Se per il Papa l’ignoranza è forza.

Io non so cosa insegnino nelle scuole di «alcuni paesi europei». So però quello che insegnano presso la Santa Sede. E non riesco a immaginare cosa un qualunque corso di educazione sessuale possa inculcare nelle giovani menti degli alunni di più profondamente errato e pericoloso del concetto espresso oggi da Benedetto XVI. Che ha messo in guardia dai rischi di una educazione che si finge neutra rispetto alla persona e alla vita, che si finge voce della libertà, e in realtà contiene un’accusa ideologica. Un pregiudizio scientista, modernista, si potrebbe dire. O meglio, con le parole del Pontefice, «un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione». Compiendo una operazione del tutto analoga.

Joseph Ratzinger è una persona troppo intelligente per non essersene reso conto: sostenere che vi sia un legame immediato tra una forma di educazione e la negazione della libertà, in questo caso di quella religiosa, è quanto di peggio il pensiero dogmatico abbia mai proposto nella storia delle idee. L’educazione, se elargita in buona fede e rispettando i criteri della comunità scientifico-accademica, non è mai negazione della libertà. E la verità di questa frase si misura dalle sue conseguenze: in questo caso, l’ignoranza significa gravidanze indesiderate, malattie veneree, in certi casi perfino la morte. Per non parlare del disagio con cui certi tipi di personalità possono affrontare l’ideale sessuale propagandato dalla confessione cattolica. Disturbi più facilmente evitabili grazie agli sforzi di quanti, nei secoli, si sono impegnati per affrontare il tema del diritto alla vita e della salute impugnando non un testo sacro, ma gli attrezzi della medicina e della scienza.

Il Papa, in veste di educatore, ha oggi insegnato che l’ignoranza è forza. Che a scuola non si debbano suscitare domande, ma impartire risposte. Che l’ordine, la correttezza e la giustizia si mantengano privando gli alunni di una forma di conoscenza, piuttosto che infondendo in ciascuno di essi la capacità di valutarne la sensatezza con il proprio spirito critico, mettendo in gioco il proprio senso di responsabilità. Certe verità devono essere intenzionalmente taciute, anche contro il bene dell’individuo e proprio nel luogo deputato a pronunciarle ad alta voce.

Il pensiero di una istituzione che dovrebbe rappresentare un Dio che è amore e invece identifica la libertà con la propria libertà; addita come nemico il dubbio, quello stesso dubbio da cui così spesso nella storia è scaturita la fede; riduce il rispetto del sacro a quello di un insieme di precetti morali è quanto di più triste, di più relativista, di più insensato questa era abbia finora proposto.

24 pensieri su “Se per il Papa l’ignoranza è forza.

  1. Ciao Fabio
    sono cristiana e hai detto bene, anch’io mi sento offesa da queste uscite paradossali di un papa preparatissimo culturalmente ma povero umanamente.
    E’ come se pensasse che ”il suo gregge”(termine per nulla metaforico per lui,mi pare di capire) non fosse in grado di ragionare, le ”pecore” devono essere accompagnate, indirizzate dal proprio pastore,non dovrebbero essere comandate e o condotte sull’orlo della paura per il nuovo.
    E’ come se il papa negasse il libero arbitrio stesso.
    La fede è un dono, se è veramente tale, non viene scossa dalla conoscenza, viene illuminata,scoprire nuove parti di sè, scoprire il proprio corpo significa imparare a rispettarlo ed amarlo, la fede in Dio che credo coincida con la fede negli uomini, figli di Dio, matura e viene fortificata a contatto con la conoscenza del mondo.

