Una scorretta, l’altra inutile.

(Per Farefuturo Webmagazine)

È stata l’ennesima giornata tragica per la democrazia italiana. Prima una commissione che ha discusso, emendato, dichiarato e contrattato per giorni raggiunge un pareggio che equivale, formalmente, a un diniego sul federalismo municipale. Solo per poi, in serata, vedere il proprio lavoro vanificato da una decisione d’imperio del governo. Che comanda che quel compromesso, bocciato da chi l’ha raggiunto, debba essere considerato valido.

Nel frattempo, alla Camera, si è consumato l’ennesimo scempio del buonsenso. Con il Parlamento impegnato a prendere sul serio l’ipotesi che perquisire le stanze di un ragioniere non sia possibile perché di pertinenza del presidente del Consiglio. Ore di leggi, articoli, commi. Eccezioni. Giurisprudenza. Tutto pur di far sembrare non solo normale, ma legittimo, che un’istituzione come la presidenza del Consiglio rifiuti di voler chiarire al più presto la sua posizione circa un’accusa infamante come la prostituzione minorile.

Nel mezzo il solito maltrattamento del linguaggio. Chi, come Luca Barbareschi, si astiene ma afferma di aver votato contro («C’è stato un contatto!»). Chi in Aula ringhia di magistrati golpisti che vogliono sterilizzare o abolire la democrazia. Chi di giovani che tiravano le molotov e ora indossano la toga. Chi parla, per due volte, di Murabàk. Chi di Mubarìk. Chi sfoggia il latinorum (è «fumus persecutionis», «metus») chi l’italiano d’altri tempi («disdoro»). Chi si indigna per i comportamenti «opaci» del presidente del Consiglio. Chi pronuncia frasi incomprensibili come: «Abbiamo assistito alla partenogenesi del presidente».

La sostanza è che nulla è cambiato: la maggioranza, dopo un’estenuante compravendita, ha due voti in più rispetto al 14 dicembre, ma non basteranno per realizzare la «frustata» epocale all’economia che il Cavaliere va propagandando come momento essenziale e culminante della sua carriera politica. I leghisti muovono un altro passo verso il federalismo, ma è il passo di Achille che insegue la tartaruga. Due vittorie di Pirro, insomma: la prima scorretta, volgare; la seconda inutile. Ma che permettono di arrivare a domani. Tutto sommato, è l’unica cosa che conta.

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4 pensieri su “Una scorretta, l’altra inutile.

  1. “Ma che permettono di arrivare a domani. Tutto sommato, è l’unica cosa che conta”.
    L’elevatura della nostra classe politica.
    E mi sto guardando attorno, non focalizzo…
    Progettualitá, pianificazione; che statisti. Altro che frustata, qui é frustrata!

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