Lo scandalo Crozza

Siamo in un Paese in cui lo scandalo è il comico che deride il potere in un varietà, e non il potere che gli impone regole assurde e ridicole per non farsi deridere in un varietà. Così il problema diventa che Crozza ha fatto un autogol, non ha fatto ridere, e non che Crozza non sembri più libero di fare autogol, di non fare ridere se non a prezzo della reprimenda del pubblico in sala e su Internet (del potere, vedremo), scandalizzato perché si sta facendo satira politica anche se non si dovrebbe, e non perché c’è una regola che dice che non si dovrebbe. Oppure che Crozza ha confermato il frame che dice che «il Festival è di sinistra», e quindi ha fatto il gioco degli avversari della sinistra – perché, per qualche ragione, anche il Festival di Sanremo dovrebbe essere una sorta di sondaggio o metrica in tempo reale di un’opinione pubblica che comunque non esiste. Quello che resta è la sensazione di un Paese pronto per una svolta autoritaria, che quel desiderio ce l’ha sotto la pelle. Stasera è venuto in superficie per un attimo, e mi ha fatto orrore. E Crozza, perfino lui nella sua mediocrità, e che peraltro non aveva nemmeno violato una ipotetica e trista par condicio della satira, sembra incarnare l’artista vero, quello che pur di difendere il suo ruolo e la sua libertà fa il contrario di quello che il potere, che vuole e deve poter deridere, gli impone di evitare. A questo si giunge quando satira e cronaca, grottesco e normale finiscono per confondersi, e non sei nemmeno più sicuro che chi lo fa di proposito sbagli.

12 pensieri su “Lo scandalo Crozza

  1. Questo naturalmente per dire la cosa più evidente e non parlare delle operazioni paragule di Fazio per aumentare l’audience (sbattici due gay dentro che parlano un po’ di amore, mezzo chilo di emozioni, tanto per non fare troppi danni, con un bell’aumento di share.)

  2. Anticamente il buffone era quello autorizzato a ridicolizzare il potere senza rischiare la decapitazione, era l’unico che poteva andare davanti al Re e farlo ridere dei suoi difetti ed errori e lanciare così un avvertimento al popolo per dire che quel Re non stava facendo le cose giuste. Che era un re cattivo.Oggi, nel terzo millennio, in un paese a maggioranza di imbecilli c’è chi vuole lasciare il potere ai re cattivi e tagliare la testa ai buffoni.

  3. Non ho visto il festival né la performance di Crozza, ma ho letto un po’ le reazioni in giro e non sono molto d’accordo con questo articolo.
    Il paese sta uscendo da una svolta autoritaria (come vogliamo chiamare gli anni Berlusconiani di perverso e censorio political correct?) con un’abbuffata di politica, non solo ora sotto elezioni ma da almeno un anno e mezzo. Pertanto non interpreterei la polemichetta sanremese come innata voglia censoria, ma come conato riflesso alla (supposta) ennesima iniezione di temi politichesi.

    Poi, parlare di Crozza come artista vero… se c’è un “comico” mainstream che fa “ridere” solo per convenzione tra le parti, è lui.

  4. Non vedo un ritorno di autoritarismo in tutto questo…credo solo che, pur apprezzando moltissimo Maurizio Crozza, non ci fosse bisogno di una performance sanremese. Le battute sono sempre quelle (Ballarò, Crozza nel paese delle meraviglie) e si rischia di inflazionare il tutto. Poi che il pubblico dell’Ariston sia particolare e suscettibile è tutto un altro paio di maniche!

  5. Anche io ho provato sincero orrore per quello che ho visto ieri sera.
    La cosa più allarmante è che il dissenso alla satira non sia partito (almeno a quanto sembrerebbe) dal potere, ma da una fetta – non saprei quanto piccola visti i commenti sui vai social- del popolo.
    La satira va assolutamente tutelata: esisteva duemila anni fa e deve, DEVE!, esistere oggi. Il ruolo del Buffone, e del comico, non deve far paura: le dittature hanno paura e sopprimono la satira.
    Il buffone e il comico avevano, e hanno, il ruolo di mettere in luce -suscitando il riso- gli aspetti negativi della società, del potere e dei potenti. Un pubblico che zittisce la satira è un pubblico che deliberatamente sceglie di bendarsi gli occhi e di non guardare.
    E quelle urla di dissenso mi hanno fatto rabbrividire, perché sono il frutto di un lavaggio del cervello ben riuscito.

  6. Il problema è un altro: vedendo stamane l’intervento di Crozza su YouTube, mi è più saltato all’occhio il tentativo patetico di Fazio di far tornare alla ragione i “contestatori” che la “contestazione” in sè. Fazio sembrava finto, come se temesse per il suo povero sedere (ma va?), e non ha agito nell’unico modo in cui avrebbe dovuto agire: chiamare il servizio d’ordine e allontanare quei quattro rincoglioniti che hanno interrotto lo spettacolo (9/10 dei presenti e dei telespettatori avrebbero apprezzato), e quindi trattandoli nell’unico modo in cui si darebbero meritati. Invece no: la paura di fare la figura dello stalinista violento (probabilmente unita a quello di dover rispondere a qualcuno “che sta in alto”) lo ha reso totalmente inefficace. Se ci fossero stati dei contestatori, che so io, alla serata in onore di Padre Pio condotta da Giletti e Al Bano in diretta da San Giovanni Rotondo, essi sarebbero stati (giustamente) allontanati e nessuno avrebbe detto niente (per quanto una trasmissione così – realmente avvenuta qualche anno fa -, fosse onestamente un obbrobrio). Ecco, è in questo che Berlusconi è riuscito: far sentire in colpa gran parte dell’elettorato dell’ex PCI per il fatto di “essere di sinistra”, e conseguentemente ci si sente bloccati su qualunque azione ci si appresti ad intraprendere. Ripeto, l’unica azione sensata sarebbe stata quella di chiamare il servizio d’ordine e allontanare i disturbatori, esattamente come si farebbe al cinema, sull’autobus, al supermercato o in un altro Paese (In Germania, Francia o negli USA non ci si porrebbe nemmeno il problema). E poi, che la stampa filo-berlosconiana criticasse pure, chi se ne frega (tanto, critica comunque). Comportarsi democraticamente non significa tollerare tutto, certi comportamenti vanno puniti oppure certa gente va messo in grado di non nuocere più, punto e basta

    • ”Ecco, è in questo che Berlusconi è riuscito: far sentire in colpa gran parte dell’elettorato dell’ex PCI per il fatto di “essere di sinistra””

      e ti pareva, pure questa e’ colpa del berlusca!
      ma tirare fuori le palle ogni tanto?

  7. Io non ho provato nessun tipo di orrore. La contestazione ci sta, altrimenti che democrazia saremmo. Mi preoccuperei del contrario. Io credo che Crozza abbia sbagliato i tempi e le caricature. Cioè se prima avesse fatto un’introduzione e dopo Berlusconi e tutti gli altri, probabilmente non sarebbe successo niente. Forse la gente è stanca di sentire sempre satira politica, e ieri Crozza non mi è sembrato molto in forma. C’era chi urlava: “Basta con la politica”, forse aveva ragione lui. Che senso ha ripetere le stesse cose anche a Sanremo? La scelta di pagare la Littizzetto 350 mila euro per una settimana di Festival mi pare uno scandalo vergognoso. Lo stesso vale per Fazio e tutti gli altri ospiti. Uno schiaffo a un Paese in ginocchio come il nostro. Non capisco ancora per quale motivo abbiano invitato Carla Bruni.

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