Hai voluto i responsabili? Buon divertimento, Silvio.

(Per il Futurista)

C’è un ex Idv che vuole un «posticino» oppure se ne va. Un altro ex Idv che chiede un incontro per placare i malumori. Un ex Udc che si dà al catastrofismo («Così rischia di saltare tutto, ci stiamo logorando con questa attesa infinita…») e alla rassegnazione («Siamo nelle mani di Berlusconi, più di così che possiamo fare, mica possiamo buttarci nel Tevere…»).

Un altro ex Udc che chiede un ministero. E un ex Mpa che, roso dall’invidia, chiede che si «risponda alle aspirazioni di tutte le componenti». Richiesta valutata e accolta. Ma servirebbero talmente tanti sottosegretari da far storcere il naso a Napolitano. Niet.

C’è chi dice siano già cinque le correnti interne ai soli Responsabili. Poi, non dimentichiamolo, c’è un gruppo nato per fare la guerra agli interessi leghisti e che minaccia di far cadere il governo se non dovessero essere accolte le sue richieste sul fotovoltaico. E c’è bisogno di soldi. Perché c’è un sottosegretario che non ha i fondi per pagare le spese riguardanti la sua delega. E il ministero della Cultura abitato dal fantasma squattrinato di un ministro. La Lega, in tutto questo, non potrà stare a guardare.

Nel mezzo ci sono i forzisti della prima ora, che chiedono la loro quota di potere («e che, siamo gli unici fessi?»). Ma che preferiscono parlare di una lotta per il «dissenso», la «democrazia interna», l’«elezione della classe dirigente», il superamento della «eccessiva personalizzazione della politica» e perfino delle contrapposizioni ideologiche. E che minacciano la creazione di gruppi parlamentari autonomi se Berlusconi non dovesse ascoltarli. Fossero coerenti, sarebbe il preludio di un altro «che fai, mi cacci?». Invece si accontenteranno di un posto al sole per ‘Sciaboletta’. Difficilmente, questa volta, a sua insaputa.

Non si sa se faccia più ridere (o tristezza, dipende dai punti di vista) l’idea che questa accozzaglia di ex-tutto e nostalgici del 1994 o dell’Italia feudale possa rappresentare il futuro del Paese o quella, ripetuta alla nausea dai soliti megafoni, che sì, la maggioranza dopo il 14 dicembre è più risicata, ma compatta. Quel che si sa è che il potere per il potere non basta mai. E questo mercanteggiare a cielo aperto ne è una dimostrazione: uniti, finché c’è un «posticino» in più, si dice oggi. Ma domani potrebbe essere una legge in più, o una riforma. Poi ognun per sé. «You get what you give», Silvio. Buon divertimento.

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