini” (ci sono e sono tanti) a cui Renzi aspira, imboccati dalle critiche (aperte su questo sito, ma plagianti su altri media) gireranno il loro consenso a Renzi perchè più svelto e più bravo. La mia opinione è che se il M5S potesse agire in canali di nicchia “aperta” (come è questo blog ed altri), per discutere la piattaforma, non facendolo negherebbe se stesso. Ma essendo invece il M5S il centro (e la periferia) del consenso conteso da ladroni con le spalle al muro e da professionisti del plagio ed essendo per questa ragione esposto e vivisezionato in ogni sua esposizione, è (a parer mio) costretto a far nascere il figlio a cui vorrà più bene (la piattaforma) in segrete stanze piangendone la sua ritardata esposizione al cielo “aperto”.
    Non ho certezze sull’argomentazione che ho esposto, tuttavia:
    Quale vantaggio avrebbero G&C a farsi la piattaforma a controllo privato? Forse il controllo del potere legislativo della repubblica? Forse il meno ambizioso profitto attraverso i clic d’accesso alla piattaforma stessa? Tutto plausibile. Fatto sta che se prima o poi la lanciano e sarà valutata (anche e sopratutto da chi adesso ne critica la genesi) “aperta ed inclusiva” , sarà la prima promessa politica di innovazione sistemica mantenuta in Italia e saluterà in gloriosa e popolare partecipazione la fine della Seconda Repubblica e di tutti i suoi Fratelli, viceversa il M5S degraderà in correnti della prima e dell’ultima ora senza arrivare mai alla genesi di una sintesi di tutte le turbolente, quanto giuste, quanto variegate posizioni che raccoglie. Presumo che questo Grillo lo sappia molto bene e che gli sia di sufficiente stimolo per non rimanere nella memoria dei più come “una barba urlante che non concluse niente”. Il peso delle responsabilità che ha raccolto su di se, mi appare troppo enorme perchè non chieda aiuto tecnico a “nicchie referenziate” e aiuto finanziaro a “masse di consenso” qualora il M5S ne avesse bisogno in fase di gestazione della sua creatura… e quindi affido il mio consenso alla mia pazienza!

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