Il peccato capitale del Movimento 5 Stelle

L’ultimo grido della retorica su Beppe Grillo è sostenere, in vario modo, che faccia «un perfetto uso della Rete». E che sia questo «uso perfetto» ad avergli garantito il successo elettorale. Trovo sia un errore, ma utile. Perché porta finalmente il discorso mainstream su Grillo e il Movimento 5 Stelle (dopo l’indifferenza, la demonizzazione e i salti carpiati sul carro del vincitore) al cuore della questione: il rapporto tra Internet e democrazia. Dove sta l’errore? In superficie, nel fatto che a usare il web come strumento partecipativo siano gli aderenti al Movimento, e non Grillo. Che lo usa perfettamente, semmai, per farsi propaganda senza contraddittorio, senza interagire minimamente con i suoi (e)lettori su Twitter e Facebook (lo chiediamo a tutti i personaggi pubblici, perché a lui no?). Fosse tutto qui, non ci sarebbe di che preoccuparsi: di propaganda è pieno il mondo. Invece c’è altro. Perché a scavare in profondità, tra i miti fondativi del Movimento si trova l’idea, a mio avviso folle, che la democrazia diretta attraverso la rete possa sostituire – e non rendere più trasparente, responsabile e realmente partecipata – la democrazia rappresentativa. E’ a questo modo che intendo il significato ultimo dello slogan secondo cui «ognuno vale uno»; così che capisco l’idea che ogni candidato non sia che un portavoce dei cittadini. Siamo noi, insomma, a decidere: dei partiti e di ogni altro corpo intermedio non c’è più bisogno. Certo, ancora resistono. Ma hanno le ore contate. Moriranno. E il potere andrà finalmente al popolo, ai cittadini informati – da Internet, ovviamente. E’ la guerra dei partiti contro la Rete di cui Grillo ha parlato nel recente libro con Gianroberto Casaleggio: un manuale di tecno-utopismo completamente fuori dal tempo e dallo spazio, come ho scritto a suo tempo. Ecco, il peccato capitale degli attivisti del Movimento 5 Stelle sarebbe accettarlo, a scatola chiusa, senza sottoporre anche questa idea – pericolosa non meno della degenerazione della democrazia dei partiti che abbiamo vissuto negli ultimi 20 anni – non soltanto al giudizio della community, ma anche e soprattutto della ragione e dei dubbi di ogni suo membro. Perché se oggi il problema è come dare più potere decisionale ai cittadini, domani – già nel 2013, se il Movimento dovesse sbancare le prossime elezioni – potrebbe diventare come sottrarglielo per il bene di tutti. E di fronte a un problema simile, qualunque democrazia – per quanto trasparente e partecipata – si arresta.

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50 pensieri su “Il peccato capitale del Movimento 5 Stelle

  1. io ci vedo collegato pure tutto il fanatismo dei cyber-attivisti.
    In questo ambiente è da includere pure persone come Riccardo Luna e tutti gli “attivisti” che volevano candidare internet al premio nobel per la pace. L’universo startup.
    Ma anche chi sia convinto che Twitter e i social siano stati “decisivi” per le rivolte in medio oriente.
    È una reazione molto occidentale, per farci credere che la “rivoluzione” si può attuare grazie alla rete.
    Questo è un peccato molto diffuso purtroppo, non appartiene al Movimento 5 Stelle e basta.
    A queste persone una bella lettura di Morozov non farebbe male.

    A proposito cito l’ultimo commento di Mazzetta al riguardo:

    Beppe Grillo cerca un facente funzioni di sindaco per Parma. Non lo sceglierà il sindaco di Parma, le candidature vanno indirizzate Grillo. C’è anche “Manda i curriculum per i sindaci”. Il che dimostra che le persone attive sul territorio sono libere di decidere solo quello che Grillo lascia loro decidere, arrogandosi il diritto di compiere da solo ( o con i Casaleggio) la selezione del personale che poi lavorera nei comuni e per i comuni. Ovviamente pagato con i famosi “soldi di tutti”. Tanti saluti all’orizzontalità e al “uno vale uno”, al quale comunque potevano credere solo gli ingenui

    Ovviamente il curriculum lo mandi per rete. Perché Beppe esordisce dicendo già che “La Rete non deve lasciare soli i sindaci del MoVimento 5 Stelle.

    • E come lo dovresti mandare il curriculum per posta ordinaria? stai dicendo che per andare da punto A a punto B bisogna andare con una carrozza invece che in macchina, che per comunicare si debbano usare libretti ciclostilati invece di uno smartphone. Non ha senso. La Rete e’ solamente questo: nulla senza i suoi abitanti. A te una lettura di McLuhan non farebbe male. Presumi che la decisione su chi ricoprira’ la figura di “direttore generale” sia in mano a Grillo. Come fai a saperlo? Lavori al Comune di Parma?
      P.S. Una delle cose che mi fa dubitare un poco dell’efficacia della rete e’ il fatto che permetta l’anonimita’, dietro la quale c’e’ gente che si nasconde e sputa sentenze. Anonimi conigli direi.

