Riassunti dell’ultima di Servizio Pubblico

Riassunto cinico: la Rai fa schifo, rivoglio una trasmissione in Rai. Indignato: Paolo Bonolis, Ficarra e Picone, Massimo Ghini, Simona Ventura, Vittorio Sgarbi, Paolo Mieli. Fogliante: Servizio Pubblico parla di Servizio Pubblico, finalmente un po’ di sincerità nel rito masturbatorio. Dopo un’ora: siamo al coito, o all’estasi in quei comizi coi santoni, in America. Giacobino: «Siamo contro la censura!» Sgarbiano: il problema della politica è la mancanza di pensiero. Narrativo: Sgarbi dice che se Saviano fa un partito vince le elezioni. Poi entra in un delirio in cui Travaglio entra in politica e Santoro in un ministero. Poco prima, Simona Ventura denunciava le «inumane» pressioni politiche subite. Lo slogan: «Viva i vecchi!». O anche: «Fate la rivoluzione!». La battuta: «Lo sperma c’inquina. Er cazzo tombola». Santoriano: siamo più soli di prima. Digitale: il 99% dei nostri fan vuole che continuiamo. Travaglio: non ve lo dirò mai, ma sto al giornalismo come Grillo alla politica. Da sinistra: Monti è cattivo. Da Freccero: non pervenuto. Alla Mieli: «Svegliatevi!». Mio: quanto sono contento di non aver dato quei dieci euro.

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10 pensieri su “Riassunti dell’ultima di Servizio Pubblico

  1. ho seguito poco ieri sera, preferendo l’ultima di Formigli, pero’ mi fido del tuo giudizio.
    io pure non versai i 10 euri allora, otto mesi fa, e ora ne son maggiormente contenta.
    grazie
    ciao
    Francesca

  2. Il meta-Santoro, il Santoro autoriflessivo, il Santoro che parla di Rai, è di una noia mortale e fa anche cambiare canale, perlomeno me. Anche poco elegante il fare una trasmissione parlando di fare una trasmissione, e di dove volerla fare di più. Ovviamente per tutto il resto è una trasmissione interessante, e i dieci euri per me li merita 🙂

    La Rai è battaglia “borghese”, si diceva una volta. Alla famosa gggente, tanto ascoltata da questo tipo di trasmissioni, della Rai gliene frega poco, la percepisce come una battaglia di retrovia. Ormai la Rai è entrata fra quelle mancanze italiche sulle quali la gente scommette e si rassegna, tipo “politici ladri” e “treni in ritardo”.
    Certo, è battaglia culturale importante, certo, è servizio pubblico che non lo è, certo, sono soldi (pubblici) spesi esageratamente (sette milioni di euro per le fiction sul Barbarossa e sull’omologa meridionalista chenonricordo).
    Ma che palle!
    I ggggiovani non guardano la Rai, non gliene frega nulla della Rai. La Rai è per i morti, e i morti non fanno battaglie culturali 🙂

    l’unica bella cosa della puntata di ieri è la messa in scena travagliesca. Un Satiro serio, un giornalismo satirico. Comunque fatti, quindi informazione. Con la lama, ma chi la sa usare se la permetta.

  3. Pingback: Riassunti dell’ultima di Servizio Pubblico | Tg Online

  4. Santoro a tratti annoia, satura, appare paternalista e “vecchio”, altre volte è illuminante e geniale.
    Solo una cosa gli riconosco: prima che lui facesse la trasmissione che ha fatto via web, nessuno avrebbe scommesso mezza lira sulla riuscita, lo davano tutti per spacciato, i suoi amici e soprattutto i suoi nemici. La sua iniziativa ha aperto un portone, dimostrando che non solamente tramite le tv classiche si può fare e che, volendo, si può fare informazione anche senza piegarsi ai dogmi della politica e del potere ( entro certi limiti, sia chiaro ) detto questo da me i 10 € non li prese e non li prenderà, non per taccagneria ma per poca fiducia nel soggetto ( non chiaramente sotto il profilo finanziario ), francamente ho sempre odiato di lui il concetto “se chiudono la mia trasmissione non c’è democrazia, se non la chiudono c’è”, un po’ come porsi a dimostrazione vivente della democraticità di un sistema di informazione, un po’ arrogante direi, proprio come trovai oltremodo arrogante paragonare la propria epurazione dalla Rai con la guerra partigiana cantando Bella Ciao. Sarò stupido io ma certe cose vanno rispettate e il rispetto inizia nel riconoscerne l’importanza.
    Buona giornata a tutti
    Deadly

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