Indicazione terapeutica.

Referto del 18 ottobre:

1. Antonio Di Pietro in circa 24 ore è riuscito ad annunciare:

«Si deve tornare alla legge Reale. Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2’»; «Oggi ho formulato una serie di proposte che qualcuno ha chiamato come proposta Reale 2, una nuova legge Reale»; «Non vogliamo riproporre la legge Reale»; «Mettiamo da parte e buttiamo al cesso la legge Reale».

Insomma, Di Pietro ha dato origine alla polemica ipotizzando di riesumare la legge Reale o a una sua variante, ma allo stesso tempo non ha «alcuna intenzione di riesumarla», come vorrebbero i «molti improvvisati commentatori» (non lui) che ne «hanno parlato». Maroni nel dubbio l’ha preso sul serio, e ora la prossima manifestazione sembrerà un incontro tra fan di Minority Report.

2. Silvio Berlusconi, dopo aver affermato

«In settimana esamineremo le misure per la crescita e lo sviluppo e con questo decreto dimostreremo che il governo sta sempre lavorando sodo per l’Italia» (25 settembre); «Governo e maggioranza stanno lavorando a un nuovo decreto legge, con misure concrete ed efficaci che ridiano fiducia ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Lo presenteremo entro la metà di questo mese, come ci siamo impegnati a fare» (3 ottobre); il decreto sarà pronto «entro metà mese» (7 ottobre)

ha preso tempo dicendo che «è in corso una riflessione», che «i soldi non ci sono», che «dobbiamo inventarci qualcosa» e che, poi, tutto sommato, «non c’è fretta». Mica come ci avevano fatto credere fino all’altro ieri (coordinatore del provvedimento compreso): quando dicevano che si trattasse di un pacchetto da approvare «tempestivamente», perché urgente, scherzavano.

3. Margherita Boniver, parlamentare del Pdl e membro della commissione Schengen, ha proposto una soluzione per uscire rapidamente dall’impasse:

«Se il governo non riesce a trovare risorse finanziarie per il dl sviluppo stampasse denaro. Dopo tutto per usare un paradosso battere conio era una delle prerogative di uno Stato che si rispetti».

Peccato il governo non possa farlo, perché l’autorità spetta alla Banca centrale europea. Dettagli.

4. Umberto Bossi, ha dato dello «stronzo» a Flavio Tosi, ma senza che ciò dimostri che c’è alcuna divisione nella Lega. Anzi, lo «stronzo» al sindaco di Verona, maroniano, per il senatur (deduco) non fa altro che dimostrare che i giornalisti che parlavano di fratture nel partito sono davvero degli stronzi e meritano di essere menati. Loro e quegli stronzi che hanno ripreso il congresso di Varese dove è andato tutto bene, e il segretario provinciale è stato nominato per acclamazione (ma senza acclamanti).

Indicazione terapeutica: 

Per mantenere fiducia in un 19 ottobre migliore, ripetere cento volte (a seconda della propria appartenenza politica) il governo ha i numeri, andiamo avanti fino al 2013 oppure l’alternativa c’è ed è chiara e solida

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4 pensieri su “Indicazione terapeutica.

  1. Dottore, dottore ho un problema. Anzi due, anzi no tre. Anzi no, nessun problema. Arriverò di salute sicuro al 2013. Grande post, come sempre! Saluti da v&m

  2. Pingback: Ora tocca a noi « La Golpe et il Lione

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