      • Quanto è buffo che avendo studiato McLuhan per anni, un tale di nome “Daniele Napolitano” – che potrebbe avere un altro nome, e quindi anonimo quanto me, o anzi, più anonimo di me visto che io ho lasciato un link al mio account twitter, da cui puoi risalire al mio blog e conoscere meglio la mia persona “virtuale” – dicevo, è buffo che mi dicano che una lettura di McLuhan non farebbe male.
        Vedi, caro Daniele, non c’è niente di male a mandare il curriculum per la rete. Invece è sbagliato dire che secondo me per andare da A a B bisogna usare una carrozza anziché una macchina, soltanto perché ho scritto una frase riferita a Grillo (che hai estrapolato dal contesto). Qui quello che trae sillogismi sbagliati e giudizi personali sei tu, con buona pace dell’anonimato e della codardia, ci vuole coraggio – o forse incoscienza – per commentare come fai te. 🙂
        PS: comunque sia tranquillo, McLuhan me lo rileggo volentieri che è sempre un piacere. Ciao.

  2. Personalmente credo che Grillo sia solo un “noto portavoce”….una sorta di pubblicità, che, sinceramente, a volte esagera e opera a favore del movimento una pubblicità negativa. Al di là di questo ultimamente mi sto interessando all’operando delle varie persone del movimento elette, chi ora e chi già da tempo, soprattutto in relazione ai fatti, più che alle parole, e devo dire che, al contrario degli altri, qualche fatto c’è stato….come il rifiuto della quota spettante al partito dalle elezioni del 2010, e il rifiuto da parte di chi fa già parte dei consigli Comunali del gettone di presenza.Vedremo col tempo come si comporteranno….

  3. certo, in ultima analisi il peccato è che il movimento potrebbe sottrarre il potere decisionale ai suoi elettori perché nessuna legge lo può vietare… ma gli altri partiti non funzionano così?
    Non critichiamo la democrazia interna a qualcosa dimenticandoci che la democrazia dovrebbe essere il meccanismo alla base del sistema Italia, e che se questa funzionasse il fenomeno Grillo non esisterebbe.

    • Non “potrebbe”, già lo fa. Un vero dibattito democratico interno non è assolutamente tollerato da Grillo, come dimostrano i fatti degli ultimi mesi e la sua incapacità di dialogare con chi la pensa diversamente all’interno del movimento.

      Ed è sacrosanto criticare questa mancanza di democrazia interna, semplicemente perché la democrazia e la partecipazione sono principi che il M5S sostiene con forza. Non basta la propaganda (partecipare a un blog non è partecipare, anche se molti sembrano essere caduti in questa illusione) e non basta la democrazia nelle sezioni locali del M5S (che come è emerso a Parma sono soggette comunque a ingerenze pesanti).

      A mio parere questa contraddizione non può durare a lungo, e sono curioso di vedere come verrà risolta. Finora non ho visto nessun segnale di apertura da parte dei “vertici”.

  4. Dare il potere in mano al popolo del bar è terrificante… ma se il popolo del bar , il 51% degli italiani diciamo, decidesse che da domani si deve fare la cosa X , diciamo qualcosa di drastico tipo “ripristino della pena di morte” , sarebbe giusto o no farla? La P2 o il Bilderberg hanno davvero ragione?

    E ancora prima di questo, il problema sarebbe il cercare di non dar voce a 1000 idee disparate, ma come scegliere di dare 1000 voti ad una idea condivisa.

  5. “Perché se oggi il problema è come dare più potere decisionale ai cittadini, domani – già nel 2013, se il Movimento dovesse sbancare le prossime elezioni – potrebbe diventare come sottrarglielo per il bene di tutti.”

    E il bene di tutti lo stabilisci tu? Lo stabilisce un élite? Quale parte del concetto di “demo”crazia non è chiara? Se il 51% dei cittadini dovesse decidere per la reintroduzione della pena di morte, un 5% di fini intellettuali avrebbe il diritto (oltre che il dovere, a sentir te) di truccare le carte?

    Mi inquieto.

    • Non so se ne abbiano il “Diritto” o meno, ma in una situazione del genere spero, per l’idea che ho io di cosa e’ giusto o sbagliato, che qualcuno faccia qualcosa per re-eliminarla. Anche se questo qualcuno dovessero essere un 5% di fini intellettuali. Magari non “Truccando le carte” ma istruendo e sensibilizzando.

      Nessuno puo’ dire che la democrazia sia il governo migliore a prescindere. Al momeno penso sia la migliore delle alternative, pero’ ricordati che a chiedere i leoni nell’arena insieme ai cristiani era, prima di tutto, il popolo.