    • @ cristiana
      Se metti nel forno un dolce e per la fretta lo levi prima del suo tempo di cottura,lo trovi immangiabile.Tutto al mondo è soggetto a regole.Anche il sesso ha le sue regole,prima di tutto il suo rispetto,poi l’usarlo nel modo giusto,nel tempo giusto,con la persona giusta.Diversamente sono alti i rischi di traumi,perchè il corpo non è completamente sviluppato e tanto meno la psiche.Pensi che seguire gli istinti sessuali sia naturale,allora è naturale che si possa avere come risultato una gravidanza inaspettata.Una volontaria di un centro ascolto parrocchiale mi ha detto cheche molte ventenni,che hanno chiesto aiuto,hanno dichiarato di aver già avuto due o tre aborti.Come donna puoi capire quale trauma psichico sia un’aborto.
      La pratica sessuale prima del matrimonio,se non è fatta con cinismo,cioè per il solo piacere,porta sofferenza perchè ci si innamora del partner e quando ci si divide si perde la poesia,per il vuoto che resta dentro.Andando avanti con l’età diventa sempre più difficile affezionarsi ad altri,perchè si è persa la fiducia reciproca.Lo dimostrano i matrimoni che avvengono ormai in età matura e le unioni di fatto,che sono solo surrogato dell’amore,perchè il vero amore si fà per tutta la vita.Allora fà bene il Santo Padre a far capire che è meglio tacere che incoraggiare i giovani a scelte sbagliate.Pensa che è la stessa Chiesa l’amministratrice dell’amore coniugale,attraverso la funzione religiosa del matrimonio.Sono pure i preti che gestiscono il sentimento dell’amore,attraverso le confessioni e debbono dar spesso sollievo spirituale a chi viene a piangere nel confessionale a causa di errori della loro vita sentimentale.

  2. Nonostante tutti dicano il contrario, ma a me questo Papa non sembra poi così intelligente: invece di fare il Papa, continua ad interpretare il ruolo di difensore della fede (coi tutti i suoi “questo no!”, “anche questo, no!”, “questo forse, ma nel dubbio, no!”). Qualcuno lo avverta che gli basterebbe parlare ai cuori e sarebbe anche molto più facile (certo dovrebbe essere meno arido!..).
    No, lui pretende di essere intelligente. Ma la sua è l’intelligenza degli sgobboni (e infatti con loro condivide il senso dell’inopportunità di quando aprono bocca lontano dai professori).
    Basta contare tutte le volte che si è corretto o ha goffamente puntalizzato o ha fatto dire “no, lo avete interpretato male”. Dov’è tutta questa intelligenza? Certo è meglio di Bertone, ma ci vuole poco.
    Vedo e prevedo qualcosa del genere anche per queste ultime castronate. Oltre all’educazione civica, ci metto anche quella di rivendicare il contributo della chiesa alla formazione dell’identità dei paesi Latino Americani. E’ incredibile: Ratzinger reclama il copy right sulla colonizzazione del sud america. Non sarebbe invece ora di rielaborare (se non vergognarsene)?

    Lo stiamo sopravvalutando e poi anche troppo a sentire.
    Facciamo come ha fatto Ringo Star alla notizia che i Beatles erano stati riabilitati dal Vaticano, ha commentato qualcosa come “‘Esticazzi” .

  3. intervento infelice quello del papa, dovrebbe contestualizzare se vuole muovere delle critiche, interventi del genere non so a cosa servino. Si può però soffermarsi e pensare quanto sia importante educare gli alunni e considerando l’importanza dell’educazione si può discuterne le modalità con cui si affrontano i diversi temi, la tempistica…

