Caro Beppe, chi decide nel M5S?

Domanda secca a Beppe Grillo – da aggiungere, se si vuole, alle altre. Sul tuo blog scrivi: «La prima misura che il MoVimento 5 Stelle chiederà dopo le elezioni politiche sarà l’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare per accertare le cause del debito pubblico sia a livello nazionale che a livello amministrativo». La domanda è: chi ha deciso che «la prima misura» del Movimento, dopo le politiche, sarà proprio quella? Tu, in autonomia? Tu, convinto che sia un tema caratterizzante il Movimento (se sì, come mai non è nel non-Statuto né nel programma)? Oppure una consultazione in rete? Se sì, quale? Dove? Quando? Sai com’è, Beppe, si fa presto a parlare di «iperdemocrazia», democrazia diretta digitale e simili: poi però, se a prendere quella decisione fossi stato tu – magari insieme al solo Casaleggio – verrebbe il dubbio che se non rispondi alle domande, o chiami i tuoi a raccolta per ribaltare l’esito di un sondaggio sulla democrazia interna nel Movimento (fino al tuo post, di certo lo sai, la maggioranza stava con Tavolazzi e le sue critiche proprio su questo), forse è perché tutto sommato a quelle domande non hai risposte. Che sia il caso di trovarne – e di metodo – prima di portare cento e più ragazzi in Parlamento?

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16 pensieri su “Caro Beppe, chi decide nel M5S?

  1. è che finchè dici cose che trovano il massimo consenso popolare, anzi diciamo proprio “che fanno godere come ricci gli elettori” , è difficile che qualcuno si ponga il problema.
    Sul blog vedo tantissime proposte nate dal sito M5S , può darsi che anche questa venga di li non lo so … ma tante altre le ho sempre riscontrate per la prima volta come “post di beppe”, che dava almeno l’indicazione.
    E se l’indicazione piace, ripeto, la si segue tutti contenti.

    A me le indicazioni stanno piacendo quasi tutte, e solo per provare a devastare i partiti voterò M5S. Poi mi rendo conto che gli entusiasmi acritici dei grillini sono VERAMENTE tali e quali quelli dei leghisti di 20 anni fa … effettivamente comunque i leghisti di allora erano genuini , per quanto bifolchi: forà i teroni, Roma ladrona etc etc… non si può dire che non avessero le idee chiare!
    Insomma, cosa succederà con il M5S? beh penso che male che vada si trasformerà nello schifo vergognoso che è la Lega oggi: paladina di certi valori traditi e bistrattati, fa più schifo degli altri solo perchè appunto vorrebbe considerarsi diversa.
    Ma … molto peggio non potrebbe finire no?

    Ad ogni modo assieme ai dubbi mi sale il fastidio per i militanti “senza se e senza ma” che veramente danno il peggio di sè in ogni occasione, ogni dibattito, ogni post.

    Poi dato che il PD non vuole il mio voto ma quello dei milioni e milioni di UDC-fans (mi viene il vomito…), non c’è momento migliore per premiare il M5S.
    Scusa la riflessione lunga , m’è scappata 🙂

    • ai ragione quando dici che il 5stelle potrebbe finire come la lega nord ,spero di nò,essendo stato elettore della stessa lega fino a 3 anni fa e deluso alquanto, ma resto convinto che se non si cambia il sistema di governare non si cambia nulla,se non quello di cambiare gli eletti. Penso che il potere decisionale spetti ai cittadini i quali votano i propri candidati che a sua volta propongono di tutto e di più,e in base a quello che propongono verrà votata la proposta tramite il decoder della tv con un codice personale di accesso.Solo così si potrà invogliare i cittadini a un vero cambiamento e quindi a una vera e attenta partecipazione. Questo sarebbe un sistema semplice ed efficace anche per conbattere la corruzione la quale non avrebbe più modo di esistere. Nessuno può decidere per un altro se è vero che ognuno di noi vale uno.

