Se ciascuno, come Grillo, scegliesse i «suoi» media

«Io il mio media me lo scelgo», risponde Beppe Grillo a un giornalista di Piazza Pulita che cercava di fargli qualche domanda dopo il comizio a Brescia. Legittimo negarsi, ci mancherebbe. Ma proviamo a immaginare diventi un esempio per tutti i personaggi pubblici italiani, in particolare quelli che si trovino a gestire – in modo diretto o indiretto – un significativo consenso elettorale. Fai una domanda a Berlusconi? Nessuna risposta, perché lui ha i suoi media. Bersani? Niente da fare, anche lui ha i suoi media. Di Pietro, Vendola, Casini? Peggio per voi che chiedete: «Io il mio media me lo scelgo», potrebbero rispondere con Grillo, «ho il mio blog, e quello che dovremo dire lo scriveremo online». O sul nostro giornale o canale televisivo, poco importa – e solo su quello. Risultato? Decine, centinaia di domande le cui risposte sarebbero sostituite da comunicati stampa – sì, anche dei post su un blog possono svolgere la stessa funzione – riportati acriticamente o criticati senza possibilità di replica. E una guerra permanente tra miei media e loro media, sempre per interposta persona, sempre senza interpellare direttamente il bersaglio. In altre parole, la fine del confronto e del pluralismo, e di conseguenza l’avvio di una spirale autoritaria. Se questo è l’imperativo categorico dell’«iperdemocrazia» di Grillo, se questa è la massima da elevare a legge universale, c’è da tenersi stretta questa democrazia moribonda. In cui a volte i giornali non fanno le domande che dovrebbero, deturpano il pensiero degli intervistati, inventano notizie di sana pianta. E certo, fanno anche battaglie per il padrone. Ma quantomeno non pretendono di eliminare il contraddittorio. Né, di certo, di convincerci che sia una conquista democratica. C’è da sperare il comico non susciti emulazioni: chissà che finirebbe per pensare di se stesso se dovesse scoprirsi ispiratore – e fonte di legittimazione – della peggiore forma di arroganza della tanto detestata ‘Casta’: non rispondere alle domande, e cercare di convincerci sia colpa di chi le fa.

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31 pensieri su “Se ciascuno, come Grillo, scegliesse i «suoi» media

  1. [riporto il mio commento da Facebook https://www.facebook.com/fabio.chiusi.9/posts/463457973674716?comment_id=5573539&offset=0&total_comments=2%5D Credo che la riflessione dovrebbe essere molto più ampia. detta così è una critica un po’ fine a sè stessa. senza riflettere sulla strategia che sta dietro. d’altronde non tutti i politici rilasciano interviste o dichiarazioni a tutti i giornali. se grillo si pone in posizione antitetica a tutto ciò non sarebbe coerente passare attraverso loro. Poi questa critica lascia intendere che il giornalismo si riduca a rubare dichiarazioni a caldo e a snocciolare interviste che la prassi vuole siano concordate. Insomma, giornalismo e libera informazione sono altre cose. Uno sotto intervista dice comunque ciò che vuole. Grillo non direbbe cose diverse da quelle che scrive sul blog, o al massimo non risponderebbe. i contenuti sarebbero identici. Il problema è un altro. E’ Mcluhaniano. Il medium è il messaggio. Se passi per media che godono di molta poca credibilità e in cui sfilano come marionette tutte le figure che tu critichi, finisci per essere assimilato a loro agli occhi di chi guarda. Grillo evita. E fa bene.

    • Concordo con Pietro e aggiungo che è sbagliato, come invece riporta questo articolo, che sul blog non c’è diritto di critica!
      A differenza dei classici media dove o c’è qualcuno che ribatte (o la butta in caciara, come dicono a Roma), sul blog chiunque può criticare, ribattere, chiedere! In più esponendosi in rete se si dice o fa una cazzata i commenti si farebbero sentire (ricordiamo il blog di mastella?).
      Quindi non diciamo cretinate criticando il pensiero già conosciuto di Grillo, in fondo da decenni questa necessità di un dibattito democratico con fino ad ora ha tenuto le redini del potere (con i media a fare da stuoini), non si è mai sentita, senza contare che in fondo Grillo non ha cariche pubbliche e che quindi non deve risposte a nessuno!

      • E infatti i commenti al blog di Grillo sono un preclaro esempio di situazione in cui si critica, si chiede, si ribatte, soprattutto da parte di Grillo stesso, che dialoga alla pari, in un genuino dibattito democratico, coi suoi commentatori… vero?

