Se l’«effetto Pisapia» contagia i referendum.

A giudicare dall’entusiasmo con cui è stata accolta la notizia che la Corte di Cassazione ha stabilito che il referendum sul nucleare si farà (seppure modificato), sembra che in rete si profili un «effetto Pisapia» per la consultazione del 12 e 13 giugno.

Per esempio, #referendum è già trending topic su Twitter:

Senza contare l’evento «Battiquorum», creato qualche tempo fa, che conta 538 mila partecipanti (e 2,3 milioni di inviti «in attesa di risposta»). E che potrebbe tornare in auge, o coordinare nuovi e inediti sviluppi della campagna sul web.

Staremo a vedere. Certo, se la tendenza si consolidasse, potrebbe essere un modo per pesare davvero la capacità della rete, e in particolare dei social media, di portare gli elettori alle urne. Visto che in Rai, fino a oggi, il tema è stato trattato poco e male. E che molto probabilmente i richiami dell’Agcom non cambieranno la sostanza.

Se una mobilitazione su Internet riuscisse a portare i referendum al quorum per la prima volta dal 1995, sarebbe un risultato straordinario. E perfino gli scettici più in malafede sarebbero costretti ad ammettere che in rete non ci sono solo pedofili, «pirati» e «odiatori di professione». Chissà che, una buona volta, non si cominci a discutere di Internet come nelle altre democrazie mature.

7 pensieri su “Se l’«effetto Pisapia» contagia i referendum.

  1. Pingback: | T-Mag

  2. Io ci conto,abbiamo sentito il piacere di restare insieme nelle piazze,di comunicare la soddisfazione per una bella vittoria,con tutti i mezzi possibili e gli strumenti della rete,un piccolo passo ancora,basta tenere desta l’attenzione e la passione per non disperdere una voglia di partecipazione,la voglia di esserci.

  3. Sì, soprattutto grazie al web verrà raggiunto il quorum.
    Il problema è che, finora, sui social network sono girati link ed eventi a senso unico, in molti casi propaganda spontanea (e spesso un po’ becera) per una sola parte.
    Non c’è stata informazione, sui social network, solo mobilitazione di chi aveva già deciso per gli altri. Il 12 giugno si raggiungerà il quorum perché, anche grazie ai social network, molti sapranno che si vota. Non saranno molti, però, a sapere realmente perché voteranno in un certo modo.
    Sul mio blog ho scritto diversi post sul referendum, e sono rimasto impressionato dalla disinformazione di tante persone già orientate a votare Sì.

  4. “Chissà che, una buona volta, non si cominci a discutere di Internet come nelle altre democrazie mature”. Speranza vana, caro Fabio. Temo che la nostra democrazia non sia ancora così matura. O forse è troppo matura: finché a discutere di Internet saranno ultrasessantenni che non hanno mai nemmeno acceso un computer in vita loro, difficilmente si potrà parlare seriamente dell’argomento nel nostro Paese…

  5. Pingback: Referendum, diario del BattiQuorum. « ilNichilista

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