L’80%

Da qualche giorno Silvio Berlusconi va ripetendo che l’80% dei candidati del MoVimento 5 Stelle viene «da ambienti di estrema sinistra» (17 febbraio). O, più precisamente, che «l’80% dei candidati di Grillo non sono stati scelti in base ai curricula in rete ma abbiamo scoperto che facevano già politica: sono di estrema sinistra, no tav o appartengono ai circoli sociali» (15 febbraio). «Sono soprattutto persone che fanno parte dei centri sociali, dei comitati No Tav e dei black bloc», ha ribadito il Cavaliere in mattinata alla convention Pdl del Lingotto.

Ci sono due modi di reagire di fronte a questa affermazione. Il primo è ignorarla. E potrebbe avere un senso, dato che è la tipica sparata elettorale di Berlusconi: serve a utilizzare l’arcinoto argomento ‘o me o i comunisti‘ contro un avversario, il M5S, che – come argomenta l’analisi del Mulino, ‘Il partito di Grillo’ – pur nato a sinistra ora ottiene consenso crescente anche nel bacino elettorale del centrodestra: «Su cento elettori intenzionati a votare il M5S», si legge nel resoconto de La Stampa, «il 46 proviene dall’area del centrosinistra, il 40 dal centrodestra». Il Cav deve avere per le mani sondaggi preoccupanti in questo senso, dal suo punto di vista, dato che non a caso oggi il Giornale titola su presunti numeri che vedrebbero la rimonta del Pdl oramai tramutata addirittura in «sorpasso» (si noti, di passaggio, la ‘finezza’ retorica con cui Sallusti dice e non dice: «Berlusconi parla di sorpasso avvenuto. Non posso confermare – la legge me lo vieta – ma in coscienza non me la sento di smentire»).

Ma questa modalità avrebbe senso davvero solamente se fossimo tutti  a ignorare. Altrimenti, infatti, resta sempre qualcuno esposto in buona fede a quel ‘dato’. E alla sua eventuale falsità (vale per questo e per ogni altro caso in cui ci sono numeri di mezzo). Soprattutto per chi, come me, ha seguito la formazione delle candidature del M5S con attenzione,  è dunque preferibile percorrere una seconda strada, e chiedere conto di quell’affermazione (sorprendente) a chi la pronuncia. Ovvero: qual è la fonte di quel dato? Quale studio o ricerca giustifica l’affermazione – forte – per cui «l’80%» dei candidati di Grillo «faceva già politica» (ipotesi uno) e la faceva già in «ambienti di estrema sinistra» (ipotesi 2, sui «black bloc» meglio stendere un velo pietoso)?

L’ho chiesto ad Antonio Palmieri, responsabile Internet del Pdl, su Twitter. Una prima volta non ha risposto:

Una seconda, dopo che Berlusconi ha ripetuto per l’ennesima volta il concetto, sì:

Risposta soddisfacente? Niente affatto. Il pezzo linkato da Palmieri, pubblicato da Libero, non è infatti niente altro che il riassunto di un’inchiesta di Panorama a firma Paola Sacchi. Inchiesta in cui non c’è alcuno studio sistematico dell’orientamento politico, né tantomeno delle esperienze politiche pregresse, dei candidati di Grillo (semmai, ne è identificato un campione molto limitato – una ventina – e ne sono valutate alcune convinzioni di fondo). Ma è lo stesso stile anedottico della risposta (l’«esempio» di Favia) a confermare che quello di Berlusconi è un numero in libertà, senza alcuna controprova ottenuta con una metodologia affidabile.

A meno che non spunti un documento, pubblicamente consultabile, che dimostri il contrario, nessuna delle due ipotesi («facevano già politica», «la facevano in ambienti di estrema sinistra») ha un fondamento. Ma credo che a questo punto sarebbe già stato diffuso dai comunicatori del Pdl. Che non se ne siano nemmeno preoccupati la dice lunga sul rispetto per i dati in un partito che continua a fare campagne elettorali sulla base di promesse – nella stragrande maggioranza dei casi non mantenute – che affondano le proprie radici nei numeri. Vincendole, o quasi. Il che ci dice perfino di più, in tema di rispetto per i fatti, del suo elettorato.