    • “Se passi per media che godono di molta poca credibilità e in cui sfilano come marionette tutte le figure che tu critichi, finisci per essere assimilato a loro agli occhi di chi guarda” Questo è opinabile. Ritengo che un ragionamento che porti ad una presa di posizione così radicale si fondi in parte sul pensiero pigro.

    • Quoto.
      Il tutto si può riassumere in una frase che cito: ” Se vieni chiamato in conversazione da un imbecille, meglio non rispondere poiché, chi vi vedesse parlare dall’esterno, vedrebbe solo il dialogo tra due imbecilli”

  2. tutta la classe politica non risponde a certe domande e al massimo risponde buttando fuori i giornalisti….rispondono solo ai loro media che fanno solo le domande che vogliono. fa bene a non rispondere a certi partiti che fanno taglio e cucito

  3. Grillo potrebbe rilasciare interviste con una cauzione di 10 miliardi di euro pagabili a vista, per ogni parola censurata
    o frase tagliata o taroccata

  4. noto che i media di regime adesso stanno male se non possono intervistare, dimenticandosi che lo hanno cancellato mediaticamente per 25anni, e che il movimento5stelle per 3anni è stato ignorato. Fa bene grillo adesso a non rispondere a gente che poi magari estrapola mezza frase e fa passare messaggi che sono l’opposto del suo pensiero

    • Quindi ci si fa intervistare solo da chi si ritiene “neutrale”. Insomma, come se Silvietto si lasciasse intervistare solo da Minzolini o da Fede. 🙂 C’è chi le chiama interviste, c’è chi li chiama comizi.

    • Concordo ed aggiungo che è veramente giunta l’ora che la si smetta di criticare quello che il movimento 5 stelle ed il suo “leader” beppe grillo stanno cercando di fare, cioè dare una svegliata a tutti quegli italiani che continuano a dormire delegando tutto a dei politicanti ladri che ormai venderebbero pure la loro madre per restare dove sono e non venire spazzati via, è assolutamente inutile continuare a parlare con giornalisti che devono rispondere solo alla redazione e non all’onore della verità.

  5. Cioe fammi capire, tu vuoi imporre che il tuo giornale poiche` e` registrato ad una “CASTA” di associazione e tu avrai fatto un corso di formazione della regione o scritto qualcosa per prendere il patentino da giornalista… (Mamma mia che cosa importante!!!)Da ai cittadini tutte le risposte ed e` l`unico modo efficiente per comunicare. Ecco i presuntuosi che sanno tutto loro, la casta che loro sono i depositari vera informazione e della verita`.
    Ma fino ad ora i giornali e i giornalisti italiani cosa hanno sinceramente contribuito a fare per il nostro paese?Dove eravate nelle stragi di mafia nel inquinamento da fabbriche ed inceneritori dalla corruzione nella politica, ma quale importante scandalo quale inchiasta spettacolare che ha contribuito ad un vero cambiamento in questo paese? Ecco la differenza di voi preistorici e corporativi dediti alle caste e al “io sono io e voi non siete un cazzo”… Se incontro grillo e gli chiedo qualcosa di vera informazione costruttiva e non mi pongo verso di lui come un professionista un al di sopra di lui e dei cittadini, come fanno tutti i politici e i potenti, lui sicuramente me la dara` la risposta ed io non ho bisogno di te caro GIORNALAIO, posso interagire con il blog e posso avere anch`io una risposta che fin`adesso i tuoi cari politici i tuoi girnali e la tua casta, agli italiani ancora non gli dato e non ci state facendo capire un CAZZO con tutti quei casini nelle trasmissioni con parole difficili fatte ad arte per non comprendere.
    Ma chi sei tu che pretendi che solo attraverso te i il tuo girnale i bresciani conoscono la verita` o ricevono risposte. Fai una cosa buona vai a chiedere a loro cosa pensano e poi ci dirai se fino ad adesso hanno ricevuto le risposte che volevano dai vari politici o dai giornali. Te la facciamo noi a te la domanda … vai vai..
    Questo e` internet ormai nessuno piu` si puo nascondere…. tutti valiamo tutti… sei io vedo qualcosa o penso che qualcuno stia facendo un danno per il mio paese per la comunita` in cui vivo la metto su in rete e gli altri democraticamente decidono se ho detto un cazzata oppure se e` importante per tutti.
    QUESTA E` DEMOCRAZIA!!!!

