Frattini e la Libia, un incontro ravvicinato di quattro tipi.

Quando finirà l’intervento militare italiano in Libia? Le risposte del ministro degli Esteri, Franco Frattini, sono state essenzialmente di quattro tipi.

Primo tipo: non inizierà neppure

3 marzo: «Escludo categoricamente che l’Italia possa partecipare ad un’azione militare in Libia, per ovvi motivi legati al nostro passato coloniale».

10 marzo: «L’Italia non parteciperà a bombardamenti mirati sul territorio libico».

16 marzo: «La guerra non si può fare: l’azione militare la comunità internazionale non la deve, a moi avviso, non la vuole e non la può fare».

(19 marzo: «Sì, parteciperemo direttamente ad azioni militari, parteciperemo a interventi per proteggere la popolazione civile nel caso di nuove aggressioni delle forze di Gheddafi»)

Secondo tipo: difficile stabilirlo

1 maggio: «Fissare una data certa [per la fine dei bombardamenti italiani] è complesso […], di sicuro non parliamo di azioni militari che durano mesi e creano uno status quo pericoloso».

4 maggio: «È assolutamente evidente, come appare nella mozione di maggioranza, che la data esatta entro cui si concluderanno le azioni militari sarà il risultato di un confronto con le organizzazioni internazionali, quindi innanzi tutto con la Nato e con gli alleati. Non è oggi da parte mia possibile dire in quest’Aula quale sarà questa data».

Terzo tipo: c’è una data (o comunque ci siamo quasi)

6 maggio: «Vi sono ipotesi ottimistiche di pochi giorni e ipotesi più realistiche di qualche settimana, tre-quattro».

13 maggio: «Stiamo lavorando perché in poche settimane si arrivi a una tregua, a un cessate il fuoco, a un governo senza Gheddafi. Ci sono tribù incerte che stanno defezionando, vi sono ormai delle voci chiare dall’interno del regime che anche esponenti molto importanti che hanno lasciato il regime stanno raccontando di un collasso».

13 maggio: «Io credo non manchi molto».

16 maggio: «Il regime libico ha le ore contate».

20 maggio: «Gheddafi ha le ore contate».

20 giugno: «C’è un limite molto chiaro [per la partecipazione italiana ai bombardamenti]: il limite di settembre, fissato dalla Nato, ma credo che al di là dei bombardamenti una soluzione si debba trovare molto prima di settembre. […] Stiamo lavorando perché la missione termini prima della scadenza di settembre, non certo per andare oltre».

Quarto tipo: meglio tornare sul vago

26 giugno: «Quello che noi vogliamo è la pace in tempi rapidi».

5 luglio: «La comunità internazionale chiede che Gheddafi lasci il potere, mentre gli esponenti del regime continuano a dire che Gheddafi non deve lasciare il potere».

12 luglio: «La pace è la soluzione politica per vincere molto rapidamente».

15 luglio: «Non si tratta di stabilire se, ma solo come e quando Gheddafi lascerà il potere».

O quando Frattini, viste (tra le altre) le capacità ‘divinatorie’, lascerà la Farnesina.


		
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2 pensieri su “Frattini e la Libia, un incontro ravvicinato di quattro tipi.

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