  4. Nelle scuole,purtroppo,si fà solo istruzione sessuale,non educazione sessuale.Si parla di preservativo e vari tipi di contraccezzione.Si presenta il sesso come un’occasione di fruimento,si trasforma in gioco.Si considerano i giovani senza capacità di discernere,incapaci di stabilire quando è tempo per un rapporto sessuale,con chi deve essere fatto,quando ed in che modo.Ho sentito da un volontario di un centro ascolto parrocchiale,che si presentano a chiedere aiuto molte ragazze incinte, che non hanno ancora venti anni e dicono di aver già fatto due o tre aborti.Forse oggi che siamo “evoluti”, non capiamo la devastazione psichica che un’aborto arreca ad una giovane.
    Nemmeno capiamo che un ragazzo che mette incinta una sua coetanea è un’incoscente,pure vigliacco se poi l’abbandona.Ma nelle scuole la dignità,la responsabilità,la padronanza di sè stessi,è un tabù che mette soggezione.L’insegnante si vergogna di dire ad un giovane,che il sesso non è un gioco,è un’impegno che lega due persone mature,perchè la natura lo ha creato per la procreazione,non per il solo piacere,che è conseguenza di un dovere svolto.Oggi giustifichiamo ogni debolezza dicendo ” è natura”. Però quando la natura dà il frutto di un rapporto sessuale,abbiamo la pretesa di correggerla,spesso a costo di sopprimere l’innocente,che dovrebbe essere motivo di gioia,oltre che la cosa più grande che due persone possano fare al mondo.Si insegna così ai giovani l’ambiguità,l’egoismo e la vigliaccheria,nel nome della modernità.Questi sentimenti sono completamente contrari alla morale cristiana e molti giovani,piuttosto che ripudiarli si allontanano dalla Chiesa,creandosi una falsa morale adattata ai propri limiti,per soffocare il senso di colpa per i loro errori,ai quali danno pure legalità.Esiste poi il rischio delle malattie veneree,che stanno rovinando la vita di molti giovani.Non sempre il preservativo le evità,perchè si possono prendere anche mischiando la saliva od il sudore fra i partners.Il Santo Padre,nei suoi consigli non può spiegare tutti i dettagli.Sono però colpevoli i responsabili dell’educazione dei giovani se ad essi non li spiegano. Alcune generazioni passate,la maggiorparte dei giovani riuscivano a giunger casti al matrimonio.Condizione che permetteva loro di mantenere la fedeltà coniugale,essenziale per uno stabile rapporto matrimoniale.Chi però non impara l’autocontrollo,è poi difficile che possa mantenere la fedeltà,che significa amore,condivisione,rispetto e dignità.In quale scuole si insegna quanto ho appena spiegato? Non è vero che chi accontenta ogni suo istinto irrazionale vive meglio di chi lo sà controllare.Per fortuna,sono ancora tanti i giovani che rispettano le regole morali,che se fossero rispettate da tutti renderebbero la società molto più serena, più equilibrata e la vita veramente bella.

    • Ma Michaelangelus è proprio sicuro che nella scuola si faccia “istruzione” sessuale e non educazione? Che un insegnante “si vergogna di dire che il sesso non è un gioco”, ecc..? Anche ammesso e non concesso che l’educazione sessuale nelle scuole non sempre venga fatta in modo efficace (ammesso che venga fatta, e dipende, come per ogni materia, dalla capacità educativa dell’insegnante) è compito del papa decidere come deve essere fatta, nella scuola pubblica? E’ corretto che il capo di una religione (che è anche capo di uno Stato, contraddizione che fa a pugni col Vangelo di Gesù…) pretenda di imporre la sua visione in materie di competenza “civile” e statale ad un intero corpo diplomatico internazionale, come se i rappresentanti degli Stati in udienza ufficiale pubblica fossero proseliti da catechizzare o pecorelle da guidare? E ritiene la Chiesa di potersi mettere al di sopra di tutti e sapere come deve essere gestita in modo giusto la sessualità umana, quando in tutta la sua millenaria storia e fino ai giorni nostri, ha dimostrato di farne pessimo uso essa stessa, o con rinunce innaturali o con abusi peccaminosi fino alla pedofilia?
      Se c’è qualcuno che in questa materia dovrebbe star zitto sono proprio i preti.
      Ma è tutto il discorso di Benedetto XVI che è opinabile e criticabile, come ha rilevato Fabio Chiusi. Penso anch’io che non sia affatto un sapiente teologo, perchè fa discorsi pieni di contraddizioni e confusione, ma con un unica idea fissa in testa e uno scopo che persegue tenacemente: mentre reclama la libertà di religione nei luoghi dove il cristianesimo è in minoranza, pretende la massima libertà per se stesso di imporre la sua concezione autoritaria, arcaica e teocratica del cristianesimo dovunque.

