Biotestamento, una domanda al Pd.

Vorrei porre una domanda a esponenti, elettori e simpatizzanti del Pd. Va bene la libertà di coscienza, il pluralismo e la democrazia interna. E sì, un partito non è una caserma e le prassi stile centralismo democratico sarebbe meglio lasciarle sepolte nel passato. Tuttavia, e qui sta il quesito, non credete che votare (come Beppe Fioroni e i suoi, secondo il Fatto) a favore di una legge illiberale, chiaramente viziata da pregiudizi religiosi, antistorica e profondamente conservatrice come quella approvata alla Camera sul biotestamento (o Dat, per essere più precisi) sia radicalmente incompatibile con il progetto di un partito che si professa laico, riformista e di (centro)sinistra?

Nel Pd, invece, rispetto a quella legge c’è chi si dice contrario, chi favorevole e chi (come Castagnetti e altri 12) si astiene. Perché affrontare la questione dei diritti civili in modo radicalmente alternativo a quello messo in campo dall’attuale maggioranza non è un requisito identitario, di appartenenza al progetto?

Non l’unico, certo, ma uno di quelli qualificanti. Perché è proprio su temi come il fine vita che il Paese avrebbe bisogno di una inversione di rotta radicale. E se non sta bene a Fioroni e ai suoi, perché nessuno gli chiede di seguire le orme della Binetti?

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6 pensieri su “Biotestamento, una domanda al Pd.

  1. Proprio ieri ho discusso con uno del pd che sostiene che i laici sono intolleranti e che lui e’ del pd ma e’ libero di essere a favore della Legge. Una discussione con post e link e lui che mi cercava di convincere (anche con un articolo dell’avvenire) che essere di sinistra o progressista vuol dire essere a favore del diritto della vita e cose del genere. Io gli ho detto che per me questa legge oscurantista e’ un piacere al Vaticano 🙂

  2. Il punto è che il diritto alla vita è tuo, non dei preti o dei medici. La storiella dei diritti indisponibili è un’invenzione, non esiste un diritto di cui tu non possa disporre, altrimenti, secondo logica, non è più un tuo diritto. L’unico vero diritto indisponibile è quello alla libertà.

  3. più andiamo avanti più mi sembra che ci sia voglia di Medioevo nel paese. Un tracollo totale finanziario potrebbe dare la spinta definitiva in tal senso.

    Ve lo immaginate un fututo post-crisi protoapocalittico, il paese sprofondato in miseria, ordini e istituzioni religiose dimenticate che rinascono e la Santa Inquisizione guidata da Binetti, Giovanardi e Fioroni? Ho quasi i brividi al pensiero.

  4. Ognuno ha diritto a seguire la propria coscienza. In democrazia conta il voto della maggioranza.Se si rispetta la regola che non si deve uccidere,significa che la maggioranza,sia di destra che di sinistra,sia religiosa che atea,non accetta il testamento biologico.Non comprendo tanto accanimento contro la Chiesa,che ha il dovere di far rispettare la morale cristiana,che è pure valida per chi cristiano non è. A parte l’accanimento terapeutico,non voluto nemmeno dai cattolici, mettere fine ad una vita che può continuare è il fallimento della società,poichè esistono farmaci che eliminano il dolore.Togliere la vita a chi è in coma,che può essere reversibile anche dopo molti anni,è un delitto,come se si uccide una persona nel sonno,poichè la vita onirica continua e per il soggetto può essere accettabile,anche se non è in grado di esprimersi.

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