Tre cose sul rinnovamento

1.

La santificazione, l’elogio di Veltroni-esempio-perché-non-si-ricandida-al-Parlamento è l’ennesimo esempio di quella italianissima tendenza a trasformare in eccezionale un gesto che nelle democrazie avanzate è normalissimo: hai fatto le tue legislature, hai fatto le tue battaglie (vinte e soprattutto perse)? Bene, ora lasci spazio ad altri. Non c’è niente di straordinario, non c’è nessun esempio. Il fatto che ci troviamo qui a discuterne non giova alla causa della normalità, questa è la cosa grave. Senza contare che Veltroni ha semplicemente detto di non voler sedere nuovamente in Parlamento: ma tutte le altre poltrone sono ancora a sua disposizione. Lui non esclude. Del resto, ora è pure un «esempio».

2.

Comunque, a pensarci bene, l’idea di «rinnovamento» nel centrodestra è perfino più surreale. Si parla di Albertini a Milano, di Briatore per una lista civica berlusconiana, di un ritorno di An – immagino con gli stessi volti – e di «novità» del calibro di Montezemolo (ammesso sia d’accordo). Insomma, il centrosinistra sta lavorando al cambiamento – pur con le tantissime difficoltà sottolineate anche qui – ma dall’altra parte (al netto di manifesti e altre iniziative minoritarie) continua a non esserci nulla. E anche questo è un problema, in una democrazia che vuole essere matura.

3.

Nota per i tanti che lo stanno usando come argomento: no, chiedere il ricambio di questa classe dirigente non significa «appiattirsi sulla retorica della rottamazione», né pensare che basti cambiare i volti per cambiare le cose. Il punto è che mentre non siamo certi che chi sostituirà questa classe dirigente farà meglio, siamo certi che se questa classe dirigente rimane al potere a non cambiare non saranno solo i volti, ma la sostanza (altrimenti, perché non l’hanno cambiata in vent’anni?). Quindi chiedere che i D’Alema, i Veltroni, ma anche i Casini, i Fini, i Berlusconi vadano a casa non è «renzismo», ma semplice baratto di una sconfitta certa (il mantenimento dello status quo) con una vittoria (il cambiamento) possibile.

(Ogni punto proviene da uno status update scritto durante la giornata sulla mia pagina Facebook. Qui il link per risalire alle discussioni che hanno prodotto.)

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2 pensieri su “Tre cose sul rinnovamento

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