    • Dal signor Michelangelus, una bella carrellata di stucchevolissimi luoghi comuni. Bella la perla che essendo l’ambiguità contraria alla morale cristiana, i giovani per coltivarla in una falsa morale si allontanano dalla Chiesa. Apra gli occhi, signor angelo, per coltivare l’ambiguità non c’è al momento posto migliore del Vaticano. Dove i bellissimi insegnamenti di quell’uomo messo su una croce sono stati buttati, per sostituirli con la sola croce. Vuota.

      Michele Gardini

  5. Non c’è nulla di nuovo. Ecco cosa espresse il 06/01/2007 nell’omelia della messa dell’Epifania, parlando della globalizzazione: “Oggi ci accorgiamo di quanto sia facile perdere di vista i termini di questa stessa sfida, proprio perchè coinvolti …in essa: un rischio fortemente rafforzato dall’immensa espansione dei mass-media, i quali se da una parte moltiplicano indefinitamente le informazioni, dall’altra sembrano indebolire le nostre capacità di una sintesi critica”.http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/06/papa.shtml Per il Papa quindi poter disporre di più fonti di informazioni porta il pericolo di indebolimento di sintesi critica. Il che ci illustra come per Ratzinger “ragione” non è quella facoltà umana che attraverso l’essenziale strumento della conoscenza critica che ne è parte fondamentale, strumento dinamico che si arricchisce nel tempo di capacità proprio grazie all’acquisizione di nuove informazioni, porta l’individuo a comprendere meglio quello che gli accade intorno e le conseguenze che ne derivano. Ragione per Ratzinger è quella che si ha, o meglio si conquista. E si conquista non per arricchimento ma piuttosto per sottrazione. Il che ci spiega come effettivamente sia un logico di livello scadente. Secondo Scalfari anche un mediocre teologo. Giudizio direi poco obiettivo, per un semplice motivo: non vedo quale possa essere il criterio per cui si possa essere buoni o cattivi teologi, visto che naturalmente ogni pretesa di valutazione qualitativa è puramente aleatoria in questo campo.

    Michele Gardini

  6. Ringo ha commentato “I couldn’t care less”. (Non me ne può fregar di meno). E sinceramente mi piacerebbe tanto poter dire lo stesso ogni volta che lui apre bocca, ma sono del parere di Fabio (ti posso chiamare per nome?) perché anch’io credo che questo papa non va sottovalutato. Ogni sua parola è misurata, a meno che la senilità non l’abbia colpito all’improvviso, ma in quel caso dimostrerebbe altri sintomi, lui è ancora molto lucido, il che mi indica che SA quello che dice.

    • Sì, quello di Ringo era un “nun me ne pò frega’ de meno”. Sul “fregamosene” volevo dire che, sopratutto giornalisticamente, parlando sarebbe ora di catalogare queste uscite del Papa nella categoria “notizie che non lo erano”. Gli diamo troppa importanza. Il Papa dice che il preservativo è sbagliato ma forse apre uno spiraglio ecc. ecc., esticazzi grande capo non sapeva.
      Era proprio Sofri, mi pare, che all’elezione di Obama metteva in evidenza come tutti i giornali italiani annunciavano una storica prima telefonata di Obama a BenedettoXVI (leggendo in questo un segnale di deferenza o scuse, non mi ricordo per quali dichiarazioni su pillole abortive, clonazione, gay o altro) mentre la stampa internazionale catalogava la telefonata Barak-Jozef tra le telefonate di routine del dopo election day (insieme a quelle verso India, Isole Samoa e Dali Lama).
      Il Papa SA quello che dice ma questo non ha alcuna importanza: recita a memoria la nenia del piazzista di catechesi pensando che questo voglia dire essere un’autorità morale. Rimpiango quel bacchettone di Karol: diceva le stesse cose becere, ma almeno ci credeva e parlava ai cuori.

      Su preservativi bisogna riconoscere però che il Papa dice una cosa sacrosanta: senza è veramente tutta un’altra cosa!

