Cara Sozzani, un briciolo di coerenza.

Vogue Italia lancia (criticabili) appelli per la chiusura dei siti pro-ana, ma ospita foto come questa:

E come queste.

Mi associo dunque alla richiesta della pagina Facebook «Donne Ultraviolette»:

Vogue si IMPEGNI a eliminare dalle proprie pagine gli esempi devastanti di figure sottopeso sempre presentati come il top del glamour e dello stile. Signora Sozzani: dia un esempio al settore in cui opera e si impegni a rifiutare tutte le modelle dal BMI under 18. Lei ha la forza per farlo.

E aggiungo: un briciolo di coerenza, grazie, prima di aprire la bocca.

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11 pensieri su “Cara Sozzani, un briciolo di coerenza.

  1. Pingback: Forse, poi, chiudono anche Vogue » Piovono rane - Blog - L'espresso

  2. bah, non ne capisco il senso, allora aboliamo i film di bud spencer perché sennò andiamo tutti in giro per i bar a far risse…

    cioè se una persona è così debole da venir plagiata da foto su un giornale, beh io la chiamo selezione naturale…

  3. ok un pò di cinismo gratuito forse…

    ma le modelle non dovrebbero essere prototipi di bellazza\attrazione ecc… ???

    a voi raga vi attizzano le ebree nei campi nazisti ?
    a me fanno pena\impressione…
    …e non sembrano poi così diverse da queste tizie qui (vesti a parte)

  4. Paolo, se solo avessi una pallida idea della complessità e della gravità di questa malattia penseresti due volte prima di parlare di «selezione naturale». La tua è una posizione estremamente qualunquista, che banalizza e non risolve un bel niente. Cambiare i modelli estetici non salverà le ragazze? Molto probabile, i fattori sono molti, genetici e culturali. Ma il dubbio c’è. Nella tua posizione, invece, non c’è alcun dubbio: è una semplice cazzata.

  5. Pingback: Ho paura | La Sinistra Europea

  6. carissimo Fabio Chiusi, GRAZIE grazie grazie per il tuo importantissimo sostegno; il tuo blog che nn conta un cz conta molto per noi :-)) …moltissimo.
    E grazie alle Donne ultraviolette e alle altre pagine di donne su facebook che non hanno lasciato cadere l’argomento, perché non è una polemica fra punti di vista, è una vera battaglia nella quale si gioca la solita posta: cosa CONTA, cosa è giusto e cosa è sbagliato.

    Facebook è INVASO da batterie di pagine violente che NON sono quello che sembrano (pagine idiote concepite da svitati), ma hanno una precisa regia e fanno tutte capo alle stesse società informatiche: che scopo hanno????

    Vogue è un sito intrinsecamente, determinatamente e storicamente pro-anoressia, anche se non lo dichiara a parole ma solo con le immagini, ne ha fatti ammalare più Vogue che tutti i blog “pro-ana” del mondo. Lancia una campagna censoria (come se questo paese avesse bisogno di ridurre ulteriormente la libertà di espressione) quando basterebbe APPLICARE le leggi contro l’istigazione al suicidio (ma a chi frega di farlo?) E lo fa senza mettere minimamente in discussione il suo diritto di continuare a fare quello che ha fatto fin qui.
    Il Pdl si getta all’unisono ad applaudire la sua iniziativa e invoca ste benedette leggi per RIDURRE la PERICOLOSITA’ della rete.

    Sono davvero tutte SCOLLEGATE tutte queste cose?

  7. La mia era palesemente una posizione ironica e non intendo sminuire il dramma delle ragazze che vivono situazioni difficili legate all’aronessia.

    Ma dimmi sinceramente perché accanirsi su un modello di bellezza (alquanto discutibile) proposto da un giornale e non accanirsi su qualsiasi altra forma d’arte (film, romanzi, fumetti, ecc) che propongono personaggi negativi che possono influenzare i giovani?

    Pensare che delle foto su un settimanale possano in qualche modo, seppur minimo, influenzare le ragazze sul loro stile alimentare equivale ad accettare che non abbiano nessun grado di decisione autonoma sulla propria sorte. Il problema non sta certamente qui, direi che sarebbe da ricercare nell’educazione sana di genitori sani. Un’educazione e una cultura minima dovrebbero permettere ad un homo sapiens sapiens di non autodistruggersi con le proprie mani dopo aver visto delle foto su un giornale. Così come dovrebbero permettere di evitare di andare in giro a sparare a caso dopo aver visto un videoclip di 50cent…

  8. PS!! scusa, ma vedo che un certo paoloprenci ha bisogno di me.
    Caro paoloprenci, lasciati spiegare una cosa.. la sequenza delle cose è diversa da come la immagini tu:
    1. in questo caso NON siamo noi (le solite donne scassacazzi) che “ci accaniamo su un modello di bellezza (alquanto discutibile) proposto da un giornale”, ma Vogue che SI ACCANISCE contro le malate che si istigano a vicenda, accusando loro di essere la SOLA causa (a parte ovviamente traumi, familia ecc) del dilagare esponenziale della malattia.
    2. CERTO, che noi sappiamo che il modello di bellezza di Vogue è malsano e anoressizzante, ma l’abbiamo sempre saputo: la NOVITA’ è che Vogue si scrolla di dosso ogni colpa per invocare una CENSURA contro il web. C’è qualcosa che nn quadra non credi? ma forse dovresti dedicare alla cosa un pensiero più attento.
    E fra le varie cose da dire c’è che questo tipo di operazioni pelose, da parte di aziende colpevoli, si chiama WASHING: ne sai qualcosa?

  9. @paoloprenci: Di base il tuo ragionamento, cinico ma realista, non è sbagliato, sarebbe perfetto se quelli di Vogue sostenessero una identica posizione sul potere di influenza dei media, invece si comportano come se avessero la coda di paglia, ammettono il problema ma scaricano la responsabilità (tipo sui gruppi FB), e questo è inconciliabile, perchè se promuovi campagne anti-anoressia riconosci tutto il problema, anche la parte che riguarda i modelli dei media; viceversa, se pensi che i media non abbiano nessuna influenza, perchè dovresti sostenere un certo tipo di campagne? L’unico motivo è che sia solo un’operazione di facciata.
    Non è esatto dire che “Pensare che le foto su un settimanale possano influenzare lo stile alimentare equivale ad accettare che non abbiano nessun grado di decisione autonoma”, primo perchè l’anoressia è di fatto una turba psichica e chi ne soffre viene influenzato, eccome; secondo perchè è, o dovrebbe essere, proibito promuovere un certo tipo di messaggi nocivi alla salute, dovrebbe essere come per la pubblicità alle sigarette, si tratta comunque di una forma di ipocrisia (se fanno male non le vendi proprio), ma funzionale a una reale e dimostrata riduzione del danno. Rinunciare alla ipercoerenza, in questo caso, è quantificabile in un tot numero di morti all’anno, e, anche se quelli che hanno deciso così sicuramente erano mossi da intenzioni molto meno nobili, un po’ ha funzionato, per cui direi che è un buon compromesso.

  10. Pingback: Non sapevo » Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

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