    • Claudio, tutti vogliamo dare il massimo possibile di potere al cittadino, ed è chiaro che la situazione attuale non è sostenibile. Però io ribalto la tua domanda: se il 51% votasse per la reintroduzione delle leggi razziali, magari tramite strumenti di democrazia diretta, sarebbe giusto reintrodurle? O per essere più attinenti all’attualità: se ci fosse un referendum per abbassare le tasse, sarebbe giusto mettere una simile decisione in capo ai cittadini?

      • Gli esempi che mi stai facendo, devi renderti conto che sostengono l’inesistenza della democrazia o perlomeno la sussistenza di una democrazia limitata: il popolo ha il potere ma solo finché non fa danni. Che più o meno è quello che è successo con la storia del governo tecnico: partiti esautorati e arriva uno a sistemare i danni che il meccanismo di rappresentanza combina.

        E’ come se ci fosse un’élite, un’oligarchia che detiene realmente le redini del potere, che sa cosa è buono e cosa è giusto e cosa non lo è, che lascia i bambini divertirsi ma è pronto a intervenire quando esagerano con gli schiamazzi. Puoi chiamarla democrazia un sistema del genere? io non credo. Chiamala in un altro modo, ma non democrazia. Allora basta dirsi che la democrazia non esiste, o non funziona, o che è un male. Va anche bene, ma mettiamoci d’accordo sulle parole.

        Io sostengo che se il 51% vuole abbassare le tasse (credo che un simile referendum non sia ammesso dalla Costituzione, tra l’altro), allora bisogna abbassarle, perché significa che i soldi si troveranno lavorando di più per esportare due volte tanto e far pagare le tasse di più alle aziende (è solo un esempio a casaccio).

        Però, nel contempo, sostengo che se i cittadini godono di un buon livello di istruzione (quindi basta massacrare la scuola) e di un buon livello di informazione (non censurato, equilibrato, maturo, non superficiale ecc) sarà veramente difficile che votino una legge per reintrodrre le leggi razziali.

        Non sei d’accordo?

    • Il Sovrano non è un sovrano assoluto. Esiste una carta costituzionale, non viviamo più al tempo in cui quod principi placiut habet legis vigorem. Il potere del principe è limitato dalla legge. Il 51% dei cittadini non può voler nulla che non sia nell’alveo della legge fondamentale. Anche se il cittadino “totale” (totalitario?) di Grillo potesse votare in maniera diretta alle leggi, continuerà ad esistere un giudizio di legittimità delle stesse rispetto alla Costituzione. Se il cittadino “totale” di Grillo diventasse davvero legislatore, siamo sicuri che il meccanismo decisionale sarà più efficiente di quello attuale?

  6. Se il M5s andasse al potere lo farebbe con i voti dei cittadini, lo stesso voto potrebbe però buttarli fuori. Personalmente mi trovo più propenso a sopportare gli errori di una classe dirigente “inesperta” ma da me eletta, piuttosto che lasciare prendere certe decisioni a chi ha già dimostrato di non saper governare essendo diventato parte del problema e non la soluzione ad esso. Visto come vanno le cose ultimamente non abbiamo molto da perdere, tanto vale provare.

  7. Ho solo una domanda x l’autore dell’articolo e per chi la pensa come lui: finisce l’articolo con questa frase “il problema potrebbe essere come sottrarglielo per il bene di tutti”…bene, mi dica un pò, che possibilità esistono adesso di sottrarre il potere all’attuale classe politica, che se lei non se ne fosse accorto, è li da più di 20 anni, con le stesswe facce e con nomi sempre diversi (i prossimi sono alle porte, dal momento che bisogna far dimenticare sia il PDL, che l’UDC, che la tanto blasonata LEGA).

    Parma sarà il mezzo per dimostrare agli Italiani se il M5S è buono oppure se predica bene e razzola male: il prossimo anno, quando andremo alle elezioni, Parma sarà il miglior manifesto elettorale per il M5S, non servirà nemmeno più Grillo con i suoi comizi nelle piazze italiane. Se il Sindaco e la sua giunta avranno fatto bene, avranno mantenuto le promesse pre-elettorali e avranno iniziato ad attuare il programma a 5 stelle nel loro Comune, vorrà dire che finalmente in Italia ci sarà un’alternativa sana, partita dal basso, un movimento di cittadini pronti a scendere in campo per risollevare questo Stato messo in ginocchio da decenni di cattiva amministrazione fatta da tutti quei galantuomini ormai settantenni che avevano come unica finalità l’arricchimento personale a danno della collettività.

    Tra 12 mesi tireremo le somme, ma mi sento di consigliare fin d’ora ai galantuomini seduti in Parlamento, di iniziare a preparare le valige, xè finalmente tra un anno torneranno alle loro rispettive abitazioni private!!!!