  7. cacioman definisce in modo sprezzante e volgare il Santo Padre:piazzista di catechesi,centrando però il compito che obbliga il Papa a parlare.E’ diritto e dovere di Benedetto XVI parlare della morale che,come dice il commento di Michele Gardini,ha insegnato “quell’uomo messo sulla croce”( senza sapere,o ignorare volutamente che” quell’uomo” è Dio,come direbbe se conoscesse il Vangelo.Oggi però molti,che hanno la pretesa di giudicare il Papa,non sanno di cosa parlano.Si è addirittura travisato il senso della sua omelia,che mette in guardia dal pericolo della globalizzazione,architettata dalle lobbies internazionali che vogliono creare “un nuovo ordine mondiale politico economico”,proprio come è scritto,insieme ai simboli massonici, sul dollaro americano.Questo pericolo di sopraffare i popoli,lo vediamo dall’espansione dei mass media,capaci di manipolare gli sprovveduti per far loro accettare un programma che insidia le persone di buona volontà ed oneste.Basta guardare cosa stà succedendo nel mondo per capire che siamo alla mercè di potenze che si preoccupano solo dei loro interessi,che possono solo realizzare se i popoli non hanno senso critico,che significa distinguere dove c’è la lealtà e dove l’inganno.Questo era il senso dell’omelia del Santo Padre,che è stato travisato da chi ha prevenzione nei suoi riguardi ed alterato di proposito dai mass media.

    • Certo signor angelo, è diritto e dovere per il Papa parlare, e per altri difenderlo sempre e comunque, in nome del dogma di fede, quello che elimina i dubbi. Per altri ancora, è dovere invece guardare i fatti, e vedere come al di là delle volenterose omelie, il Vaticano sia un formidabile collettore di denaro, che, da Vangelo, era considerato da Jeoshuà Ben Jusef il nemico principale di chi si vuole avvicinare al suo messaggio e al suo insegnamento. Ora, bontà loro, pare che qualcuno nelle alte sfere romane abbia deciso di porre almeno un qualche limite all’uso della banca vaticana, la più impenetrabile al mondo alle indagini esterne, per il riciclaggio di denaro di provenienza dubbia. Meglio tardi che mai, anche se un poco tardino per il signor Ambrosoli. Evidentemente monsignor Marcinkus è morto da abbastanza tempo. Comunque ammetto che un Papa possa offrire riflessioni estremamente profonde e competenti sul concetto del “manipolare gli sprovveduti”.

      Michele Gardini

  8. “di più relativista”
    Non assolutista? Per quanto mi riguarda il termine “relativismo” non dovrebbe avere necessariamente connotati negativi, come vorrebbero le autorità della Chiesa, il suo uso in questa frase mi lascia un po’ perplesso. Forse è un richiamo alle dichiarazioni rese più volte dal papa stesso contro il relativismo imperante dei nostri tempi o cose del genere? Del resto sono proprio dichiarazioni del genere (o come quella in oggetto qui) che a mio parere dimostrano la forma mentis della Chiesa. Che è tutto fuorché relativista secondo me: pensare che, esempio, il sesso prematrimoniale è peccato, punto; o che l’atto sessuale deve essere finalizzato alla procreazione, punto, ecc. ecc. … mi sembra una posizione assolutista, il contrario di una relativista, che porta invece a riconoscere che definire dei valori assoluti è arduo e che, senza sconfinare nel cinismo e nel nichilismo, la posizione di partenza riguardo questioni etiche dovrebbe essere “Dipende”

  9. “ecco un altro criticone…”
    ???
    (nel caso non si fosse capito, sono contro la forma mentis assolutista della Chiesa e del suo opporre quella che, se il termine relativismo crea confusione, chiamerei semplicemente apertura mentale!)
    ***
    “quanto di più triste [..] di più insensato… questa è la fede”
    Quoto

  10. Noto dalla maggiorparte dei commenti,che la manipolazione dei media ha avuto successo,a cominciare dal tema ” Il Papa dice che l’ignoranza è forza”,che ribalta completamente i concetti espressi dal Santo Padre.Ma a molti piace sentire ciò che si preferisce e non la verità.La spiegazione delle omelie del Papa l’ho data nel mio commento del 10.1.11,che è stato pure travisato.Chi preferisce giudicare in base ai pregiudizi,è libero di farlo,peccato che perde il senso reale delle cose,proprio come vogliono certe correnti mediatiche.