  2. Dal programma: “Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e
    con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai
    servizi senza bisogno di intermediari”. Che poi debba esserci una Commissione a occuparsene, capendo le motivazioni del pregresso per cercare di ridurlo, rappresenta solo una decisione sul mezzo, e non sul fine, che come elemento è indubbiamente presente nel programma. Voglio dire, non si fa una commissione parlamentare sul debito se il fine non è quello di ridurlo. In ogni caso mi aspetto che il tono tranciante utilizzato nel post si traduca poi in un’effettiva richiesta ai cittadini sull’effettiva utilità di questa Commissione nel pieno rispetto della forma di democrazia diretta, base del M5S.
    Interessante comunque la tua attenzione verso la forma e non verso il contenuto…;-)

    • Interessante anche la tua, dato che il contenuto di quel passaggio preso dal programma non ha nulla a che vedere con il post di Grillo (un conto è buttare là una frase che non significa nulla sulla volontà di ridurre il debito, un altro è dire che per prima cosa si farà una commissione per accertare chi l’ha creato) e soprattutto, non specifica in nessun dove che quello debba essere il PRIMO intervento da compiere.

      • Si’ Fabio sono due “conti” diversi ma secondo me con un fine unico, altrimenti non ha molto senso.
        1) cerco di capire come si è generato il debito
        2) analizzo come ridurlo
        3) metto in pratica conoscenza e analisi per ridurlo davvero

        Sì, Grillo (anzi Casaleggio, perchè ha detto che Grillo parla e lui scrive) avrebbe dovuto usare
        il condizionale dicendo: la prima cosa che il M5S dovrebbe fare è…

        Ok, appurato l’errore sul verbo, possiamo dire che è il primo personaggio pubblico ad aver proposto una cosa del genere? Oppure non si può dire perchè di Grillo si può solo parlar male? 😉

    • I motivi che stanno dietro alla genesi di un debito del genere lo conoscono tutti quelli che hanno un po’ di interesse verso la storia economica di questo paese. Non c’è bisogno di una commissione per capirlo, mi ricorda i tempi in cui si faceva una commissione per ogni cosa.

  3. Se sarà il primo intervento, come mi auguro, lo decideranno i cittadini eletti. Dalla nostre parti si usa ascoltare chi ha idee per soluzioni e nel contempo individuarne le responsabilità e i meccanismi, indotti o dedotti, che generano l’aberrazione. Non perdiamo tempo a soffermarci sulla metodologia, sulla forma che serve per riempire pagine di chi idee non ha, ma cerchiamo di concentrarci sulle soluzioni che più rispecchiano le nostre aspettative, da qualsiasi parte arrivino anche se tendono ad essere concentrate in un solo individuo. (Beato lui che è un vulcano).
    Quindi è guardare il dito discutere se i mezzi giustificano il fine, la luna è il fine che giustifica i mezzi.
    Non a caso una rivoluzione violenta – vedi quella francese – diventa nobile per il fine e non certo per i mezzi senz’altro deprecabili.
    Fa specie che un nichilista pretenda un senso dagli altri quando per dottrina non può darne uno a stesso.

