Mentre la destra tace

Bersani vuole progressisti e moderati. Cioè in qualche modo Vendola e Casini. Ma Vendola non vuole Casini, anche se ha dovuto smentirlo. E Casini non vuole Vendola. Né Di Pietro, ovviamente. Che tuttavia cerca Bersani, o Vendola, o perfino Grillo. Ma Bersani sbatte la porta, Vendola chissà: intanto lui gli dice e non dice: «populista!». Magari lo sostituisce De Magistris, lui sì che non è populista. Casini, intanto, è vicino a Italia Futura, ma Italia Futura attacca Casini, perché Casini vuole Monti dopo Monti, anche se magari non proprio quel Monti ma un altro Monti. Ma per Italia Futura no, è un programma troppo scarno volere Monti dopo Monti: meglio annunciare la discesa in campo e smentirla, a mitraglia. Così addio Fermare il Declino. Che farà ciò che resta di Fini? A suo tempo sembrava perfino poter combaciare con Bersani. Che, in ogni caso, vuole che siano i cittadini, e non le banche, a fare il governo. Ma se vince Renzi, che è contro Bersani? Chissà. Nel frattempo Renzi, dopo il niet di D’Alema e Casini, incassa anche lo scontro con Veltroni, che pure insieme agli altri due ‘oni’ (Fioroni e Gentiloni – c’è stato un tempo in cui erano una corrente, MoDem, chissà se lo sono ancora) dovrebbe essergli più congeniale. Invece non lo è: mistero sulle ragioni. Poi naturalmente ci sono i giovani turchi, la Serracchiani che si allontana, i civatiani con cui non va più a braccetto (volevano Barca, il ministro), quelli che le primarie non le vogliono, quelli che le vogliono ma con determinate regole e insomma tutta quella disperata pluralità che nel Partito Democratico amano scambiare – per qualche ragione paradossale – per la dimostrazione che quello sì, è un partito vero, perché si discute al suo interno (non sui giornali, sia chiaro) e non ci sono i che fai mi cacci come quello che fu di Fini e oggi è di Favia. Che, a sua volta, ha diviso il MoVimento 5 Stelle. Qualcuno dice addirittura che Favia andrà nel Pd (lui smentisce) o nell’Idv (gliel’avevano offerto a suo tempo, lui si è negato). Poi ci sono i tecnici con un piede nel Pd (Passera? Barca?), quelli con un piede nell’Udc (Passera? Riccardi?), Marcegaglia pronta anche lei per scendere in campo o quantomeno smentirlo. E mancano ancora una decina di partiti comunisti per completare il quadro di cosa succede nel centrosinistra, o in ciò che potrebbe diventare. Immagino l’interesse degli elettori mentre la destra, saggiamente, tace.

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4 pensieri su “Mentre la destra tace

  1. La destra tace più o meno. C\’è stata tutta una discussione (se poi sia finta o no non lo so) su chi sarà il candidato premier. Certo poca roba rispetto a ciò che sta accadendo a sinistra.

    Come sempre, il PD fa di tutto per NON vincere

    The Rebel Ekonomist

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