Bocca, la morte e l’indignazione.

Insomma, abbiamo scoperto – grazie ai soliti illuminati che non perdono l’occasione per cercare di avvolgerci con la loro luce – che Giorgio Bocca era omofobo, razzista, fascista e che quindi non dobbiamo versare una lacrima se alla veneranda età di 91 anni ha lasciato questa valle di lacrime solcata di pochi, intelligentissimi, incazzatissimi, indignatissimi illuminati armati della torcia della ragione sui social media.

Grazie alla loro infaticabile opera di disvelamento del senso profondo dell’universo-mondo, dei complotti planetari di ogni risma, degli intrecci segreti del potere segreto che avvengono a porte chiuse in stanze comunque segrete, ora sappiamo anche che abbiamo sbagliato tutti a considerare Bocca un maestro, anche quando non ne condividevamo il pensiero, anche quando avevamo capito che la vecchiaia l’aveva incarognito o ci eravamo chiesti se fosse ancora del tutto in sé. Avevano ragione loro: quello sporco razzista omofobo fascista del partigiano Bocca avrebbe dovuto morire prima, o meglio avrebbe dovuto morire sul campo – per essere davvero ‘grande’. Perché se non sei un martire per loro non sei ‘grande’. Se non ti atteggi a salvatore dell’umanità – salvatore da un qualche progetto segreto sia chiaro – non puoi scalare la vetta del loro consenso idiota all’anticonformismo che in realtà è un conformismo perfino più idiota di quelli conformemente idioti.

E insomma abbiamo scoperto, ancora una volta, che il nostro è un Paese senza speranza, perché scambia la democrazia per il relativismo delle opinioni, si interessa al particulare non solo delle proprie biografie ma anche di quelle altrui – così che importa se hai lavorato tanto e bene per sessant’anni, conta una frase, un video sbocconcellato su YouTube, un pezzetto di vita rubata e isolata per sempre dentro al tuo catarinfrangente idiota del mondo, il tuo prisma dell’indignazione che massacra, uno dopo l’altro, tutti quelli non siano indignati, incazzati e diversi come te.

Lo sapevamo, non che ci sia niente di nuovo: né nell’idiozia che si legge o ascolta fuori e dentro la Rete, né nella smania ipocrita di distinguersi per apparire, né nella gara italianissima al commento più brillante, ai 140-caratteri-che-resteranno. Però dovremmo ringraziare Facebook e Twitter per avercelo ricordato, documentato e messo sotto gli occhi con così tanta drammatica, esasperante chiarezza. Per fortuna la Storia non si fa in un tweet. Non ancora, almeno. E fino a quando la democrazia non si sarà ridotta davvero al motto Lo status update è uguale per tutti saremo ancora in grado di cogliere la differenza tra una critica ragionata e una palata di merda.

Il problema, insomma, non è la memoria di Bocca – ma di quelli che verranno.

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24 pensieri su “Bocca, la morte e l’indignazione.

  1. Pensavo alla stessa cosa.. Bocca ha ricevuto lo stesso trattamento che molti riservano a Saviano. I due hanno ovviamente spessore diverso, ma entrambi sono vittime di un odio viscerale di chi è sempre col dito puntato.

    • Che però non è la stessa cosa, caro Pattume.
      Io credo che ci siano semplicemente cerebrolesi che, non essendo appunto dotati di quella parte del cervello che fa comprendere pienamente il senso delle cose, fraintendono concetti e poi li utilizzano (svuotati del loro significato originario) per dimostrare le loro teorie del cappero. Gli autori di questo video http://www.youtube.com/watch?v=Z2CXy5wuQXY ne sono l’esempio più evidente!!!

  2. Ho sempre avuto grande rispetto per Giorgio Bocca. Lo meritava e basta. Leggere, alla sua morte (mica prima, eh..) che era un ‘amico di Silvio’ (sic) e uno con lo sguardo sempre e solo rivolto ‘a nord’, mi è dispiaciuto molto. Il tuo ottimo articolo non può fare giustizia, purtroppo, ai tanti commenti velenosi. Ma li identifica bene. Per carità, poi ci sono anche noti giornalisti che hanno ricordato Bocca come meritava. Svelandone grandi meriti poco conosciuti. Per es. l’invenzione del premio E’ giornalismo. Che #sapevatelo, era il Pulitzer italiano, vinto tra gli altri da Fabio Chetempochefa Fazio (era un giornalista?) e da Gianni Ego Riotta. Che con un memorabile tweet ha ricordato Bocca così.
    Io lo ricordo come un uomo coerente, che aveva un’etica. Ricordo che aveva smesso di pubblicare per Mondadori ed era passato a Feltrinelli. Da ‘amico di Silvio’, quando aveva pubblicato “Il Piccolo Cesare”, ritenne di risolvere così il suo conflitto di interessi.

  3. La merda che Bocca ha gettato sul Sud e su Napoli non sono rappresentate soltanto da un video su Youtube o da una dichiarazione frutto – forse – della demenza senile. Si parla di libri interi, di interviste dove non si è mai smentito. E se qualcuno odia la mia terra e non le dà nessuna possibilità di redenzione, permettetemi non di gioire alla sua morte, ma quantomeno di farmi un mio quadro di quella che è stata l’opera di questo pseudo giornalista traendone le conclusioni che voglio. Pseudo giornalista, perchè di questo si tratta. E se per anni lo si è lodato è frutto del decadimento che hanno vissuto e continuano a vivere l’editoria e la stampa italiane. Lui ne era lo specchio. Ed era lo specchio anche di quella italianità che sa più di “italiotaggine” (passatemi il termine).

