Beppe Grillo 451

L’assunto di Grillo che esulta perché «70 giornali rischiano di chiudere» (chissà da dove avrà preso quel «70», dato che nel pezzo dell’Ansa linkato dal comico i giornali a rischio sono 90) è che l’informazione fatta con il finanziamento pubblico sia sempre e comunque disinformazione. A prenderla sul serio sarebbe un’ipotesi forte, che dunque andrebbe giustificata con argomenti – e prove – forti; che Grillo, naturalmente, omette, preferendo abbandonarsi a un «hip, hip hurrà!» che tanto ricorda le esclamazioni di giubilo dei paradossali pompieri di Fahrenheit 451 mentre bruciano i libri nel nome della libertà, della verità e della cultura.

Ma, a prenderla davvero sul serio, si scopre che quella di Grillo non è affatto un’ipotesi, ma un dogma. Non una frase che ammette verifica o smentita sperimentale, ma una generalizzazione vuota, che mette tutti sullo stesso piano: quelli che hanno usufruito e usufruiscono di denaro pubblico per fare cattiva informazione e quelli che li hanno usati per tutelare davvero il pluralismo informativo nel Paese e fare semplicemente – con umiltà e fatica – il proprio lavoro. Non si tratta di criticare Grillo per difendere il finanziamento pubblico ai giornali, dunque (per inciso, io sono contrario): si tratta di capire che l’uscita di Grillo non dice nulla sul dibattito sul finanziamento pubblico ai giornali perché, appunto, è una generalizzazione vuota, un dogma che – come tutti gli altri – sembra spiegare tutto e invece non spiega niente. I dogmi non sono argomenti.

Inutile poi chiedere a Grillo se sia altrettanto felice per i posti di lavoro bruciati nella eventuale chiusura di quei giornali: prima di tutto, perché lui risponde solamente ai suoi media, e questo blog – vista la quantità di domande lasciate senza risposta – di certo non lo è; in secondo luogo, perché una risposta dogmatica – priva di contenuto positivo, falsificabile – si trova sempre, come insegna Popper. Conoscendo l’ideologia di fondo del personaggio, molto probabilmente la risposta coinvolgerebbe tutta una serie di ragionamenti sul fatto che la Rete magicamente troverà lavoro nell’informazione agli sfrattati che meritano (e che saranno altrettanto miracolosamente più liberi), e condannerà a un altro lavoro (o finalmente a un lavoro, suggerisce Grillo nel post con il consueto rispetto per il prossimo) tutti gli altri. Con il risultato, paradossale, per cui sparendo i giornali l’informazione diventerebbe finalmente libera (e dunque si debba gioire di tale sparizione). Un’idea che, nella storia, è piaciuta solo ai dittatori, e non agli uomini liberi.

La domanda, semmai, va rivolta agli elettori e agli attivisti del MoVimento 5 Stelle che ancora si ostinano a non vederlo: quando vi deciderete a prendere coscienza che l’indifendibile è, appunto, indifendibile, anche se a difenderlo è Grillo?

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13 pensieri su “Beppe Grillo 451

  1. L’informazione in italia fa schifo. non lo dico io, lo dicono le classifiche che vedono l’Italia SESSANTESIMA per libertà dietro ad Haiti. Perchè dobbiamo finanziare con soldi pubblici una cosa che fa schifo? Io sono d’accordo con Grillo.

  2. Non penso che ogni cosa scritta su un giornale sia disinformazione.

    Però penso che finanzia con fondi STATALI dei beni\servizi PRIVATI sia logicamente\economicamente\matematicamente\moralmente una PUTTANATA

    E nn ditemi che è perkè lo stato deve assicurare la giusta informazione dei propri cittadini… prima di tutto perkè è palesemente una stronzata… raccontabile solo ai bimbi forse… ma anche se non lo fosse non è necessario finanziare… basta… tutelare… cn opportune leggi applicate.

    E se proprio non dovesse bastare la stronzata di finanziare giornali che nulla hanno a ke vedere con l’informazione (vedi mensile di sky con la guida ai programmi) diventa GIGAGALATTICA quando il giornale si autofinanzia anche con la pubblicità e per di più non viene distribuito gratuitamente !!

    Quindi non sta in piedi. Punto. E come tutte le equazioni sbilanciate la natura prima o poi le bilancerà… il punto è… quanto poi? E a che prezzo?

