La trattativa di Ingroia

Mai dire mai. No. Indiscrezioni giornalistiche. Resto un magistrato. Si vedrà. Nulla di concreto. L’ultimo dei miei pensieri. Non si può dire che è un no. Sono solo un cittadino. Sto ancora riflettendo. Questa, in soldoni, l’italianissima storia della trattativa tra Antonio Ingroia e la politica. Fino a oggi, quando al Corriere il magistrato ha prima smentito la smentita, data solo ieri al Fatto, che la richiesta di aspettativa al Csm per «motivi elettorali» fosse l’annuncio di una candidatura. E poi ribattuto: «Berlusconi cambia idea ogni giorno, Monti non sa ancora cosa fare. Adesso chi di politica ne capisce meno di tutti, cioè io, dev’essere l’unico ad avere le idee chiare?». Venerdì, cioè tra due giorni, si saprà forse la conclusione di questa ennesima estenuante soap politica. Ma se un astro nasce tra i «non mi credete» e i «così fan tutti», nel solito nebbioso miscuglio di politichese, opportunismo e uso improprio della mezza ironia di chi non sa né rispondere né far sorridere, viene da pensare, se non proprio a una stella cadente, a una qualunque nel mezzo del firmamento.

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4 pensieri su “La trattativa di Ingroia

  1. A me sembra chiaro che si candiderà, vista l’ultima nota firmata assieme a Luigi de Magistris. A questo punto farei una legge per dargli direttamente tutti i poteri, esecutivo legislativo e giudiziario, così facciamo prima e lo togliamo dall’imbarazzo di dover trattare col Parlamento le leggi da emanare.

  2. Trovo alquanto vacuo parlare della candidatura di Ingroia si o no (in quanto siamo ancora in una Repubblica Parlamentare, e il premierato è solo una alterazione dell’attuale forma dello Stato).
    Sarebbe più interessante poter capire questo fantomatico MoV Arancione cosa propone, è anche esso filo-montiano oppure no, e se no in che modo, se sarà strutturato come un partito o realmente come una lista civica, come saranno selezionati i parlamentari della legge porcata, se ci saranno i trombati della politica che nessuno vuole oppure facce nuove, se ci saranno giovani e donne tra i candidati. Queste sono le domande vere, del gossip sui premierati (Monti si Monti no, Berlu si Berlu no, Ingroia si Ingroia no) ne abbiamo le ***** piene.

  3. da una parte
    alla fine la democrazia preserva anche il diritto all’indecisione (vale per Berlusconi, Monti, Ingroia, Montezemolo e tanti altri)
    Dall’altra
    Perché questa indecisione continua a fare rima con: “prima di espormi cerco di vedere fino in fondo come butta, su che alleanze posso contare, quante effettive possibilità ho, ecc., nel frattempo mi tengo le mani libere….”?
    Quando potremo contare su candidati che fanno le cose solo ed esclusivamente perché ci credono e non si muovono in base alla convenienza tattica e strategica?

  4. Chi? Al massimo io vedo solo uno in piu’ fra i tanti patetici furbetti opportunisti malati di protagonismo di questo paesucolo in cui tutti usano la propria caritca, si battono il petto “per servire il paese” e servono solo se stessi ed il proprio ego smisurato nella percezione e nullo nei fatti…

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