Milanese e la democrazia padana.

La Lega ha annunciato che oggi voterà contro l’arresto di Marco Milanese. La stessa Lega che sventolava il cappio in Aula, alla fine della prima Repubblica. La stessa Lega che dichiara, con Bossi, «Non mi piacciono le manette» dopo una intera storia ipergiustizialista con extracomunitari, zingari, islamici, negri, terroni e qualunque altra ‘razza’ non padana. La stessa Lega che, per venire a tempi recenti, ha votato – pur se in ordine sparso – l’arresto di Alfonso Papa mostrando l’indice sinistro in favore di obiettivo (Maroni, Reguzzoni, Stucchi), così da fugare il dubbio dettato dal voto segreto. Proprio come il Pd. La stessa Lega che in Aula, quel 20 luglio, diceva tramite Carolina Lussana: «Noi oggi vogliamo dare un segnale al Paese, un segnale di legalità». E che, dopo il voto, con Maroni millantava: «Siamo coerenti, abbiamo votato compatti».

Bene, salvo sorprese dell’ultima ora questa Lega voterà – dopo mille tentennamenti – contro l’arresto di Milanese. Non per una questione di principio o di libertà, ma per puro tatticismo. Maroni, quello della coerenza, ha affermato che si adeguerà alla linea del senatùr. Che Bossi ha stabilito chiaramente: «Voto per non far cadere il governo». E se qualcuno, nella base del partito, si sognasse di rumoreggiare?, gli hanno chiesto i cronisti. Questa la risposta di Umberto:

Se lo diciamo io e Maroni insieme vuol dire che abbiamo ragione.

L’elettore leghista, dunque, non solo deve subire le continue giravolte dei suoi dirigenti (oltre all’indicibile quantità di balle, esternazioni deliranti e promesse irrealizzate): deve anche sentirsi dire che ha torto a criticarle. E che ha torto perché lo dicono loro, i dirigenti che si contraddicono. Per il semplice motivo che sono loro a dirlo.

Invece di rispondere alla domanda, banale, «perché Papa sì e Milanese no?», la dirigenza leghista ricorre al principio autoritario. All’ipse dixit. Se questa è la democrazia padana, fossi un elettore del Carroccio inizierei una buona volta a chiedermi dove stia, tutta questa differenza con il Pdl, Berlusconi e la tanto detestata Roma.

2 pensieri su “Milanese e la democrazia padana.

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