Il teatro

Non c’è solo la contraddizione, palese, tra le parole di Grillo a Udine e quelle di Grillo su Twitter sulle parole di Grillo a Udine. C’è quell’attacco della smentita: «Leggo che mi ritirerò». Come fosse un’invenzione dei pennivendoli, e non parole sue. Come non fosse stato Grillo, e non i giornali, a dire che dopo le elezioni sarebbe tornato a fare «il teatro». E’ il seme della doppiezza che caratterizza il peggior stereotipo dell’uomo politico: un volto in piazza, un altro – opposto – fuori. Ed è la bugia tipica del politico: dire al popolo che è sovrano, quando è in mezzo al popolo; e ricordargli che è suddito, quando lo educa attraverso lo schermo dei (nuovi) media. Io c’ero, a Udine. Quando Grillo ha in sostanza detto di passaggio, con noncuranza, che il Movimento sarebbe stato finalmente donato agli attivisti, liberato dal suo capo politico e dalla sua guida ormai ingombrante. Lo stavo anche registrando con l’iPhone, ma mi si è spento un attimo prima lo dicesse, al minuto 26 di un preambolo di 25 minuti in cui l’unica ‘notizia’ – dicono i miei appunti – era la seguente frase: «Io la voglio dividere l’Italia, io sono per gli Stati Uniti d’Italia». Ma quella frase che Grillo si affanna a smentire l’ho sentita. E l’ho scritta, già allora, su Twitter e Facebook. Dove i commentatori più attenti mi avevano risposto, sminuendo: si sapeva, l’aveva già detto, se solo avessi seguito tutti i comizi di Grillo. Oggi Byoblu ha ripescato il video che avrei voluto fare quel giorno, e i media – a mio avviso giustamente – lo hanno ripreso e ripetuto all’infinito. Trasformando il Grillo privato in Grillo pubblico; l’adorabile comiziante da banchetto nell’algido egoarca del blog. Così che Grillo ha dovuto mostrare, chiaramente come non mai, la sua natura contraddittoria, ma soprattutto doppia (il doppio, il teatro). La sua natura di politico, nel senso dispregiativo che usa lui con la politica. Così che quando dice che se ne andrà solamente quando se ne saranno andati tutti, non fa altro che ammettere che lui, di quel tutto, è già una parte.

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11 pensieri su “Il teatro

  1. ogni volta che grillo parla ha si dell’eco mediatico, ma perde consenso, ad oggi per le elezioni non prenderebbe più del 4%… mesi fa nel delirio del nulla politico, quando monti governicchiava, silvio silenziava e il pd primariava l’ m5s calamitava l’interesse di un potenziale 15%… della serie: se grillo parlerà ancora fino a febbraio il movimento finirà come di pietro.

    • Ho dedicato a Grillo varie riflessioni nel mio blog rbolletta.wordpress.com e mi confermo sul fatto che costituisca un pericolo reale rispetto ad una auspicata maturazione civile e democratica della popolazione e sulla possibilità di arrivare ad una maggioranza parlamentare che sia in grado di governare. Tuttavia credo che ci sia una dose di buona fede quando dice che l’alternativa al suo fallimento sarebbe un 10% di Albadorada o di neonazisti. Ma cosa propone che non sia in realtà equivalente? La sua pericolosità sta nella miscela esplosiva di un elettorato misto di gente per bene e in buona fede che spera in una rinascita morale della politica e di gente così arrabbiata con il mondo e con le istituzioni da usare il voto a Grillo come fosse una miccia per far deflagrare tutto. La rabbia dei delusi di destra e di sinistra crea una trasversalità che potenzialmente arriva almeno al 10% e che impedirà una maggioranza qualificata sicura. Votare Grillo sarebbe una assicurazione contro il degenerazione politica e sociale come quella greca se Grillo chiarisse se e come quel voto potrà essere utile per il governo del paese altrimenti è una scelta per l’ingovernabilità che porterà ad albadorada.

  2. Grazie della testimonianza, purtroppo non serve a molto perché la gente non si cura più della coerenza dei personaggi che invadono il loro schermo domestico. Basta pensare alle giravolte di Tremonti che in queste ore in televisione va stravolgendo la realtà del suo operato da ministro del tesoro di questi anni o a Maroni che pur di occupare la poltrona di verde governatore a Milano rimette Berlusconi sulla poltrona a Roma dopo che aveva spergiurato ‘mai più Berlusconi’. Che si fa per la pagnotta!. Non amo Grillo ma lo trovo geniale in questa azione di disorientamento dei suoi fedelissimi, a cui può dire qualsiasi cosa dire senza che la loro fede vacilli, e di confusionismo per la massa già disorientata dai terribili giri di valzer .dei tutti i protagonisti di questa ballata tragica.

  3. Seguo da più di un anno “Il Nichilista” e fin dall’inizio ho apprezzato in questo Blog le riflessioni e i commenti talvolta ironici e pungenti, ma sempre intelligenti e moderati. Riflessioni su grandi temi o comunque su idee di un certo spessore che hanno attratto di volta in volta il mio interesse e la loro lettura. Purtroppo dopo aver letto questo articolo ed anche uno precedente non so quale sia la maledizione del sig. Grillo, non capisco perchè è messo alla “gogna” ad un evidente “disprezzo” mediatico magari per una battuta. Proviamo, invece, immaginiamoci la democrazia in Italia come un fiume che sta arenandosi e lasciamo che l’onda di un movimento nuovo, come lo fu la Lega, risvegli dal coma gli ideali ormai celati da partiti tutti uguali ed inespressivi affinchè la democrazia risorga più forte di prima . Un saluto.

    • Marco, grazie per le belle parole e per essere un lettore così fedele. Quanto a Grillo: da queste parti lo si è sempre trattato come tutti gli altri, perché qui non si fa politica, e non è compito di questo blog sposare l’idea di Paese di una qualunque parte politica. Qui si cercano di usare gli argomenti, nelle discussioni. L’ho fatto con gli altri, lo faccio con Grillo. Sempre nella totale indipendenza. O meglio, in quella che i miei preconcetti e la mia sensibilità mi concedono. A presto, f.

  4. Se Grillo diventasse un politico sarebbe indubbiamente un politico della peggior specie (ovvero colui che pensa di essere sempre nella ragione). Se Grillo invece conserva il suo ruolo di agitatore delle acque, spesso dividendo, ma consentendo all’opinione pubblica di parlare oggi dell’euro e domani dei partiti, allora benvenga Grillo in questo paese troppo spesso incartato nella logica berlusconiscmo–antiberlusconismo (che ci porta a parlare dei chi e non dei cosa)

  5. Oggi per la prima volta sono andata a un comizio di Grillo… è stato semplicemente fantastico, non solo per lui, ma per il pubblico, per i candidati rigorosamente locali che si sono presentati, agricoltori, medici, madri di tre figli…bellissimo e commovente.

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