Io mi astengo

Politica estera, politica industriale, immigrazione, sanità, istruzione, cultura, ricerca, innovazione, Europa, laicità, giustizia, carceri, libertà di informazione, libertà di Internet, diritti umani e diritti civili, ruolo dello Stato nell’economia, ruolo della finanza nell’economia, semplificazione, federalismo, legge elettorale, bicameralismo, presidenzialismo, disoccupazione giovanile e non, esodati, minoranze, integrazione. Di tutto questo, in campagna elettorale, non si è parlato. In compenso abbiamo avuto Mussolini, Balotelli, Empy, i cani di Silvio, il nuovo contratto con gli italiani, la restituzione dell’Imu, il referendum sull’Europa, la democrazia digitale, la partecipazione dal basso sui social media, il confronto tv, il non confronto tv, gli scandali, gli impresentabili, il significato politico dell’abdicazione del Papa, la rabbia dell’uomo qualunque, chi non salta comunista è, i sondaggi fantasma, gli appelli degli intellettuali, il non-partito che rifiuta le domande e i partiti che non le ricevono, il master inventato di Giannino, la foto riciclata della piazza Pd, Bersani che vuole stare con Monti e Vendola, Vendola che non vuole Monti, Monti che non vuole Vendola, il rischio ingovernabilità, la Grecia, il voto tra un anno e mezzo, la rivoluzione che non cambia nulla, le elezioni che non servono a niente. Buon voto, io mi astengo.

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20 pensieri su “Io mi astengo

  1. Per quel che conta, non sono d’accordo. Chi si astiene, con questo sistema che abbiamo, lascia che gli altri decidano anche per lui. Come nella puntata di South Park in cui i due candidati sono la “Peretta gigante” ed il “Panino alla merda”, la scelta è quasi sempre per il meno peggio. Triste, immorale, ma è così. La soluzione non è il non-voto, la soluzione è creare un nuovo partito oppure fare la rivoluzione. Beh, “soluzione” forse è una parola grossa: ma tertium non datur, astenersi significa (sempre secondo me, ovviamente) anche un po’ lavarsi la coscienza quando poi tutto andrà a scatafascio

  2. Ti diranno che cacci la testa sotto la sabbia, che però ti restan fuori le terga; che lasci la scelta a chi invece sceglie (beato/i lui/lei/loro che c’ha/n tutte ste certezze nella vita…); che chi se estranea dalla lotta l’è un gran fijo de na… pigotta; che… che… Cheppalle.

  3. Sono totalmente d’accordo con te, benché le argomentazioni di chi non lo è non mi lascino indifferente. Il pelo sullo stomaco di chi andrà a mettere la sua brava crocetta con la matita copiativa merita rispetto.
    Io non me la sento. Questo paese, coi suoi sedicenti altissimi rappresentanti, mi dà la nausea.

  4. fà qualunque cosa ma vacci, a votare!
    il numero degli astenuti finisce fra i rimborsi elettorali ai partiti e mi pare anche al premio di maggioranza!
    MA UN PARTITO DEI SCHEDABIANCHISTI? lo facciamo?

  5. della tua tristemente condivisibile analisi manca Rivoluzione Civile, movimento non perfetto e con le sue ombre (la non eccelsa trasparenza nelle formazionie delle liste, la scelta non democraticissima di Ingroia come premier) ma nel complesso l’unico a mio avviso che presenta un programma chiaro e concreto, sul quale basare un vero progetto di cambiamento. Voglio crederci, ancora, per una (ultima?) volta.

  6. Io non voto perché fino a quando ci sarà questa legge elettorale (e questo sistema di partiti) non ci penserò proprio, neanche se ci fosse un programma davvero convincente. E mi domando come faccia la gente a credere in chi ora dice “che schifo il falso in bilancio” mentre quando era al governo s’è guardata bene dal non sistemare la faccenda. E di esempi se ne possono fare tanti. Sono incazzato con chi dice a priori “non votare è sbagliato” e perché? Per quale nobile ragione votare è meglio?
    Tutti dicono “tanto dopo le elezioni le cose peggioreranno” eppure vanno a votare. Il 5% degli italiani ha fiducia nei partiti, ciò nonostante il 70 se non oltre andrà a votare (degli aventi diritto), però poi tutti si lamentano. Siamo un popolo strano

  7. concordo. ma andrò a votare comunque.
    è l’unica occasione per non decidere nulla scegliendo chi non far decidere per me, andando per esclusione magari.

  8. Già l’ultima volta non andai a votare. Domenica invece mi presenterò, ma non perchè ho fiducia nei partiti, solamente per votare (con il naso turato) un movimento il cui programma non mi rappresenta ma che almeno ha un brio nuovo, è una delle poche novità e pare avere numeri alti per dire la propria in parlamento.
    La ragione mi dire di votare Giannino, il programma più coerente che sia stato presentato, ma qualche punto percentuale è troppo poco. Certo ci sono due camere, quindi si può anche fare un voto a testa.

  9. Pingback: Il Non Voto utile | Progetto per Ferrara

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