    Forse Grillo è il “tornado” naturale che si genera quando troppa aria troppo calda si accumula sul mare… abbasserà le temperature portandole di nuovo all’equilibrio… ma come? A che prezzo?
    Grillo non è un uomo. Non un dio. Non il salvatore della patria. Non pendo dalle labbra di uno che crede che l’HIV non esiste e che predica democrazia 2.0 ma snobba il creative commons e detiene tutti i diritti legali sul suo “muovimento”.
    Però in modo crudo spettacolare mediatico ha alzato la voce trovando molti proseliti. Quello che dice nn è perfetto ma siamo arrivati a un punto in cui forse solo un tornando puà raffreddare le acque… e nessuno ha fatto nulla per sistemare le cose diversamente…

  3. non capisco cosa c’entra la libertà d’informazione con i giornali italiani. così come non c’entra nulla l’accostamento a f451 visto che venivano bruciati i libri, i grandi classici, la Cultura. non l’informazione da 4 soldi. così come non c’entrano niente i posti di lavoro bruciati. se chiudesse l’ilva per sempre, sarebbe un bene. il problema sarebbe trovare un modo nuovo di occupare quelle persone. punto.

    siamo in fondo alle classifiche per la libertà d’informazione. un po’ di colpa ce l’avranno gli organi d’informazione che infatti informazione non ne fanno e sono tenuti in vita dallo stato.

    i posti di lavoro di quei giornalisti saranno precari e i loro stipendi sotto la media. forse hai letto l’articolo di nicola biondo: http://www.beppegrillo.it/2012/09/la_liberta_di_stampa_e_precaria.html . rende l’idea. o forse anche i giornalisti devono smetterla di essere choosey?

    i giornali falliscono perchè non si sanno rinnovare e ora che lo stato non li può più mantenere chiudono.

    si creeranno spazi vuoti in cui nuovi soggetti potranno entrare e creare lavoro, occupazione e magari anche un informazione degna di tale nome. alle persone l’informazione attuale non piace più, non si fidano più. come dar loro torto? si sono accorti che è ridicola. leggendo i commenti in giro sono più quelli a favore dell’esultanza di grillo che viceversa. solo i giornali, per l’appunto e come sempre, gli hanno dato contro.

    se mediaset fallisse e intaccasse il potere di berlusconi sai i titoloni di gioia che farebbero repubblica e l’espresso?

    i giornali che falliscono rappresentano la fine di un potere logoro e lurido.

  4. Aggiungo un altro punto.
    Grillo spara ad alzo zero contro i finanziamenti pubblici ai quotidiani, bollati come organi di informazione falsa e di regime. In parte potrei essere d’accordo.
    Mi domando come si faccia però al contempo a pretendere che i finanziamenti pubblici siano riservati alla rete.
    Perché secondo il grillismo il soldo pubblico avrebbe il potere di corrompere la carta stampata ma non la rete?
    Se Grillo vuol fare il liberista-libertario almeno abbia il coraggio di farlo sempre… ma forse si chiede troppo ai limiti del grillo-(non)pensiero.
    Poi si potrebbe aprire una riflessione se si possa davvero magnificare come “libera” l’informazione che circola in rete, essendo quest’ultima in mano a soggetti privati, ed essendo assai difficile ritagliarsi spazi in rete senza alle spalle soggetti con una notevole capacità imprenditoriale (ad es. la Casaleggio Associati…).

  5. Dove è scritto che Grillo chiede dei soldi per il suo blog o per altre fonti di informazioni in rete?
    Non mi sembra , ma dato che non seguo assiduamente il movimento 5 stelle posso sbagliarmi.
    Forse Grillo chiede soldi per la rete , ovvero per le infrastrutture, non per siti o blogger, e questo sarebbe sacrosanto.
    Purtroppo non esiste nessun motivo valido per comprare giornali o guardare la televisione , è solo un sussulto dell’abitudine.
    Grillo forse anticipa i tempi , ma quando ho letto che gli americani sotto i 35 anni NON guardano la televisione, ho capito quale sarà il futuro, una volta “terminata” la generazione attuale ciao ciao Mediaset e giornali.
    Da parte mia sono anni che non guardo la televisione , che non compro ne libri e ne giornali di carta, e non noleggio film , ormai sono pratiche obsolete.
    Analizzando bene il fenomeno grillesco non mi sembra che il blog sia quella macchina da guerra che tutti paventiamo, l’enorme successo di questo “partito non partito” è dovuto alla scarsità di alternative.

    Se venisse fuori , per esempio , una coalizione di sinistra , anche vetero comunista, con gli slogan giusti prenderebbe parecchi voti (abbasso l’euro , patrimoniale, ecc,ecc,).
    Probabilmente i voti li prenderebbe anche un partito di estrema destra, la storia insegna.
    Invece questa melina , questo accordo di partiti antagonisti per sostenere il governo “tecnico” ha disgustato molti , molti che non avranno alternativa al grillismo.
    Invece sono tutti pronti a difendere l’euro e l’Europa , non esiste neanche la possibilità di una alternativa, anzi , viene esortato il “rigore ” e la “continuità”, continuità rispetto a che cosa?
    Se venisse votato un referendum per l’uscita dall’euro ,il risultato sarebbe scontato?
    La sovranità popolare consiste nello scegliere tra due partiti che faranno comunque quello che gli pare , a discapito dei cittadini , e contro la loro volontà?
    Il sistema americano dei due partiti di centro , uno lievemente a destra e uno lievissimamente a sinistra, è proprio l’unica alternativa?