    Daniele

    • Daniele, io credo che il M5S sia una boccata di aria fresca da questo punto di vista, e può servire per costringere finalmente i partiti a rinnovarsi, e aumentare la partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche. Altro discorso sarebbe se da questo si pensasse di passare a una forma di governo in cui l’istituto della rappresentanza è radicalmente abolito. Che oggi sia privo di significato non significa che sia un male in sé.

      • ma tu deliri…
        dov’è che si mette in discussione la rappresentanza qui?
        l’unico motivo per smettere di ragionare così come stai facendo è che Grillo in realtà ti faccia paura.
        Tanto ci si lamenta dell’esistente, poi si scopre che in realtà non c’è un’idea di quello che dovrebbe intervenire per cambiarlo.
        Se l’idea del tuo cambiamento passa da Bersani, Vendola o quant’altro, allora ben venga Grillo che mi pare a prescindere di una statura superiore (e lo sottolineo).
        E tu bisogna che faccia una serie di respiri profondo contro l’ansia.

      • Rispondo qui a mariopo59 (è finita la struttura gerarchica dei commenti): a me onestamente pare che chi deve fare un respiro profondo sia tu, visto che io sto argomentando pacatamente quello che penso e tu insulti. Nel merito: è comodo farsi schermo delle retorica propagandistica senza volerne assumersene la responsabilità. Tipico di un comico, ma anche di quella politica che tanto critica il M5S. Cosa altro significano tutti i discorsi del tipo ‘non abbiamo più bisogno di loro’, ‘x è solo il portavoce’, ‘non lasciare che nessuno decida per te, decidi tu stesso, ‘ognuno vale uno’ etc etc. Devo andare a spulciare il blog e le dichiarazioni di Grillo per portare le prove? Serve davvero, o possiamo ragionare tra adulti?

      • Fabio, io sono convinto che i cittadini abbiano fatto la loro scelta per la prima volta senza scegliere “il male minore” o “il meno peggio”, ma per una volta scegliendo “la novità”. Il risultato del M5S non è antipolitica, ma politica dei cittadini: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” e i cittadini hanno deciso che sono stufi di vedere sempre le stesse facce di galantuomini che da oltre un ventennio mangiano tutto il possibile promettendo sempre le stesse cose senza mai fare niente che non sia la cura del loro interesse personale. Il M5S ha l’occasione di dimostrare quanto vale e se il risultato di Parma e degli altri comuni in cui ha vinto sarà quello che i cittadini sperano, ossia un ritorno alla legalità, il riportare le istituzioni al servizio della comunità e non del potente di turno, una spinta innovativa nella ricerca per trovare soluzioni economiche e non inquinanti ai normali problemi della collettività, allora il prossimo anno potrà davvero essere l’anno della svolta, l’anno in cui davvero ogni cittadino potrà sentirsi sovrano del suo Stato e non uno schiavo sfruttato fino alla morte da dei signor nessuno che vivono di privilegi usurpati dalle nostre tasse.

      • @Daniele: concordo assolutamente che non sia antipolitica, l’ho anche scritto ripetutamente. E concordo sulla novità. Non sono d’accordo sull’orizzonte ultimo, sulla premessa che la regge.

  8. Dopo gli esempi dei referendum sostenuti e vinti l’anno scorso anche e soprattutto attraverso il sostegno della rete, ancora vi state a domandare se la rete è buona o cattiva? A confronto con il nostro sistema politico attuale mi sembra che dovreste solo ringraziare di quello che la rete sta facendo al proposito.
    La rete non è ne’ buona ne’ cattiva, ma la rete va usata, e non diffidata.
    M5S è ispirata alle idee di Grillo, a quelle migliori. Che esista una supervisione mi pare normale, visto la responsabilità morale che questo comporta per l’ideatore.
    Poi se preferite ancora rimanere a solleticarvi sulle mille sfaccettature (oscure) di un nuovo media, beh, avete tempo da perdere, visto che il mondo è già cambiato, e la rete è di supporto anche al fluire neghittoso delle vostre riflessioni, peraltro.
    Forse vi è sfuggito.
    Come vi è sfuggito che grazie a M5S è la prima volta dopo anni che vediamo ‘vere’ facce nuove, privi al momento di un passato inciuciato politico. E dotati di buona volontà ed onestà, per ora.
    Prima ci si lamenta della stagnazione della proposta politica, poi si rifiuta un segno evidente di novità ‘pulita’.
    Paura delle ideologie e dei fanatismi?
    Ce n’è molto di più in Parlamento, per altri oscurissimi (?) motivi.
    O vorreste che fossero sempre i soliti che vestiti dell’abito nuovo vi raccontassero la favoletta della buona notte che vi appaia pure come innovativa?
    Siete boriosamente noiosi..