  11. Non avevo il coraggio di offendere nessuno, nel senso che mi spiace molto offendere, ma solamente trovo ridicolo che con tanti maiali senza diossina che girano in Italia voracissimi mangiando ove trovano, qualke koglionazzo si permetta di offendere una delle poche persone che fanno (o almeno cercano di fare) onestamente il proprio mestiere, magari dicendo al loro prossimo di rispettarsi vicendevolmente.
    La chiesa non è solo per i santi… è anche per i malvagi… una speranza di comprensione…. ognuno ha la propria croce.
    Penso che tutti ne abbiamo una… più o meno piccola…

    MI complimento con l’autore del blog, in quanto quello che ha scritto questa volta è un capolavoro: letto allo specchio vuol dire la stessa cosa.

    Bravo, bravo andiamo insieme a caccia dei maialoni italiani senza diossina……

  12. Ringraziamo il signor angelo per l’efficace dimostrazione di cosa significhi logica a somma zero. Secondo lui, i sordi sono quelli che non vogliono capire la verità, naturalmente la sua. Mio errore. Imparerò.

    Michele Gardini

  13. Immagino che questo articolo piaccia a molti. Così come immagino che non abbia importanza per molti se quello che viene espresso è ben lungi dall’essere il vero pensiero del Papa.
    Non sarebbe ad esempio più utile fornire il link al discorso del Papa piuttosto che all’articolo del Corriere? Esprime meglio il pensiero di una persona quello che dice o un articolo che ne modifica le parole? Caro Nichilista, prima di scrivere questo articolo l’hai letto il discorso del Papa o ti sei basato su articoli di giornali come quello riportato? Se a qualcuno interessa dovrebbe essere questo: http://www.cattoliciromani.com/forum/showpost.php?p=999642&postcount=11 . Se invece uno vuole leggere “riassunti” o interpretazioni, consiglio almeno di dare un’occhiata anche al commento su Avvenire.it: http://www.avvenire.it/Commenti/Serve+una+vera+educazione+non+la+prevenzione+di+un+rischio_201101130852037030000.htm .
    Invito a fare una riflessione: se uno volesse esprimere un’opinione su “ilNichilista”, secondo voi, farebbe meglio a leggere direttamente i suoi articoli o almeno le interpretazioni di persone a lui vicine e che ne condividono lo spirito, oppure a basarsi su quello che dice un blog rivale? Non è il caso di chiedersi come mai questo tipo di articoli siano diffusissimi soprattutto tra i contestatori del Papa? Se davvero fosse il pensiero del Papa quello che viene espresso, non dovrebbero esser soprattutto i suoi sostenitori a divulgarlo? E in quali siti è possibile trovare il discorso integrale? Io credo che se uno ha interesse a far sapere cosa ha davvero detto qualcuno, dovrebbe volerlo pubblicare.

    Ho cercato di non entrare nel merito delle opinioni del Papa per evitare i soliti scontri tra suoi sostenitori e suoi oppositori, sperando che sia possibile riflettere su delle semplici questioni di logica senza lasciarsi annebbiare dai pregiudizi e dalle posizioni personali.

    Altra semplice considerazione: siamo d’accordo che è diverso dire che una cosa minaccia la libertà e che l’obbligo di subire quella cosa fatta in un certo modo la minacci?

    L’ultima riflessione vorrei farla facendo un parallelo tra educazione sessuale e religiosa. Se ai tempi del dibattito sull’obbligo dell’ora di religione aveste sentito qualcuno criticare i contrari perché sostenevano “che vi sia un legame immediato tra una forma di educazione e la negazione della libertà”, cosa avreste pensato? Davvero i contrari pensano che l’ignoranza sia forza e per questo non volevano l’ora di religione? O forse il problema era legato all’obbligo di quell’ora e al fatto che gli insegnanti solitamente erano legati ad una determinata religione?

