Cinque argomenti per non indignarsi se Berlusconi dice che l’Italia è un Paese di merda.

Argomenti per sostenere che lo sfogo di Silvio Berlusconi sull’Italia «Paese di merda» non meriti la nostra indignazione:

1. Si può definire l’Italia un «Paese di merda» e «il Paese che amo» senza essere necessariamente in contraddizione: si può odiare il proprio Paese per alcuni motivi e amarlo per altri. Non si è in contraddizione, credo, nemmeno sostenendo i due pareri contemporaneamente. Figurarsi ad anni di distanza (il paragone che ha fatto il giro della rete è con la discesa in campo del 1994).

2. Anche un uomo pubblico del calibro di un presidente del Consiglio deve potersi esprimere privatamente come e con chi gli pare senza che per queste sue opinioni possa essere tacciato di venire meno al suo senso dello Stato. Che si giudica, semmai, per quanto compie in qualità di uomo pubblico. L’alternativa non è la trasparenza, ma un incubo. E non ha senso: sarebbe come sostenere che un poeta non è un buon poeta perché tradisce la moglie. Dire, come ha fatto Alessandro Gilioli, che sia rilevante la circostanza che «nel frattempo ha governato quasi sempre lui» significa, credo, confondere i due piani. Altro è il discorso quando si parli di reati compiuti non nella veste di presidente del Consiglio. Ma di un’opinione sarebbe bene non fare un reato.

3. A questo proposito, la frase si trova all’interno di una intercettazione considerata «rilevante» ma non specificamente per il parere espresso da Berlusconi sull’Italia; il processo all’interno del quale è «rilevante» non riguarda le opinioni del presidente del Consiglio sul suo Paese, ma un caso di estorsione. Il parere di Berlusconi è sostanzialmente irrilevante per capirne i confini. E, per quanto detto prima, dovrebbe essere quest’ultima istanza ad avere la precedenza.

4. Uno sfogo non equivale a una posizione ragionata. Certo, se fosse avvenuto in pubblico avrebbe avuto un altro significato. Ma in privato è ben diverso, esce con più leggerezza e ci si mette meno se stessi. Di conseguenza, è più facile si straparli. Chi sostiene il contrario dovrebbe sposare, per la stessa logica, l’idea che se Silvio avesse detto che l’Italia «è un Paese di merda» in conferenza stampa o durante un comizio sarebbe stato lo stesso. A me proprio non torna.

5. Peggio dell’odio è l’indifferenza. Anche ammesso che questa telefonata dimostri che Berlusconi odia l’Italia (cosa possibile, ma non certo dimostrata dalla telefonata) non ci vedo alcun motivo di indignazione: almeno l’avrebbe in un certo modo a cuore. Molto più grave, a mio avviso, è l’indifferenza manifestata non con le private opinioni, ma con la quotidiana attività di uomo pubblico. Personalmente non sono un’amante dell’indignazione, ma se proprio dovessi lasciarmi andare propenderei per la seconda.

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18 pensieri su “Cinque argomenti per non indignarsi se Berlusconi dice che l’Italia è un Paese di merda.

  1. Io non credo che possiamo accettare di essere governati da un Presidente del Consiglio che nel privato fa le stesse esternazioni della massaia di Voghera. Può farle, come chiunque, ma non deve fare il Presidente del Consiglio. Se fa il Presidente del Consiglio, deve amare l’Italia. Se non la ama, allora deve dimettersi e andare dove ritiene che la vita sia migliore.

  2. quella di gilioli era una battuta: se governi tu e la tua opinione dell’italia passa da “il paese che amo” a “che paese di merda” forse hai sbagliato qualcosa.

  3. @Byoblu non condivido la tua posizione, nel privato può dire ciò che vuole.
    Non è chiamato a fare il poeta, ma a fare il Presidente del Consiglio e sul suo operato va giudicato.
    Non è sulle esternazioni, private o pubbliche, che si vede se un qualunque P.d.C., Ministro, Parlamentare o altro fa bene il suo “lavoro”, ma su quello che effettivamente fa.
    Ovviamente uno che non ama il suo Paese non può amministrarlo nel bene del Paese, ma non ci vogliono certo queste esternazioni per capire che è inadeguato nel suo ruolo. Basta vedere l’operato di questo governo, senza andare a vedere quello che ha fatto negli ultimi 20 anni di politica…poi siamo sempre lì…dopo tutto quello che ha fatto è ancora, per l’ennesima volta, capo del governo.

  4. non sono d’accordo con Claudio (byoblu) anche se lo stimo moltissimo (tipo Pina di fantozzi).
    Secondo me Silvio pensava che l’Italia è un paese di merda perchè è governato da un corruttore che pilota un casta di cozze (va di moda ora). La mattina che si guarderà allo specchio e scoprirà chi è il corruttore questo incubo finirà e la casta si dissolverà in uno sciame di pulviscolo (sogno questo momento da tempo).
    E’ la famosa legge del contrappasso in vita anzichè in morte.

  5. Ribadisco il concetto che ho espresso ieri: mi preoccupa notare come, da 17 anni a questa parte, il PresConsMin compia gli stessi errori da 17 anni a questa parte. Se parla con gente di dubbi affari via telefono sa di poter essere intercettato. E che le frasi possono finire agilmente in mano alla stampa. Quindi è paradossale che si tiri addosso tutte le attenzioni. Spontaneo? Ingenuo? VECCHIO?

  6. Pingback: Marchette del 02.09.11

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  8. Non vi è venuto in mente perchè siete tutti prevenuti, e pensate che se uno dice “paese di merda” sia necessariamente un dispregiativo, ma qua manca il punto numero sei:
    6. Non merita la nostra indignazione perchè si può amare anche la merda, specialmente se è il principale componente dell’ambiente che sei abituato a frequentare, nonchè la materia di cui sei fatto.

    Anche per me il Paese che amo è un paese di merda, è forse la prima volta in tutta la vita che sono d’accordo con S.B., non interrompetemi quest’emozione! Un saluto a tutti i coprofili.

  9. Pingback: Post di oggi 2 September 2011 | Rassegnata stampa, opinioni non richieste di Simone Grossi

  10. Pingback: Cinque argomenti per non indignarsi se Berlusconi dice che l’Italia è un Paese di merda. (via ilNichilista) | Effetti Collaterali

  11. Sinceramente che uno a casa sua faccia quello che vuole e poi governi il paese mi pare una castroneria. Un personaggio politico va giudicato anche dalla sua morale, dai suoi punti di vista personali, dal suo modo di agire nella vita quotidiana, che purtroppo per loro si rispecchia anche in cio’ che fanno quotidianamente nel privato.
    Io uno che va a troie in privato non lo vorrei sentire parlare di famiglia, vederlo andare a braccetto con cardinali e altro quando e’ rappresentante dello stato, uno che e’ indagato, prescritto, amico di mafiosi in privato non lo vorrei vedere amministrare il mio paese.

    Per esagerazione e’ come se uno stuprasse bambini a casa sua pero’ gli lasciassimo fare il maestro all’asilo perche’ quello che fa in privato non ha nulla a che vedere col suo lavoro…

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