  9. Io non ci vedo proprio nulla di pericoloso. Smettiamola di gridare al pericolo, che incombe per distruggerci, ogni volta che qualcuno mette in discussione lo status quo. E’ anche puerile.
    Possiamo dire che è un’idea che non funziona, che non sta in piedi, che ha mille difetti, che è ingenua, che è utopica, che è stupida.
    Ma bollare come un “pericolo” una qualsiasi ipotesi che la democrazia possa essere esercitata in altri modi da quelli che abbiamo sacralizzato, lo trovo un filino… antidemocratico, ecco. Prima di definire un’idea “pericolosa”, in altre parole, bisogna pensarci non una ma mille volte.

  10. Aggiungo (ho letto ora la discussione in corso) che la faccenda del “popolo del bar” cade immediatamente quando esiste in tutto il suo splendore il braccio destro della democrazia: l’informazione. Un popolo con un’informazione squallida, indottrinata, superficiale, serva, metteteci quel che volete, voterà per la pena di morte. Se l’informazione funziona bene come previsto dalle norme democratiche, il popolo difficilmente apprezzerà i leoni che magnano i cristiani. Ma in queste discussioni, ahinoi, dimenticano sempre tutti che la base della democrazia è l’informazione.
    🙂

  11. Questo articolo è una gigante supercazzola, non pone nessun problema comprensibile.
    Poi io ho visto che invece la ricerca e la valutazione di persone per la giunta l’hanno mandata avanti personalmente i sindaci a 5 stelle quindi non vedo altro fra i commenti precedenti se non una notizia falsa che comunque non si lega
    alla supercazzola precedente.
    Quando si parla della rete si parla di cittadini che si collegano al portale per discutere e promuovere idee e soluzioni
    ai problemi che vengono posti, siete mai andati a leggere il forum del movimento?
    Per quanto riguarda il discorso del potere ai cittadini, come fai a dire che in futuro sarà un problema toglierglielo?
    Hai da portare qualche altro precedente di una così alta democrazia partecipativa per farci da esempio?
    Qual’è l’argomentazione e la motivazione a suffragio di questa cosa? Che i cittadini sono perforza incapaci?
    Lo statuto del m5s spiega ampiamente come dovrà funzionare il ricambio e che tipo di persone candidare e come.
    Tutto questo viene vagliato dai cittadini che partecipano.
    Dire che dare il potere ai cittadini è un male trova precedenti solo fra i dittatori e classi nobiliari del passato.
    Ma forse qui ci sono solo persone di sangue blu… scusate
    Per quel che posso vi dirò che la democrazia diretta proposta dal m5s è stata già discussa, scelta e approvata dagli
    attivisti (cittadini) del movimento 5 stelle, il movimento stesso basandosi su quelle teorie è stato costruito quindi se volete discutere ancora sulle basi di fondo del movimento fondatevene un altro con basi differenti.
    Tutto questo sta a significare: se ti piace è così altrimenti vai a fare altro e vota altro o creati il tuo movimento di democrazia diretta o indiretta o delegata che sia. Arrivederci.

    • L’argomento è che l’idea si basa sul presupposto sbagliato che l’intelligenza collettiva sia sempre e comunque migliore di quella individuale. Le decisioni impopolari non hanno posto in una democrazia diretta, ed è un problema a prescindere da Grillo o dal grado di preparazione dei cittadini coinvolti nel processo democratico.

      • ma secondo te se questo lo capisce uno statista.. un cittadino non ci riesce?
        Se lo capiamo io e te gli altri non ne sono in grado?
        L’intelligenza collettiva è sempre superiore a quella individuale, basti pensare ai team di lavoro
        o di sviluppo open source eccetera eccetera… o ai governi dei paesi più sviluppati e più forti, questo è semplicemente deducibile dal fatto che l’intelligenza collettiva è un addizionale di media delle intelligenze individuali, ma se le intelligenze individuali hanno il giusto spazio di confronto generano una superiore intelligenza collettiva altrimenti no, quello che tu critichi forse è la voce collettiva, non l’intelligenza collettiva.
        Il problema è che si scambia la massa che molto spesso è ignorante per intelligenza collettiva quando non è così, l’intelligenza collettiva si sviluppa con gli strumenti come l’informazione libera controllata solo nella veridicità delle fonti, la scuola, la cultura e la discussione costruttiva.
        Come mai in parlamento ci sono 1000 persone e non una decina? perchè valgono di più in tanti piuttosto che in pochi. (questo all’origine quando è stato concepito il parlamento ovviamente dai padri fondatori della costituzione e non per come funziona oggi).
        I partiti avevano la funzione di portare alla discussione politica gli argomenti della collettività, non vedo quindi molta differenza con ‘l’intelligenza collettiva’.
        Semmai la gente ha poca fiducia nei cittadini italiani e basta, è l’unico argomento che io vedo possibile nel sostenere questa tesi che infatti l’hanno dimostrato votando in questi ultimi 30 anni persone che ci hanno solo preso in giroma questo è causato dalla falsa informazione che vige in italia nei media italiani, e lo sa tutto il mondo che siamo controllati dai media.
        La scusa che ci sono cose poco popolari che si devono perforza fare e il popolo non farebbe mai è una balla colossale. Basti pensare a come abbiamo accettato in questi 20 anni esclusivamente scelte scellerate che ci son gravate tantissimo e nessuno diceva niente. Ricordate Prodi? Ha vinto le elezioni anche se le aveva basate sul fatto che se avesse vinto avremmo dovuto fare sacrifici per cercare di entrare in europa eccetera eccetera ed ha pure vinto le elezioni. Non so se mi sono spiegato bene ma dire che l’intelligenza collettiva boccia a priori scelte impopolari è sbagliato, dipende da quanto e come viene informato il popolo.
        Saluti.

