Ve lo do io il ritorno di Grillo in tv

«Faremo una sorpresa: l’ultima settimana della campagna elettorale vado in tv, vedremo dove. Sceglieremo una radio e un programma tv. Mi stanno corteggiando tutti, anche se in realtà sono spazi dovuti. Daremo un colpo di grazia che non ve lo immaginate neanche» (26 gennaio).

«Vedremo gli spazi che avremo, (ma torno in tv) per salutare il popolo italiano e per salutare i partiti che se ne andranno. Non ne sentiremo la mancanza» (27 gennaio).

«I politici sono frustrati e vanno in tv per sembrare normali» (27 gennaio).

«Non siamo noi che dobbiamo andare in tv, siete voi che dovete uscire fuori dalle tv» (1 febbraio).

«Io in tv? Forse apparirò, non escludo nulla. Ma non andrò mai a un talk show» (2 febbraio).

«Apparirò in televisione, quando meno se lo aspettano. Apparirò in diretta, mi devono sentire» (4 febbraio).

«Domenica 17 andrò in tv. Un’intervista di 30 minuti in diretta dal camper su SkyTg24 alle 20.30 e su Cielo, in chiaro, alle 21» (13 febbraio).

«L’intervista in diretta con SkyTg24, prevista per le 20.30 di oggi da Genova, non si farà» (17 febbraio).

«I politici vanno in tv, ma che ci vanno a fare? Io mi sono rifiutato, e credo di avere fatto bene. Questi vanno e poi dicono tutto e il contrario di tutto. Sono dei ridicoli e devono andare a casa» (17 febbraio).

«A noi ci stanno sottovalutando, ma alla fine anche senza tv i nostri sforzi saranno premiati» (17 febbraio).

Fonte: Ansa.

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14 pensieri su “Ve lo do io il ritorno di Grillo in tv

  1. Nessuna sorpresa per me. La diva , pardon il divo, si è montato la testa e fa i capricci. O forse si è spaventato a vedere quanta gente
    lo segue e gli è venuto un dubbio atroce: oddio, se questi mi fanno vincere poi come faccio a risolvere i problemi e a realizzare quel che ho promesso? Nel dubbio meglio ritornare a fare comizi in piazza su un palco e senza contraddittori che confrontarsi con un giornalista che, per quanto timido e addomesticato, qualche domanda su qualche punto oscuro la farà.

  2. Dalle nostre parti quelli come Grillo li chiamiamo quaquaraquà. L’avrei volentieri ascoltato, ma come sempre ha preferito sfuggire da qualunque domanda. Ha davvero fatto una figura da mentecatto.

  3. l’unica cosa che ho pensato è che sta risalendo… a questo punto, anche io mi domandavo come avrebbe fronteggiato una sfilza di domande puntuali, anche se a modo suo è in grado di fronteggiare e sviare chiunque… pensavo sarebbe stato davvero un “colpaccio”, invece devono aver pensato di rischiare più di quel che potevano ottenere.
    peccato.

    • se una persona vuole candidarsi a rappresentare una massa deve sottoporsi anche al contraddittorio altrimenti o ha paura delle domande o ha paura delle risposte che dovrebbe dare.
      Vorrei inoltre dire la fedina penale pulita dei candidati non è certo, seppur auspicabile e giusta, patente di onestà e capacità di governo.

  4. Pingback: Il problema interviste | ilNichilista

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