    A me il gioco attuale non piace e vorrei proprio rovesciare a terra la scacchiera , e succeda pure quello che deve succedere, tanto ho poco da perdere.

    • Vero che i parametri per acquisire soldi pubblici erano molto larghi. Ma ricordiamoci di giornali come il Manifesto che da sempre fanno informazione di prima qualità, e che hanno costruito molte delle moderne vie di pensiero che salvano almeno in parte la vita culturale ed economica del paese.
      In realtà, giornali come il Manifesto fanno servizio pubblico (infatti danno analisi valide e notizie molto interessanti, che raramente si trovano su altri giornali come La Stampa o il Cor. sera).

      I giornali, quelli veri, fanno un servizio pubblico, senza di essi, vi sarà meno libertà.

      Fare parametri più stretti e regole più chiare? Certo! Annullarli? Una barbarie.

      Complimenti per il blog, comunque. Lo trovo molto interessante.

      • Nessuno dice che i giornali non facciano servizio pubblico , ma forse si dimenticano la loro missione -DARE LE NOTIZIE – e non “dare le notizie che ci piacciono ” , “dare le notizie che piacciono a nostri editori, ecc.ecc.”
        E poi vivaddio , la tecnologia ormai ha fatto passi da gigante , ormai di inviati e altro c’è sempre meno bisogno.
        Esistono frotte di giovani preparati che sono disposti a lavorare come dei pazzi per un tozzo di pane.
        Forse molti direttori responsabili e molti giornalisti di “grido” non sono indispensabili.
        E forse non lo sono mai stati.
        Le copie calano , il ricavo pubblicitario anche , o si fa come il fatto e alcune testate on line , che sopravvivono senza soldi pubblici , e con redazioni all’osso, oppure si chiude.
        Certo , nessuno pensa che il Fatto non sia schierato……
        Al di là della indubbia professionalità di molti giornalisti , ricordo che ci sono fior di blogger che scrivono dell’informazione (byoblu, lameduck , ecc. ecc.) gente che ha centinaia di migliaia di contatti on line
        e lo fa GRATIS, o quasi.
        Secondo me con i trentamila euro di stipendio che prende Sallusti , per esempio , si paga ormai una piccola redazione di un giornale.
        Quello è lo scandalo , che i soldi degli stipendi d’oro di alcuni giornalisti, ormai siano pagati dallo stato a dal Tycoon di turno , a prezzo della svendita della dignità professionale e umana.

  6. Ma invece una riforma del finanziamento pubblico in cui si stabilisce che:

    1 – Tutti i quotidiani che abbiano alle spalle gruppi editoriali,economici e che in qualsiasi modo possano disporre di capitali privati non possono usufruire del finanziamento pubblico in nessun modo (ci metterei anche i giornali di partito,ma è un punto un po’ più complesso che andrebbe integrato con un eventuale riforma del finanziamento ai partiti).

    2 – Il finanziamento consiste di una cifra standard durante il primo anno di vita del giornale,che viene poi ricalcolata ogni anno e adeguata al numero di copie vendute,con eventuale cancellazione del sussidio se la tiratura scende sotto una determinata soglia.

    ???Nooo?Troppo complicato?
    La verità è che ha ragione Alessandro Giglioli quando dice che i partiti ( ma più in generale direi il nostro paese) se lo meritano,Beppe Grillo.

  7. Nonostante sia un attivista del M5S seguo assiduamente questo blog perchè trovo sempre molto interessanti le argomentazioni (nonostante un articolo su 2 sia contro Grillo e i “grillini”,che troppo spesso descrivi/descrivete come degli ebbeti ma che ti posso assicurare sono ragazzi e studenti svegli e critici come me).
    Tuttavia questo articolo suscita in me una domanda.
    Tu (tramite il tuo blog) ti senti informazione ? per me lo sei,e molto più dei giornali e delle televisioni.
    Il pluralismo che tanto hai paura di perdere con la chiusura dei giornali, è uno spauracchio che non esiste, perchè vorrebbe dire che,per la legge meccanica della natura,di Blog così informativi come il tuo ce ne sarebbero 10,100,1000, e la libertà di informazione sarebbe definitivamente scardinata.

    Cosa ne pensate di questa mia riflessione ?

  8. Non capisco perché difendete Grillo. Egli dice: ” non c’è libertà di informazione” e pure ha libertà di dire tutte le puttanate che vuole. Egli dice: ” non siamo politica, non siamo partito”…… è come uno parlando dicesse di non stare parlando… questa è vecchia retorica degna degli strali di qualche Petronio.

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