      • Secondo me sei in errore, ma di parecchio anche. Il politico dovrebbe gestire la cosa pubblica al pari di un imprenditore, ossia con la condotta del buon padre di famiglia. E invece cosa fa? Pensa ai suoi interessi personali e basta. E il cittadino, ora, cosa può fare per impedirglielo? Niente, se non scendere in piazza a protestare e prendere manganellate dai poliziotti.
        Una democrazia che parte dai cittadini ci potrebbe portare a scelte anche impopolari, ma necessarie: il cittadino in democrazia diretta sarebbe pronto ad approvare anche un aumento di tasse, una riduzione di servizi se serve per il bene comune. Con una democrazia diretta aiutata dalla rete il cittadino avrebbe anche modo di sapere in tempo reale dove finiscono le sue tasse, i suoi sacrifici e vedendo che vanno ad aggiustare questo o quel problema della collettività, ne sarebbe felice. Ora tutto finisce in buco nero, la gente normale non arriva a fine mese e la classe politica spende il “rimborso elettorale” preso con l’inganno contro la volontà dei cittadini (referendum contro il finanziamento ai partiti, tanto per rinfrescar la memoria) per far vacanze, comprare abitazioni extra lusso, aprirsi c/c in paradisi fiscali… Questo è lo schifo che deve sparire e solo con la democrazia diretta si può arrivare ad avere un controllo reale sullo Stato e sui soldi pubblici: ci sono le tasse, bene, quanto sono? 10 – 100 – 1000? Bene, verranno spese 10 qui, 15 la, 25 la…tutto certificato e pubblicato in rete dove chiunque può andare a verificare. Una soluzione del genere e d’incanto sparirebbero mazzette e appalti gonfiati, auto blu e privilegi, case da milioni di Euro con vista Colosseo e Mega Yacht. Un politico altro non è che un dipendente dello Stato e deve avere uno stipendio come qualunque dipendente pubblico in base al ruolo che ricopre. Le sue spese istituzionali devono essere certificate in nota spese e poi, se tutto sarà corretto, rimborsate. Le auto blu le devono avere solo il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio e solo per i loro spostamenti istituzionali. Gli altri useranno mezzi pubblici o taxi che gli verranno rimborsati. E così avanti per tutti i privilegi che la classe politica ha senza averne nessun merito o diritto costituzionale.

  12. L’intelligenza collettiva permette di arrivare a una ‘verità’ cui l’intelligenza individuale, da sola, non potrà mai raggiungere; l’idea è giusta, basta pensare che lo stesso cervello umano è già, in se stesso, una ‘rete’ neuronale….
    La Politica non può sfuggire al discorso, si tratta solo di trasferire un potere collettivo VIRTUALE come quello della rete ad un potere collettivo REALE che è quello di una Repubblica Parlamentare – laddove appunto, si ‘parla’ tutti assieme e alla fine si prendono decisioni effettive – come la nostra è sempre stata: il Problema italiano è che la Casta e la Partitocrazia si son distaccate dalla realtà………. e invece di parlare di cose serie si mettono a litigare in continuazione (o a far finta…..) anziché collaborare fruttuosamente per il bene collettivo di tutti i cittadini. E l’altro grosso problema fino a oggi – ma la rete può aiutare anche qui – è stato che i cittadini da parte loro hanno messo una croce sul simbolo del partito e poi si sono disinteressati di tutto, dando una delega in bianco: bisogna ‘mettere la croce’, sì, ma ‘portarla’ anche ogni giorno che vien dopo……………

    • “L’intelligenza collettiva permette di arrivare a una ‘verità’ cui l’intelligenza individuale, da sola, non potrà mai raggiungere; l’idea è giusta, basta pensare che lo stesso cervello umano è già, in se stesso, una ‘rete’ neuronale….”