    Io comunque credo che il Papa non abbia motivo di essere contrario se si insegnassero tutti i pericoli legati al sesso in modo da evitare quell’ignoranza che “significa gravidanze indesiderate, malattie veneree, in certi casi perfino la morte”, ma probabilmente i contrari sarebbero altri, anche se “l’educazione, se elargita in buona fede e rispettando i criteri della comunità scientifico-accademica, non è mai negazione della libertà”…

    • Grazie del link. Molto interessante. Altro che un post, quel discorso fornirebbe argomenti per un trattato in più volumi. Vediamo quindi solo il passo in questione, “non posso passare sotto silenzio un’altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione”
      Il papa come è tradizione vaticana in casi del genere ha preferito rimanere nel vago, senza approfondire relamente il tema. Lanciando comunque una accusa decisamente grave, evitando di citare luoghi e casi, ma offrendo un punto di vista molto preoccupante. “antropologia contraria alla fede e alla retta ragione”. Di nuovo questo termine, ragione. Sorvoliamo su un punto che invece mi piacerebbe molto approfondire, su cosa sia perquesto papa la “ragione”, e andiamo sul pratico. Chi decide la “retta ragione”? Direi che la cosa merita approfondimento, e molto. Visto che si parla di etica ma anche di salute, quindi di scienza. Ma anche su questo il tema che si apre è enorme. Rimaniamo in tema.
      Fabio ne ha dato una interpretazione fuorviante? Non mi sembra proprio. Sicuramente, non più di quanto fatto dall’Avvenire, che spero non si voglia far passare per una voce obbiettiva. Certo, Fabio ha offerto il suo punto di vista, che ovviamente non è esente da un inqudramento e da un “pregiudizio”. Pregiudizio dato da quanto il passato e pure il presente ci ha offerto nel campo dell’interessante campo della “manipolazione degli sprovveduti”, giustamente introdotto dal signor angelo. Altro campo minato, ma volendo se ne può parlare.

      “L’ultima riflessione vorrei farla facendo un parallelo tra educazione sessuale e religiosa. Se ai tempi del dibattito sull’obbligo dell’ora di religione aveste sentito qualcuno criticare i contrari perché sostenevano “che vi sia un legame immediato tra una forma di educazione e la negazione della libertà”, cosa avreste pensato?”
      Non mi risulta che i contrari abbiano mai sostenuto tale tesi per una semplice ragione: l’ora di religione per come viene spesso proposta (fortunatamente, non sempre)non ha nulla a che fare con l’educazione, ma con l’indottrinamento, che è l’esatto contrario. “O forse il problema era legato all’obbligo di quell’ora e al fatto che gli insegnanti solitamente erano legati ad una determinata religione?” Esattamente. E non perché era la religione cattolica. Perché è una religione, e solo quella. Cosa inaccettabile in uno Stato che si vuole (e dovrebbe sempre) definire laico.

      Comunque è vero, bisognerebbe sempre andare alla fonte primaria, e non accontentarsi delle interpretazioni di seconda mano, per evitare manipolazioni e filtri. Ecco perché per esempio è buona regola leggersi la Bibbia evitando le interpretazioni date dalle varie correnti che a lei si rifanno. Si impara davvero molto.

      Michele Gardini

      • E’ vero che il concetto di “retta ragione” non è un concetto semplice e soprattutto è spesso soggettivo. Tuttavia credo che sia normale di fronte a qualcosa che “cozza” con la propria visione di retta ragione, dirlo tranquillamente. In questo caso, poi, come dici tu, Michele, il Papa non è entrato nello specifico, quindi difficile poterlo appoggiare o contraddire. Secondo me, comunque, in queste situazioni fa bene a non entrar troppo nello specifico o a nominare casi particolari. Forse si riferiva alla Spagna e ad alcuni libretti che venivano distribuiti, ma in fondo non credo sia importante saperlo con esattezza. Diciamo che può essere un passo successivo quello di vedere a quali casi possono essere applicate certe parole, anche perché ci possono essere diversità di vedute sul singolo caso. E’ un po’ come dire che certi insegnanti (non parlo di educazione sessuale, ma in generale) si comportano spesso male e fanno un sacco di danni agli studenti: io lo penso e credo lo stesso faccia la maggior parte delle persone, difficile dire che non sia vero, ma andare poi a valutare il singolo insegnante è cosa ben più complessa.

