WikiLeaks Symposium: qualche appunto.

Qualche idea emersa dal WikiLeaks symposium del Festival internazionale del giornalismo:

  • WikiLeaks è parte di un movimento più esteso di attivismo civico facilitato dall’utilizzo dei social media (Micah Sifry).
  • WikiLeaks ha dimostrato che la trasparenza dal basso è possibile, e il fenomeno proseguirà anche se WikiLeaks dovesse cessare di esistere (Micah Sifry).
  • WikiLeaks è solo una prima, imperfetta incarnazione dell’idea del leaking digitale di informazioni (Daniel Domscheit-Berg).
  • Leak come quelli su Afghanistan, Iraq e il Cablegate sono l’eccezione, non la regola. Che sarà costituita da fughe di notizie più circoscritte geograficamente e meno voluminose (Daniel Domscheit-Berg).
  • Il successo di organizzazioni che promuovano il leaking digitale sarà funzione della loro capacità editoriale e di fornire protezione e supporto tecnologico per chiunque vi trasferisca il materiale (Evgeny Morozov).
  • Uno dei problemi che queste organizzazioni dovranno affrontare sarà capire come distinguere i documenti autentici da quelli falsi inviati deliberatamente dai loro detrattori per minarne la credibilità. Maggiore successo significa inoltre essere attaccati in modi più sofisticati (Evgeny Morozov).
  • WikiLeaks ha mostrato quanto sia difficile valutare costi e benefici della trasparenza (Evgeny Morozov).
  • Non dovremmo concentrarci troppo su quale sia la forma ideale per una organizzazione di leaking digitale: il migliore degli scenari possibili sarebbe un ecosistema diversificato di metodologie di leaking, così da rendere impossibile censurarle tutte nello stesso modo (Peter Ludlow).
  • La temporaneità delle organizzazioni di leaking non è un problema. Anzi, dovrebbero volere dissolversi quando circondate da troppe interferenze e troppa confusione (Peter Ludlow).
  • Al momento è difficile comprendere quanti cablo siano effettivamente di pubblico dominio (Micah Sifry). Io ho ricordato che in una recente intervista Julian Assange ha detto siano 7 mila. Per Gavin MacFayden, invece, sono 35 mila. Seduto in prima fila tra il pubblico, Domscheit-Berg ha commentato con la risatina di chi la sa lunga. Ma non ha voluto aggiungere nulla.
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