  4. Non so se questo post sia in malafede o più probabilmente derivi da una non conoscenza dei fatti, perchè chiunque segua un attimino il blog si sarebbe accorto che una delle opinioni più condivise in assoluto, tra i commentatori, è il fatto che debbano essere individuati i responsabili delle ruberie che hanno portato il paese in ginocchio e la conseguente restituzione del maltolto (e secondo me è anche l’opinione di tutte le persone oneste di questo paese). Grillo non fa altro che proporre un metodo democratico, legale e non violento, per convogliare un sentimento che si manifesta, per primo, quando le cose vanno male e che in altre nazioni è sfociato in violenza e estremismi. Saltate fuori, a intervalli regolari, con accuse di proposte unilaterali, scordandovi che il blog non è nato ieri ma sta in piedi da 7anni, poi c’è il forum M5S e i sondaggi, e quindi, forse forse, le posizioni che Grillo prende sono il frutto di una elaborazione dei voleri predominanti della “base” emersi in questo periodo.
    Su tavolazzi siamo al ridicolo invece, “la maggioranza stava con lui”, ma quale maggioranza? Se ho capito bene e il riferimento è al sondaggio del FQ, vorrei ricordarle che era aperto a tutti e non le viene forse in mente che piddini e pidiellini si sono fiondati, come api sul miele, a dare ragione a tafazzi giusto per fare dispetto a Grillo? No è? Oltretutto per essere precisi, il post non era di Grillo ma di un attivista.
    Riguardo poi al metodo con cui verranno portati i ragazzi in parlamento, vorrei tanto capire come mai tutti ora ci mettono bocca, si sentono esperti, democratici, pretendono, sanno tutto, Grillo sbaglia ecc…. Forse non vi siete accorti che, grazie alla lungimiranza di Grillo, ai suoi metodi, al perfetto affiatamento tra il lavoro di Grillo e quello degli attivisti (e non grazie ai sapientoni dell’ultima ora) , in soli 3 anni, centinaia di “signor nessuno” sono entrati in comuni e regioni, ognuno di loro con un programma fatto in assoluta indipendenza, con candidature di persone scelte in autonomia tra gli attivisti, e senza soldi pubblici. Su centinaia di persone poi, come è naturale, ci sono stati casi (che si contano sulle dita di una mano) di abbandoni, incomprensioni, litigi ecc… e questi vengono esaltati come esempio di non democrazia? Mi pare che sia la maggioranza a determinare l’andamento di un soggetto e non certo pochi episodi; Episodi poi che si identificano, quasi sempre, in modo unilaterale, con i poveri agnellini contro il lupo Grillo-Casaleggio, senza andare ad analizzare alcuni aspetti della vicenda che spesso mettono in luce personaggi legati ad altri gruppi politici e con mire di affermazione personale. Mentre fate la TAC a Grillo fate almeno una radiografia ai “ribelli” 😉

    • – ruberie che hanno portato il paese in ginocchio e la conseguente restituzione del maltolto –

      Il paese è in ginocchio non perché ci sono dei pochi ladri kattivi che hanno depredato i dobloni del buon popolo onesto, ma perché l’*intero* paese si è retto e si regge su un sistema fatto di clientele, parassitismi, favoritismi, nepotismi e lavoro improduttivo di cui le mafie del Meridione sono soltanto la versione più macroscopica e palese.
      Se il paese è in ginocchio lo si deve alla complicità di larghissime fette dell’elettorato che hanno beatamente goduto in connivenza con classi politiche incapaci e opportuniste, della distribuzione a destra e a manca soldi e ricchezze che l’Italia aveva e ha unicamente sulla carta, carta che ormai si appresta a diventare straccia.

      Se c’è qualcuno da mettere sotto processo è la grande maggioranza della popolazione italiana, vera mandante di quella politica che è stata ed è tuttora solo bassa manovalanza di un benessere privo di fondamenta.
      E un maltolto, spiace dirlo, non esiste, o se esiste si trova nei conti delle banche cinesi, tedesche o americane.
      L’unico modo per restituirlo o, meglio, riprendercelo, non è certo scendere in piazza a frignare “la vostra crisi non la paghiamo” o “processiamo i politici”, bensì mettersi a lavorare *sul serio*, cosa che purtroppo gran parte della popolazione italiana non sembra nemmeno sapere cosa significhi.

      Le tasse di Monti sono un giogo sin troppo leggero per l’ignoranza e l’infantilismo di una nazione, quella italiana, ancora una volta completamente incapace di assumersi le proprie responsabilità senza prendersela col capro espiatorio di turno o attendere uomini della provvidenza che ci salvino dal baratro (e si è vista le due volte precedenti com’è finita).