      Intelligenza collettiva= sogno bagnato di tutti i totalitarismi. A parte il fatto che non è possibile, perché internet piuttosto esalta l’anticonformismo mentre l’intelligenza collettiva ha bisogno di conformismo…

      • ma queste cazzate da dove le hai tolte? parla argomentando invece che togliendo grandi verità che non sono niente e soprattutto nemmeno vere basate sul nulla

  13. Penso cmq che la democrazia in italia non esiste da un bel po. Merito di ha governato e/o partecipato alla vita parlamentare in genere, e finora non è toccato al movimento di grillo e questi sono fatti. Penso ai referendum inascoltati o, ancora peggio, aggirati con leggi cialtrone, alla autoreferenzialità e continuità biologica della casta (vedi alla voce Porcellum)….potrei continuare per un bel po…vi risparmio con gli esempi e i paradossi. Il movimento in realtà rappresenta una possibilità di scelta, come tale va accolto esattamente come sono accreditati i partiti….che peraltro non rappresentano più una possibilità di scelta…sbaglio quando dico:” i programmi dei partiti sono in realtà fotocopie uno dell’altro? chi voleva il nucleare? PDL- PDmenoelle! chi voleva abrogare le Province? PDL-PDmenoelle! e vi risparmio ancora…..Esalto le parole di beppe quando dice che l’impegno dei cittadini forse ci eviterà estremismi e violenze….lo spero tanto…io ho due figli adolescenti……

  14. Vero… spesso sento confondere il movimento con grillo…
    Grillo nn è il movimento e il movimento nn è grillo…
    Anche se i due sn strettamente legati grillo è uno e uno solo… sarà il fondatore, il primo sostenitore, il portavoce ma nn coincide al 100%… il programma dovrebbe essere il M5S e le persone (tutte) che lo seguono…

    Mi domando invece da tempo perchè nn ci sia un contatto COSTRUTTIVO tra PartitoPirata e M5S.

    Il PP-It è giovane ma i programmi coincidono e forse il PP-It lo supera.
    Il M5S è criticato per una inferiore democrazia… i loghi e i copyright sarebbero tutti di Giuseppe “Beppe” Grillo.
    Perchè nn si affida a CreativeCommons?

    Perchè non si possono sostenere a vicenda?

    Almeno fino a quando la politica sarà matura da poter permettere una distinzione tra i due gruppi.
    Almeno fino a quando la democrazia sarà restaurata !!

    Prima del PP-It era il M5S a portare la bandiera del Partito Pirata Internazionale poi e ad avere da subito contatti e stima reciproca coi movimenti popolarei pro democrazia di Svezia e Islanda (rispettivamente PP-Svedese con Falkvinge* e The Movement (Hreyfingin) con Brigitta Jónsdóttir**) !

    * http://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=Falkvinge+grillo&source=web&cd=3&ved=0CFQQtwIwAg&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dd92K__wi508&ei=-nG-T8n8EYn-4QS8tOlz&usg=AFQjCNHGS7Ho-ei9udGOrDQNup739cbYWQ (2009 ottobre)

    ** http://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=J%C3%B3nsd%C3%B3ttir+M5S&source=web&cd=3&ved=0CFYQtwIwAg&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DYrlMon30fsQ&ei=pXG-T8KCJMaB4ASextxo&usg=AFQjCNHD5-scoRlN28GPRaB1j-UG-n13Yw (2010 settembre)

  15. La democrazia diretta è l’evoluzione migliorativa della democrazia rappresentativa. O almeno, potrebbe e dovrebbe esserlo. Pensare di rimanere alla democrazia rappresentativa è come voler rimanere all’ancien regime dopo la rivoluzione francese. non che non ci abbiano provato e ci siano pure riusciti, eh, ma la democrazia si è fatta strada lo stesso. Non che sia un’avoluzione obbligata, le cose possono anche peggiorare, eh. Ma le spinte verso la democrazia diretta sono innumerevoli, nel mondo, dal movimento zapatista (“qui comanda il popolo e il governo obbedisce”: capostipite a cui va tutta la nosta riconoscenza) ai movimenti antiglobalizzazone schiacciati nel sangue a Genova dalla democrazia rappresentativa.
    Con tutti i difetti di grillo e del suo movimento, e sono tanti, loro vanno in direzione di nuove sperimentazioni migliorative, e la democrazia rappresentativa se ne resta ferma alla scelta tra Bersani e Alfano.

  16. Ho letto proprio ieri sera, per intero, il programma, se tale lo vogliamo chiamare, del Movimento 5 Stelle. E’ in realtà un insieme di proposte, molte delle quali coraggiose e sicuramente condivisibili, ma totalmente utopistiche. Ciò che traspare da quel documento è solamente un intenso disprezzo per il sistema politico ed economico attuale, ma non pare essere stato scritto con la competenza necessaria a proporre delle vere alternative realizzabili nel medio-breve periodo.
    Il successo del movimento, che indiscutibilmente c’è stato, nonostante la manifesta avversione di quel giovanotto del nostro presidente della Repubblica, è sicuramente utile per dare una scossa alle coscienze dei cittadini, ma rischia di essere un fuoco di paglia se oltre alle belle parole non sarà integrato anche da un po’ di sostanza.