    Riposi comunque in pace.

    P.S.: Caro Nichilista, mi può citare qualche testo di Bocca che ha letto? Glielo chiedo soltanto per verificare se questa sua difesa ad oltranza si basa quantomeno sulla sua conoscenza dell’autore.

  4. Pingback: ilNichilista: Bocca, la morte e l’indignazione. | Tr3nta

  5. Pingback: Fight Da Casta | La Privata Repubblica

  6. Pace all’anima sua, la morte ci pone tutti sullo stesso piano.
    Ma da così fastidio se qualcuno dice semplicemente la verità? Non mi sembra che per esempio a Giorgio Almirante la firma del “manifesto per la razza” sia stato perdonato, o come al solito in Italia ci sono morti di serie A e di serie B?

  7. Pingback: Giorgio Bocca « Collezione Privata

  8. Eppure a me questa difesa a tutto campo non dice nulla.
    Bocca ha o non ha espresso opinioni omofobe? Ed ha o non ha espresso opinioni antimeridionali che definire di odio è poco?
    La domanda ruota attorno a questo concetto.

    È stato partigiano. Lo apprezzo. È stato giornalista: apprezzo anche questo, nonostante abbia letto – sul suo metodo giornalistico – cose che me ne fanno mettere in dubbio la validità.

    Ma le sue opinioni, come uomo e come giornalista, che valore hanno? O sono solo “sbocconcellate” da video di youtube?

  9. Questo è un paese che per molti versi E’ come gli animali spazzino…mangia cadaveri. C’era da aspettarselo che gli ex e i nuovi fascisti non avendo argomenti nè prima, nè ora a saper ribattere a ciò che Bocca ha scritto sulle loro nefandezza siano essi settentrionali e non, non aspettavano che la sua morte per imbrattare di ogni nefandezza di loro stile e costume, ciò che Egli, Bocca, ha rappresentato nella storia della Repubblica Italiana nata dalla RESISTENZA ANTIFASCISTA.

      • dai su che hai capito a chi e cosa mi riferisco…alle strumentalizzazioni da macchina del fango; e comprendi anche che il mio commento esce dallo stesso post…insomma, risponde a quanti passano leggono e al bar (diciamo così) trovano il coraggio di ingiuriare ecc.

  10. Pingback: E alla fine devo pure difendere Tommaso Ederoclite | PANICO DEMOCRATICO

  11. Agghiacciante.
    Si potrebbe scrivere un libro su questa faccenda della dietrologia applicata ad internet e i social network…speriamo che Twitter non abbia ragione dei libri stampati in futuro.

  12. Ritorniamo dentro, che non gestisce altri reply: mi pare tu abbia fatto una generalizzazione un po’… fascista. Non mi piace la posizione di questo post – per la quale chi critica lo fa basandosi su “video presi da youtube” – e non mi piace questo commento, perché fa di tutta l’erba un fascio.

    E ancora non ho avuto risposte, riguardo alle posizioni di Bocca sul Meridione e sugli omosessuali: le ha espresse o non le ha espresse? Vanno bene o non vanno bene? Sono accettabili o non sono accettabili?

    O – lancio una provocazione – sono accettabili solo perché Bocca “è stato un partigiano”?

  13. siamo un paese che non accetta più “maestri”, solo “miti” (non a caso Cioran si godeva a descrivere l’odio sprigionato dalla caduta dei propri miti).
    siamo un paese che ha perso ogni ragionevole prospettiva con l’altro, tanto traviati da un’immagine mediatica di certi personaggi da non essere più in grado di accettare l’umanità (quindi i difetti) insiti in ognuno.
    o si è dio, o non lo si è.
    non esistono vie di mezzo, quindi non esistono uomini migliori o peggiori (per le loro azioni, pensieri..).
    quindi nessuno può insegnare nulla. addio morale, benvenuto “moralismo”.

    questa la sfortuna di Bocca, morire in un paese che non era più in grado di apprezzarlo. un paese che si doveva scagliare sul suo cadavere, come sempre fa, perchè i puri restano imbalsamati.
    che tristezza.
    se invece di perdersi in tante polemiche, leggessero almeno la metà di quello che Bocca scriveva ogni settimana per risvegliarci….

  14. Pingback: Giorgio Bocca. E l'arte della mistificazione in rete... | Fondo Magazine

  15. Pingback: Giorgio Bocca e l’arte della mistificazione in Rete | lupomarziano

  16. Insomma, ho scoperto – grazie al solito illuminato ilNichilista che non perde l’occasione per cercare di avvolgerci con la Sua luce – che Giorgio Bocca NON era omofobo, razzista, fascista e che quindi dobbiamo versare lacrime su lacrime se alla veneranda età di 91 anni ha lasciato questa valle di lacrime.

    Gli é bastato morire a Bocca per diventare una figura meravigliosa, quasi mitologica. Ma per favore.

  17. Pingback: Perché non posso liberarmi di Facebook. « ilNichilista

  18. Pingback: Perché non posso liberarmi di Facebook | agora-vox.bluhost.info

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