    • Il debito pubblico nasce per responsabilità politica di tutta la classe dirigente degli anni ’70-’80, e quindi per la responsabilità di tutto il popolo. Quei soldi non sono finiti nelle tasche di pochi, sono finiti in mille rivoli di spesa, molti anche “giusti” concettualmente come lo stato sociale.

      Poi in realtà gran parte del debito si è auto-alimentato quando, ad inizio anni ’80, non si è messo freno al deficit: allora per pagare il debito si è fatto altro debito e così via.

      Non è la vergogna di una classe dirigente, ma di un intero paese che non ha parlato di finanza pubblica per 20 anni, fino a scoprire che eravamo sull’orlo del fallimento ad inizio anni ’90. E i giornalisti dov’erano? i partiti? gli elettori? credevano tutti che i soldi crescessero sugli alberi?

      Ecco la risposta alla tua domanda, senza cercare nessuna banda Bassotti.

  5. Beh ma si sa che nel “movimento” decide tutto e solo lui. La sua democrazia è apparente. Lui parla, dice due stupidaggini, e le masse applaudono senza capire. C’è già stato un tizio che veniva applaudito in questo modo, ma non era esattamente democratico.
    Poi c’è la rete, dove lui scrive i suoi monologhi. Ci sono anche i commenti dei suoi seguaci, ma lui non risponde e nulla lascia presagire che li legga. In ogni caso, non contano nulla: lui decide.
    E la colpa non è nemmeno sua. Non voglio dire che lui sia in buona fede, ma parliamoci chiaro: se io ti ordino di buttarti dalla finestra tu hai il dovere morale di riempirmi di mazzate, e se non lo fai sei una marionetta senza dignità! Mi pare ovvio!
    Con Grillo è lo stesso. Non è che lui abbia i poteri di Superman, per cui i seguaci hanno il terrore di parlare. Potrebbero tranquillamente dire la loro senza che Grillo li colpisca con un’alabarda spaziale o cose simili. Ma in effetti, anche se lo facessero, nessun altro seguace li ascolterebbe. Ascoltano tutti il capo, e basta. E infatti chi ha osato parlare è stato poi cacciato a pedate nell’indifferenza generale.
    Ma questa non è democrazia telematica, iperdemocrazia, web 10.0, o come diavolo la vogliamo chiamare: è qualcosa di molto più vecchio, che La Boetie ha chiamato Servitù Volontaria.

    • Io direi che la “democrazia internettiana” incentiva proprio questi fenomeni: nei partiti classici, ogni iscritto può dire di non condividere l’opinione x o y del partito, può discutere di queste idee x e y, basta che magari non lo fa in pubblico ma con una cerchia più stretta di amici.

      Su internet ogni tua opinione rimane lì, scritta, per poter essere vista da tutti. Se hai una idea particolare rischi di essere criticato da tutto il forum e perdere tutta la credibilità, se non la tessera. Questo è un meccanismo che capita in tutti i forum dove c’è un gruppo chiuso di persone che la pensa in un certo modo e arriva qualcun’altro che la pensa in maniera diversa e viene trattato come un eretico.

      Il meccanismo del forum è quello più capace di fondere idee diverse, ma una volta fuse, non ce spazio per la critica.

      • Sì, forse è così. Ci sono anche altri fenomeni stupidi che sono tipici della democrazia dei click, come le campagne su Facebook. Basta un click per condividere un’immagine con qualche slogan a effetto, e chi passa le sue giornate su Facebook (tanta gente) si sente quasi in dovere di farlo. Così nascono campagne basate su notizie false, e tutti si sentono un po’ attivisti e sovversivi.
        Non c’è niente da fare, se si vuole dire la propria bisogna mettersi in gioco, il mouse e la tastiera non bastano…

  6. Pingback: Beppe Grillo 451 « ilNichilista

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