Per un 2011 in prima serata.

«A ha fatto x!»
«Ma anche B ha fatto x!»
«Quanto ti ha pagato A per dire che anche B ha fatto x?»
«Molto, ma tu sei un mantenuto. E non hai pagato C, D, E…»
«Quanto ti ha pagato A per dire che non ho pagato C, D, E…?»
«Molto, ma tu sei un mantenuto. E hai fatto anche y, w, z…»
«Quanto ti ha pagato A per dire che ho fatto anche y, w, z…?»
«Molto, ma…»

Ripetere per un quart’ora. E chiamarla informazione.

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8 pensieri su “Per un 2011 in prima serata.

  1. Quando non ci sono argomenti validi per sostenere le proprie ragioni si casca nel bisticcio,cosa che assistiamo tutti i giorni fra molti nostri parlamentari.Questo perchè il popolo non ha più la facoltà di eleggere i ministri che ritiene adatti per essere rappresentato.Altro che democrazia!

  2. So che suonerà come una vuota polemica confusa, dato che ci sarebbero da scrivere pagine e pagine su queste tematiche per analizzarle a fondo e in toto, ma non ne avendone il tempo ne la capacità, commenterò comunque in modo confuso e senza arrivare al punto. Non starai diventando un poco presuntuoso nel classificare tutta l’informazione televisiva/cartacea come un mucchio di cazzate? Ok che vedere Bocchino e il nosferatu fascista meglio noto come Sallusti litigare come due zitelle che rivendicano il monopolio del lavatoio condominiale può essere uno spettacolo aberrante. O divertente o addirittura interessante, dipende da chi si trova davanti al televisore. Il prototipo di programma politico ormai è questo, servizi confezionato molto spesso interessanti (tra i migliori quelli di Exit a mio modesto vedere) o altre volte semplicemente irriverenti, dopo segue una bagarre dove ogni 5 minuti di insulti e deliri spunta fuori qualcosa che vale la pena di sentire, il tempo di un battito d’ali, e poi ritornano tutti in modalità pescivendolo. Qualche sondaggio che come sempre lascia il tempo che trova, un altro po di casino, ultimo servizio, altro casino, dichiarazioni finali e chiosa del conduttore. E questo lo sa CHIUNQUE si mette a guardare Ballarò, Annozero, L’Infedele, Exit, Otto e mezzo, In Onda e chi più ne ha più ne metta.

    Bisogna anche iniziare a capire che in mezzo al mucchio dei mezzi di disinformazione di massa, esistono anche tipologie di programmi che semplicemente piacciono per quello che sono. Anche quando passo 4 ore a massacrare improbabili creature partorite da menti poco sane (non che io mi senta molto normale, anzi per niente, fortunatamente) a Demon’S Souls non mi sento più informato ne intelligente di prima (anzi, qualche neurone si brucia alla grande forse), ma non per questo significa che non ci giocherò più nel fine settimana. Poi quando sento bisogno di sapere cosa succede nel mondo, guardo qualche talk e qualche tg, leggo il Fatto e giro su alcuni blog (questo è uno dei miei preferiti per altro, quindi non vuole essere una polemica sterile e tendenziosa anche se a conti fatti risulterà tale). Il tutto con spirito critico senza prendere per oro colato nulla, ne Santoro ne tanto meno Fabio Chiusi o Vendola. Con questo voglio intendere, che il valore informativo ce l’ha qualsiasi cosa se si ha lo spirito critico sufficiente per scavarci sotto, addirittura sentire due tizi totalmente disinformati dire assurdità sulle crisi nordafricane è formativo perché ho uno stimolo ad approfondire quello che so già o cercare una smentita alle cazzate percepite casualmente seduto ad un ristorante cinese. Stessa cosa vale per Bocchino e Sallusti.

    Ovvio che il cortocircuito dannoso si crea quando gli spettatori, prendono il pensiero (o proto-pensiero) di uno degli interlocutori e lo fa proprio 1:1 senza nemmeno domandarsi se è tutto credibile quello che ha assorbito passivamente.

    Però la colpa in questo meccanismo perverso va ricercato non solo nell’informazione che spesso non è tale, ma anche (personalmente io dico soprattutto) nell’inattitudine al pensiero logico, nell’incapacità di critica e nella mancanza totale o parziale di opinioni soggettive e ragionate nel singolo spettatore/lettore.

  3. bè sig. angelus le tue osservazioni sono giustissime,
    è impossibile trovare una trasmissione che dall’inizio alla fine tratti gli argomenti con serietà e senza furiose caciare.
    secondo me un bellissimo esempio di programma serio è quello di Augias, ma và in onda alle 12.30

  4. «Non starai diventando un poco presuntuoso nel classificare tutta l’informazione televisiva/cartacea come un mucchio di cazzate?»

    Se avessi mai sostenuto una posizione simile non sarei solo presuntuoso, ma qualunquista. Per fortuna non è affatto quello che sostengo, né qui né nel post precedente.

    Cmq per il resto sono d’accordo con quanto scrivi.

  5. Purtroppo questa circostanza non rappresenta un episodio isolato per quanto riguarda “In Onda”, una trasmissione che aveva iniziato bene come format e come dibattiti e che spesso nelle ultime puntate cerca di “buttarla in caciara”, ben supportati da determinati personaggi come Sallusti e la Mussolini (ma anche come Toscani, a dire il vero).

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