  17. Il VERO problema, credo, è il fatto che nell’immaginario comune il concetto di democrazia è diventato più importante del concetto di libertà, fino alla sovrapposizione e alla sostituzione del concetto.

    Noi stiamo vivendo in democrazie liberali: la democrazia dovrebbe portare in seno il pregio di difendere la libertà. Invece la scala dei valori si sta ribaltando: nell’epoca del televoto, la libertà sta diventando subordinata alla democrazia. Il mezzo sta diventando più importante del fine.

    Io lo dico senza vergogna: preferisco un governo di tecnocrati illuminati che una democrazia diretta. Certo la democrazia diretta incentiverebbe alla creazione di una coscienza civile, ad informarsi su ogni cosa che si vota, ma prima che ciò accada ci sarebbero anni, decenni, di scelte scellerate.

    E poi l’idea che così il potere sarebbe veramente del popolo è ingenua…la massa ha l’intelligenza collettiva di un bambino di 5 anni.

    • Sono profondamente convinto del contrario, soprattutto con l’ultima frase, anche se capisco il tuo punto di vista.

      Per quanto mi riguarda potremmo anche buttare nel cesso la democrazia, ma posto che si cambia per migliorare, con cosa la sostituisci? Con una cerchia di illuminati? L’interesse di questi illuminati coincidera’ con il bene comune? Chi ce lo garantisce? E se poi non ci piacciono piu’ chi ce li toglie di dosso?

      Se ci pensi bene non e’ un problema cosi’ semplice da affrontare, ma e’ indiscutibile che sia da ripensare il modello “”attuale”” e il m5s e’ quanto meno un primo passo, non credi?

      • Non sto dicendo di buttare nel cesso la democrazia. Sto dicendo di buttare nel cesso la democrazia diretta. Se poi la massa deciderà di andare verso una democrazia diretta bisognerà accettarlo, come bisognerà accettare i casini che ne deriveranno per molti anni a venire. Perché vedere il populino votare sulla finanza pubblica mi mette molta paura.

        Ci fosse almeno la decenza di “sapere di non sapere”…in Svizzera i votanti ai referendum sono pochi. Ma l’Italia è il paese dei 60 milioni di allenatori.

  18. Pingback: Movimento Cinque Stelle: aspetti positivi e aspetti negativi | Il senso critico

  19. Vorrei sapere dov’è la democrazia diretta, se è qualcun’altro [Beppe Grillo] a decidere per noi.
    I cittadini eleggono Pizzarotti sindaco, e lui litiga con Casaleggio su chi debba fare il direttore generale [senza che venga chiesto agli elettori].
    I curriculum per i futuri assessori vengono inviati a Grillo, anziché discussi liberamente dagli elettori.
    Dov’è la democrazia diretta?
    Per me il M5S è e restera un movimento civico che può portare ad avere ottimi amministratori locali e dubito che possa aspirare ad un ruolo nazionale, perciò basta con la fuffa sulla democrazia diretta, l’uscita dall’euro e altre stupidaggini simili
    http://ilsensocritico.wordpress.com/2012/05/25/movimento-cinque-stelle-aspetti-positivi-e-aspetti-negativi/

  20. Pingback: Alvin Superstar | EXPOST

  21. La rete avvicina i cittadini alla poltica e viceversa ma questo non significa che possa sostituire la democrazia rappresentativa…non scherziamo!
    Io seguo sempre Politicount perchè mi permette di essere sempre aggiornato su quello che fanno i politici in rete.
    Ve lo consiglio: http://www.politicount.it/

  22. Il M5S si è scontrato più volte con il problema della complessità legata al fatto di essere, nonostante tutto, una organizzazione. Tanto più che il non-statuto consente a chi è ai vertici di cambiare le regole di selezione dei rappresentanti a proprio piacimento. Di fatto il M5S non ha democrazia interna, nel senso che la mia opinione nel M5S non avrà mai lo stesso peso di quella di Grillo semplicemente perché non esiste nessun meccanismo procedurale, nessun organismo conciliare, nessuna assemblea, né reale né virtuale, che metta me e Grillo intorno allo stesso tavolo a parlare.
    Il M5S è un sistema per produrre controfigure, o uomini qualsiasi, perfettamente sostituibili l’un l’altro, che non hanno idee né l’avranno, ma che sono ottimi interpreti della voce altrui, che viene da chissà dove. Io, tu, noi tutti possiamo essere esponenti del M5S. Ci verrà detto cosa dire, cosa pensare, cosa votare, cosa proporre nei vuoti organi elettivi istituzionali.
    Il cittadino totale di Grillo non esisterà mai poiché nella società di massa non si può prescindere dalla rappresentanza. A meno che la società di internet trasformi la cittadinanza nella mera condizione dell’essere connessi.

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