  6. Ah bell’articolo 🙂
    Si parla di contraddittorio 🙂
    Ma perchè oggi con qualcuno dei politici che frequenta i media tradizionali si ha un contraddittorio?
    L’autore, in coscienza, mi vuole dire che Bersani, Casini, Vendola, e chi più ne ha più ne metta hanno mai risposto durante le innumerevoli occasioni di contraddittorio alle domande chiare e precise che nel tempo sono state loro rivolte, in modo altrettanto chiaro?
    Io non me ne ricordo una.
    Sento tanti bei discorsi, anche lunghi ed articolati per carità, ma che, se analizzati a fondo, non dicono assolutamente NULLA.
    Volete il contraddittorio con Grillo? Bene, i politici inizino a rispondere con chiarezza e puntualmente a tutte le domande che Grillo e tanti altri cittadini rivolgono loro attraverso il blog ed attraverso internet stesso (il blog di Grillo è uno dei più frequentati AL MONDO e quindi non parlatemi di nicchia).
    Le domande sono sempre le stesse da anni ma di risposte neanche una, nè a parole tantomeno con i fatti….io aspetto e Grillo pure… altro che contraddittorio.
    Abbiamo raccolto 350000 firme perchè si discutesse di proposte più che lecite e nell’interesse di tutti e le abbiamo portate in parlamento, ci siamo presentati li davanti per chiederne conto dopo anni di completo silenzio e la risposta quale è stata? Nessuna, e con le firme ci si sono puliti il culo….e volete il contraddittorio? Su quali argomenti? La fantapolitica? I grandi numeri? Cosa? L’autore me lo spieghi meglio perchè forse sono io ad essere tardo.,

  7. Chiedo scusa, ma secondo me questo post non ha molto senso. Mi spiego. C’è una differenza alla radice della questione che non è stata evidenziata. Berlusconi, Bersani, Di Pietro, Vendola e Casini più che “ciascuno” sono “parlamentari”, nonchè “segretari di partito” (a parte il Berlusca che ne è proprietario 🙂 e, non dimentichiamolo, prendono un lauto stipendio che, volenti o nolenti, paghiamo noi cittadini, con scarsi risultati per l’interesse generale del Paese. Grillo è un “comico” che si è stufato di stare a guardare e fa quello che fa “aggratise”, con tutti i limiti che può avere, per migliorarlo questo Paese. E quelli che chiamano “comizi” sono più simili a “spettacoli divulgativi” molto documentati, peraltro gratuiti 😉

  8. Giornalista piccolo piccolo vuoi diventare grande? allora fai queste tre semplici domandine ai tuoi politici quelli che tu credi siano difeerenti da GRILLO ed io giuro se ti daranno a una risposta VERA!, non sscherzo ti daro`1000.000 euro in contanti, a costo di fare un mutuo!

    1.Perche io ho in parlamento ho delle persone che non sono state elette dai cittadini anche se il REFERENDUM fatto dai cittadini aveva stabilito il contrario?
    2. Perche io pago attraverso le mie tasse ed il mio sudore con il sangue(equitalia) i CONTRIBUTI miliardari ai partiti anche se con un REFERENDUM i cittadini hanno stabilito il contrario?
    3.Perche io devo lavorare 50 anni di durissimo lavoro mantenere una famiglia co n 1000 euri ed i parlamentare i politici e tutte le caste maturano la penzione(d`oro) dopo 18 mesi ?
    Grazie

  9. Ciao,
    Non condivido minimamente le idee Dell articolo. Se Bersani avesse un suo blog (forse ce lo ha anche) lo leggerebbero in tre. Qui non e’ il contraddittorio che si mette in discussione ma il media attraverso cui il contraddittorio viene veicolato. Ognuno si sceglie il suo media, e su di esso risponde di quello che fa. Se ha credibilità viene seguito, altrimenti scompare. Se non risponde alle domande le persone potranno farsi un idea liberamente del perché non risponde e se e’ corretto che sia così.
    Grillo e’ un fenomeno ormai irreversibile che lascerà un profondo impatto sulla vita politica di questo paese. Che piaccia o no, ha già vinto, e articoli come questi, da persone peraltro giovani e competenti in materia di web, sono l ennesima prova dei danni sociali che la tv ha portato. E di questo lui non vuole più farne parte…

  10. Ciao Fabio ti leggo sempre ma in questo caso ho un’obiezione, che deriva dallo stupro mediatico cui ho assistito anni fa a Porta a Porta verso un piccolo esponente di un partito (sto cercando di ricordarmi quale). Vespa in pratica ha fatto fare comizio ai soliti big per poi tartassare l’aspirante politico su domande tecniche su questioni ( era Alitalia mi ricordo) che gli altri non hanno nemmeno sfiorato e che ritengo non dovesse nemmeno conoscere, cosi come dire “vedete che incompetenti?”, oltrettutto senza far rispondere e incalzando con le domande. Bravo , bel lavoro , forse. Ma farlo con tutti, quando in Parlamento c’è gente che non sa cosa vota, non conosce le ricorrenze più importanti, non sa manco l’itaGLIANO!

