Il governo Letta e la vittoria di Silvio

Il governo Letta, il necessario e responsabile governo Letta, non è nemmeno nato che già se ne vede la fine. È nel suo dna, del resto. Nella sua stessa costituzione. Un governo nato perché il Pd ha perso le elezioni, due mesi a caccia di se stesso prima ancora che dei numeri per una maggioranza, la faccia nelle vicende che hanno portato al Napolitano-bis. E ora che un presidente del Consiglio l’ha ottenuto, pure la reale capacità decisionale sul suo stesso governo. Perché la regia è altrove. Ed è nelle mani di Berlusconi.

È lui ad avere tutto l’interesse a giocare a fare il responsabile, lo statista che antepone il bene del Paese al suo, favorendo la nascita delle larghe intese (come aveva detto da un minuto dopo il risultato delle urne – mostrando pure una insospettabile coerenza). Lui a poter costringere i comunisti a realizzare qualche punto del suo programma elettorale e poi, dopo che il Pd si sarà ulteriormente allontanato dalla sua ‘base’ nel farlo, rompere con un pretesto qualsiasi e portare il Paese di nuovo alle urne – col vento dei sondaggi nelle vele. La strategia è nota: ho stretto un patto con gli avversari, ma solo per realizzare il nostro programma, per il bene della nostra gente e del Paese – ma ora questa anomalia non è più accettabile, si deve ritornare la parola agli elettori, la sovranità deve essere popolare. È quanto ha fatto con il governo Monti, non si vede perché non dovrebbe ripetersi ora.

A meno che, naturalmente, il Pd non si prostri al punto di rifarne un padre costituente dandogli un posto di rilievo nella nuova bicamerale (tra i democratici qualcuno ricorda come finì con D’Alema?), rilanciandolo addirittura per la corsa al Quirinale quando il bluff del Napolitano-bis si sarà svelato per ciò che è: un modo per prendere tempo e rientrare in gioco.

Berlusconi, tuttavia, sembra stare giocando più la prima, che la seconda partita. Già oggi, minaccia di non dare la fiducia al Senato se non sarà garantita l’abrogazione dell’IMU per il 2013 e il rimborso delle quote versate nel 2012: «Non potremmo essere parte di un governo che non attuasse queste misure, né lo sosterremmo dall’esterno». La domanda è: quante altre volte sarà in grado di farlo? Quanti altri diktat del Cavaliere sarà costretto a digerire il Partito Democratico nel tentativo di capire, nel frattempo, quale sia la sua «identità forte» (Letta sostiene ci sia già, e per questo le larghe intese non siano un problema – io invece credo non ci sia, e sarebbe un problema comunque)?

Nel gioco, a rimanere col cerino in mano e bruciarsi rischia di essere proprio il Pd: con da una parte il M5S che può rivendicare – a ragione, ahinoi – la realizzazione del suo teorema («sono tutti uguali»); e dall’altra il Pdl e Berlusconi, che potranno ripresentarsi agli elettori con in tasca il farsi realtà di alcuni punti del suo programma, intestandosi la fine (desideratissima) dell’«inciucio», il ristabilirsi di una normalità democratica che abbiamo smarrito oramai da novembre 2011 e giocare un’altra campagna elettorale contro un avversario che difficilmente sarà maggioritario nel Paese (Grillo) e, al solito, un non-avversario (il centrosinistra).

«Non c’erano alternative», dicono i bene informati. Alla sconfitta, dovrebbero aggiungere. A meno che non credano davvero che un governo composto da chi fino a ieri passava il tempo a insultarsi possa realizzare in 18 mesi ciò che non è stato fatto nei 18 anni passati, appunto, a insultarsi. Io non ci credo, e forse nemmeno loro. Ciò che non capisco è se si rendano conto o meno che, a meno che non siano in grado di rivoluzionarsi completamente (ma come?), a uscirne vincitore sarà Berlusconi.

Annunci

2 pensieri su “Il governo Letta e la vittoria di Silvio

  1. Purtroppo condivido.
    Lo pensavo prima delle larghe intese, lo penso adesso.
    “si deve far qualcosa con chi vuole far qualcosa”, dietro questa frase, carica di buona volontà e democrazia, c’è un vizio di fondo e si chiama Berlusconi: non si può credere o vendere un’alleanza per il bene comune se l’alleato è il PdL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...