Le «poche radical chic» al Tg1.

Erano

abbastanza per riempire piazza del Popolo a Roma
100 mila a Napoli
100 mila a Torino
60 mila a Milano
50 mila a Genova
50 mila a Bologna
un migliaio a Parigi
un migliaio a Bruxelles
un centinaio a Tokyo

per un totale di 230 piazze in Italia e 50 nel mondo. E oltre un milione di persone.

Naturalmente nulla di tutto questo è stato detto al Tg1 delle 20. Dove il servizio sulle manifestazioni «Se non ora quando?» è andato in onda, come piace a Minzolini, dopo una decina di minuti (quando l’attenzione scema), senza una menzione nemmeno approssimativa del numero di presenti, di piazze coinvolte e del fatto che fossero sparpagliate in tutto il globo. In compenso c’era il commento di Mariastella Gelmini: «sono solo poche radical chic».

Chissà, magari al Tg1 hanno l’abitudine di non riportare le stime degli organizzatori. Che, si sa, sono sempre arrotondate abbondantemente per eccesso.

Poi viene in mente come lo stesso telegiornale apriva il servizio (il primo, naturalmente – gli esteri contano solo all’occorrenza) sulla manifestazione del Pdl del 20 marzo 2010 a Roma:

Buonasera dal Tg1. Più di un milione di partecipanti

E non resta, come al solito, che la malafede.

Ps: Accresciuta, tra l’altro, da come la stessa notizia è trattata sul sito del Tg1:


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10 pensieri su “Le «poche radical chic» al Tg1.

  1. ero a Milano…spettacolo bellissimo…SE NON ORA QUANDO???!!!! ma alla televisione già stanno denigrando.. che ci siamo fatte strumentalizzare e minimizzano…PARLATE PARLATE PURE CHE TANTO MANCA POCO…..

  2. Pingback: Tweets that mention Le «poche radical chic» al Tg1. « ilNichilista -- Topsy.com

  3. Io ero a Venezia, mai visto il campo così stracolmo di gente! Le organizzatrici parlano di 9ooo persone… Ovvio che nei tg non si possa parlare seriamente della manifestazione che ha visto una partecipazione in cui non avrei mai sperato!
    Ilaria

  4. E siccome Minzolini crede alla par condicio, il servizio sulla manifestazione è durato esattamente quanto quello sulla chirurgia estetica per preparasi all’estate….

  5. Sono felice che la manifestazione di ieri abbia avuto successo, ma confesso che ne avrei preferito una diversa.
    Avrei preferito una manifestazione palesemente contro Berlusconi: é quasi vent ‘ anni che sta sfasciando pezzo per pezzo la nostra democrazia. Che faccia sesso di gruppo a pagamento per me é l’ ultimo dei dettagli. Anzi, non ci troverei nulla di male se lo facesse con maggiorenni consenzienti, e senza esibirsi in mondovisione. Cosí come non considero una prostituta, o una velina, meno “degna” di un avvocato, o di un’ operaia.
    Che poi piazzi una maitresse in consiglio regionale pagata coi soldi di tutti, che commetta il reato di prostituzione minorile, e di concussione, questo sí, lo trovo grave. Ma ci pensa la magistratura, altra istituzione che lui sta cercando di demolire: e non mi pare che questo fosse all’ ordine del giorno, nella manifestazione di ieri.
    Emergenza democratica. Cerchiamo tutti di chiamare le cose con il loro nome, e di mettere a fuoco il centro del problema. Altrimenti, a furia di sbagliare mira, prima o poi saltiamo per aria veramente.

  6. Sono in gran parte d’accordo con Andrea P., ma le “manifestazioni palesemente contro Berlusconi” dovrebbero avere una frequenza più assidua, altrimenti è solo solletico. Quella di ieri era anche, e soprattutto, un’altra cosa. Non so ancora se sia riuscita o meno, ma questo lo scopriremo solo vivendo.
    Per il resto, parlare oggi del Tg1 è come sparare su un camion della croce rossa dalle ruote sgonfie e al cui interno ci sono solo adolescenti, neonati e ultracentenari monchi, storpi e muti.

    • Sono d’ accordo. Molto più assidue. E altrettanto numerose come quella di domenica. Mobilitazione permanente nelle piazze. Manifestazioni Pacifiche, ma permanenti. Una volta la settimana, almeno. E tutti a gran voce a chiedere un fronte delle opposizioni per l’ emergenza democratica, poche cose: legge elettorale, legge sul conflitto di interessi, per evitare che dopo B. arrivi Marina o Piersilvio, a continuare la difesa dinastica degli interessi di famiglia tramite il consenso e il potere politico assunto in prima persona (e, chi vuole fare una scommessa con me che se non mettono mano al conflitto di interessi, presto o tardi, ma più probabile presto, Marina arriva per davvero?!!!). Poi, restaurati i meccanismi e i contrappesi della democrazia, si ridividano, e affrontino i problemi “reali”, alleati a seconda dell’ idea di società che hanno. Mobilitazione permanenente. Ora questa è òa strada. A quel punto voglio vedere se il presidente della Repubblica non prende provvedimenti, e non scioglie le camere. Questo è l’ unico modo per avviare in extremis un processo di restaurazione dei meccanismi democratici, senza i quali, anche ciò che è considerato sempre come priorità ( i cosiddetti problemi reali), non potranno essere mai affrontati. Per arrivare a un fine ci vuole un mezzo. Per affrontare i problemi “reali”, ci vogliono prima meccanismi democratici sani. Altrimenti ci trascineremo in questa agonia per anni e anni. O forse ne usciremo soltanto con una svolta palesemente autoritaria, di cui già oggi si vedono le spinte da più parti.

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