    La mia semplice obiezione è che quello che chiami “confronto e pluralismo” non esiste nemmeno sui media “di tutti”. I giornalisti e i presentatori hanno il potere di presentare le cose sotto la loro luce, in un modo che oltrettutto su tv e giornali non è rilevabile.
    Lo stesso “Report” che adoro mi è cascato in un paio di occasioni che conoscevo da vicino ( la mia città natale ed il paese dove attualmente vivo) a presentare la propria versione dei fatti, a parer mio molto lontano dalla realtà.

    Chi segue un blog legge, ma soprattutto trovandosi già su internet ha la possibilità di confrontare immediatamente la stessa notizia su due fronti diversi, di approfondire con un semplice clik…

    Poi sono d’accordo con te che il blog di Grillo è autoreferenziale e non si risponde mai ai commenti, quindi di fatto è un canale quasi monodirezionale , però ci lascia con uno spunto ed il nostro cervello, come qualsiasi altra fonte della rete.
    Sta a noi utilizzarli al meglio

  11. Par di capire che Grillo si lamenta della democrazia vista da vicino: senza lenti deformanti, che – alternativamente – la ingigantiscono o la rimpiccioliscono. Dov’è, dunque, il senso ed il rispetto della libertà di pensiero, la web democracy, tanto declamata a parole?
    Filastrocca: un Grillo si dondolava sopra un filo di ragnatela, visto che la cosa era interessante andò a chiamare un altro Grillo… ma l’immagine e la percezione di sè, talvolta, possono non essere speculari al proprio io e – direi – plebiscitarie (come immagina nell’utopia del suo programma, coi suoi referendum, senza quorum, che premiano minoranze illuminate?).
    Immaginare il “noi stiamo sopra”, reputarsi particolarmente illuminati, non significa che gli altri debbano subire identica folgorazione (fideismo).
    Il rischio è quello di risultare talmente illuminati, tanto da apparire (mentalmente) fulminati.

  12. La scelta di Grillo è comprensibile se vista come chiaro segno di rottura con lo schema vigente. Lui ha i suoi canali e parla attraverso di quelli.
    Più che sul merito di avere i proprii canali, bisognerebbe riflettere sul fatto che così Grillo si taglia fuori da solo lasciando il resto dei media scoperti. Un giornalista vuole scrivere un pezzo su Grillo; ne legge il blog, lo studia, prova a fare qualche commento a cui non gli viene risposto. Conclusa l’indagine scrive la sua opinione. Non avendo avuto un feedback dall’interessato potrebbe aver completamente travisato certe frasi e quindi dare l’idea sbagliata al pubblico che segue quel giornale. Grillo per contro si limiterà ad un’invettiva sul suo blog che probabilmente i lettori del precedente giornale non leggono.

    È una logica che non ha senso per chi vuole porsi come un innovatore. Si può combattere i media anche partecipando al loro gioco.

    • Io credo che il suo comportamento sia solo una specie di vendetta contro il PD che non lo ha lasciato candidare alle primarie di qualche anno fa. Lui è un maestro di comunicazione e in società con un altro maestro di comunicazione via web, ha messo in piedi un fenomeno di aggregazione usando temi cari a tutti, ma che in sua assenza o in assenza di blog si sfalda in due giorni perchè mancante di qualsiasi struttura . Purtroppo lui fa il mestiere del pifferaio magico sapendo bene che basta suonare due note fuori degli schemi per avere un codazzo di guerrieri ululanti e inneggianti ma armati di soli mouse e tastiera, incapaci di pensiero proprio e di critica.
      Lui getta sul blog un argomento sul quale pochi dibattono, si preferisce sparare a zero contro tutto e contro tutti, sempre OT, e vengono bannati i post con critiche o domande pungenti. E Grillo sa bene che con la prossima campagna elettorale potrà gridare a squarciagole le sue ragioni, con un seguito sempre in aumento di ammiratori, poi quello che propone o gli addetti ai lavori che saranno prescelti non avranno alcuna importanza

  13. Pingback: Beppe Grillo 451 « ilNichilista

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