Questa volta

Se di fronte avesse avuto un giornalista nell’esercizio delle sue funzioni, Silvio Berlusconi non avrebbe potuto annunciare come niente fosse che «come abbiamo abrogato l’Ici così abrogheremo subito l’Imu». La domanda seguente, a un simile annuncio, non è naturalmente «Perché si è dimesso?», né nessuna delle altre non-domande che gli rivolge Sallusti (su tutte, «Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, non è così?»). Ma, molto più semplicemente (e lasciando perfino da parte il discorso sui potenziali contraccolpi sull’economia; in democrazia non ci devono essere posizioni politiche impossibili per non infastidire i mercati): come intende coprire il buco di bilancio di circa 21 miliardi di euro che si produrrebbe ogni anno? Poi, sbirciando tra le agenzie, ho trovato un’Asca di Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl. E ho capito perché Sallusti, come molti prima di lui in passato, non gli ha fatto la domanda giusta: non serviva, dato che non c’è una risposta. E che nel Pdl si prendono perfino la briga di farcelo sapere. Dice Napoli (14:34): «Diversamente dal 2008, questa volta il Pdl indicherà come reperire i 21,5 miliardi che verranno meno nelle casse dell’erario». Non solo il capo fa gli annunci, come in tutta la sua carriera politica, e il partito (o ciò che ne resta) deve correre a giustificarli con tutta la (poca) arguzia dei suoi pesi massimi. Non solo le conseguenze sono del tutto ignorate, o alla peggio giudicate un dettaglio su cui ritornare in seguito, e questo nonostante l’annuncio in questione provenga da una delle forze politiche che hanno inserito il pareggio di bilancio in Costituzione. Napoli ci viene pure a dire che lo stesso era stato fatto con l’Ici. Per Casini, una politica di questo tipo – che è la vera antipolitica, aggiungo – meriterebbe un inedito divieto di «promesse irrealizzabili». Al che Napoli, risentito, ha dovuto intervenire nuovamente: (20:25) «L’abolizione dell’Imu», ha dettato ancora ai poveri colleghi dell’Asca, «non è una misura populista se chi la propone accompagna ad essa le alternative necessarie, come un corrispondente taglio di spesa o nuove entrate». Peccato avesse appena finito di dire che non aveva la più pallida idea di cosa debbano essere, queste «alternative necessarie». Il vero problema è che non è un problema. Peggio: che ci vengono a dire che è un problema, che non sanno ancora come risolverlo e che quello che conta, come sempre, è l’annuncio. Perfino nel Pdl sanno come è andata a finire. Eppure, ancora una volta, tacciono. O giustificano.

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4 pensieri su “Questa volta

  1. Ke vergogna. Finalmente il capitano si trova nella posizione piu adatta per far andare a picco anke questa nave crociera. Informatevvvviiiiii nn consegnamo il paese a questi zombi

  2. e peccato che il centrosinistra invece di rigirare il coltello nella piaga sia troppo impegnato a far la conta di quanta gente c’era al comizio di renzi e a quello di bersani. e quando si accorgeranno che nel frattempo è montata l’onda, sarà troppo tardi e ribatteranno sulle cose sbagliate, sulle polemiche del cavolo alzate a bella posta per creare confusione. il centrosinistra non impara mai dai propri errori.

  3. Pingback: A destra non c’è niente « ilNichilista

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