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15 pensieri su “L’80%

  1. La considerazione più facile e immediata e che, se l’ha detto berlusconi, è sicuramente falso.
    Tralasciando questo preconcetto, posso confermare che al comizio di Grillo nella mia città erano presenti e plaudenti molti (ormai ex) attivisti e simpatizzanti del Pdl e dintorni, l’ennesima conferma che ciò che dice berlusconi è sicuramente falso.
    Bye

  2. Credo che questa storia sia molto indicativa. Berlusconi dice sempre la verità, o meglio dice cose verosimili che vengono insistentemente proposte in più forme e contesti per cui si trasformano in convinzioni diffuse. http://rbolletta.wordpress.com/2012/10/28/verita-e-convinzioni/ Nell’articolo vengono dette due cose diverse, forse vere entrambe, comunque compatibili: i candidati di M5S hanno una matrice tipica degli impegnati di sinistra mentre l’elettorato potenziale è prevalentemente proveniente dall’area dei delusi del centrodestra. Questo è ciò che dice B sperando di frenare l’esodo verso una forza che non è più così pericolosa per la sinistra ma lo è soprattutto per la destra, la quale o stravince o muore per sempre, almeno nella forma attuale (PDL+Lega).http://rbolletta.wordpress.com/?s=amministrative. ‎ Di questi trasformismi e flussi tra aree ideologiche B sa tutto perché è all’origine della sua avventura politica, quanti ex comunisti, gruppettari, operaisti, sindacalisti, socialisti militano nel PDL o nella Lega? Comunque non serve conoscere dati dei sondaggi per capire se effettivamente M5S sia un movimento che all’80% è fatto da ex comunisti. Basta la rete, almeno fare una ricerca sui nomi della propria circoscrizione elettorale per capire con chi abbiamo realmente a che fare. Per quanto mi riguarda, perché sia chiaro, diffido fortemente e qualsiasi sia la provenienza non li voterò.

    • No Raimondo, la cosa che dice Berlusconi non è la «matrice» dei candidati del M5S. La cosa che dice Berlusconi è che i candidati hanno già fatto politica, l’hanno fatta nell’estrema sinistra, e sono stati scelti in base a questo – e non secondo i voti ottenuti nelle parlamentarie. È ben diverso. Detto questo, il post non comporta assolutamente alcuna indicazione di voto per chicchessia, come è ovvio.

      • l’affermazione di Berlusconi ha un fondamento secondo la mia esperienza, anche se ovviamente il dato è sparato alto al di là del bene e del male. è vero che tra i primi candidati quelli che emersero venivano dalla frequenza di esperienze politiche c.d. “dal basso”, ma è altrettanto vero che con il tempo se ne sono andati disgustati o sono stati falcidiati quando si sono mostrati troppo al di sopra della media- oltre all’esempio di Favia, che più che finire da Ingroia veniva da un’esperienza con i disobbedienti, ne conosco altri che in un modo o nell’altro sono stati messi in minoranza, per usare un eufemismo

  3. Non senti un po’ il vecchio urlo “Comunisti!” echeggiare nell’aria?
    Un copione un po’ liso, ma in Italia sempre utile a guadagnarsi il plauso e la preferenza di chi ha la testa ferma ai suoi vent’anni, avvenuti in un’epoca compresa tra venti e cinquanta anni fa.

  4. Pingback: Mal di pancia in diretta, grillini Bloc Boc e vecchietti in carrozzella che inseguono i 5 Stelle | Valigia Blu

  5. Enrico Cappelletti, capolista oggi in Veneto per il M5S ,è stato candidato nel 1996 e poi nel 1998 per la Lega Nord-Liga Veneta, nel Comune di Albignasego (PD)…

  6. Pingback: La nostra matrice | Raimondo Bolletta

  7. Dato il comportamento sopratutto negli ultimi anni, dei Grandi Signori della Politica non sorprendo affatto di possibili passaggi da una “bandiera” ad un’altra. Per quanto riguarda i dati in percentuale, se non sono Realmente dimostrati non si può dire ne che sono veri ne che sono falsi, in fin dei conti in questo contesto ognuno cerca di tirare quanta più acqua possibile al suo mulino. Tuttavia sotto campagna elettorale si sa che le informazioni vengono ingigantite o deviate.

  8. Pingback: Quinta stella a sinistra. O a destra? | Libertiamo.it

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