        Riguardo l’interpretazione data nell’articolo, sinceramente si, credo sia abbastanza fuorviante! Arrivare a dire che per il Papa l’ignoranza è forza, mi sembra davvero poco onesto intellettualmente. Purtroppo già i titoli dei giornali facevano sembrare che il Papa si fosse scagliato contro l’educazione sessuale in generale; forse sarebbero giustificate certe affermazioni se fosse davvero quello che ha fatto, ma se uno analizza la frase non può non vedere che ha parlato di situazioni in certi Paesi e di una particolare educazione sessuale. E’ vero, non dice chiaramente a quali situazioni si riferisce, ma non se ne può dedurre che è contrario all’educazione sessuale in generale!
        E’ vero, poi, che Avvenire ha posizioni vicine al Papa e che quindi si possa dire che non sia necessariamente imparziale. Ma questo discorso varrebbe se si stesse parlando di fatti! Mi spiego meglio: se è in discussione se è successo o no qualcosa e una parte ha interesse a sostenere che sia successo, mentre l’altra che non sia successo, bisogna ascoltare entrambe le posizioni e valutarle con la stessa cautela. Ma quando si parla delle opinioni o del pensiero di qualcuno, è meglio basarsi sulle fonti vicine a quel qualcuno perché è nell’interesse di chi lo appoggia che si sappia il vero pensiero! Questo è secondo me un punto molto importante in questo caso. Allo stesso modo se si parlasse della posizione di qualcuno che critica la Chiesa, sarebbe meglio diffidare di come potrebbe esporre le sue idee Avvenire e affidarsi piuttosto all’esposizione di un giornale che ne appoggia le critiche!

        Riguardo la mia citazione sul vecchio dibattito sull’ora di religione, preciso che neanche secondo me i contrari sostenevano una cosa simile, anche perché è piuttosto assurda; però quello che voglio dire è che i favorevoli avrebbero potuto semplificare le opinioni dei contrari riassumendole in quel modo (e probabilmente lo avranno fatto!). E a chi sarebbe stato logico credere? A chi metteva in bocca alla parte avversa certe parole o a chi invece diceva che era contrario all’ora di religione per altri motivi, come ad esempio il temere che fosse più indottrinamento che educazione?
        Il mio invito è a provare ad immaginare questo articolo rivolto a qualcuno, un ipotetico Tizio, che poteva aver detto una frase tipo:
        “non posso passare sotto silenzio un’altra minaccia alla libertà delle persone, quando viene imposta la partecipazione a corsi di educazione religiosa che trasmettono concezioni della religione e della vita spirituale presunte neutre, ma che in realtà riflettono una specifica visione contraria alla laicità dello Stato e alla retta ragione”.
        Mi sembrerebbe una frase sensata, su cui magari si potrebbe non concordare del tutto, ma che andrebbe vista come un’opinione legittimissima.
        E se invece la si facesse diventare “per Tizio parlare di religione è una minaccia alla libertà” oppure “Tizio ci ha insegnato che l’ignoranza è forza”? Probabilmente chi ha in antipatia Tizio o ha piacere a screditarlo appoggerà queste interpretazioni, ma si può dire che siano oneste intellettualmente? Ovviamente è più facile vedere la distorsione di un pensiero quando è un pensiero che si condivide, per questo può essere utile immaginare situazioni ipotetiche simili ma in cui si cambia qualcosa che si ha in antipatia con qualcosa a cui ci si sente più vicini.
        Spero di essere riuscito a far capire quello che intendo…
        Poi si può stare tranquilli sul fatto che capire davvero cosa ha detto una persona o riconoscere che in una sua frase non ci sia nulla da contestare, non significa certo dover cambiare opinione su quella persona o doverne parlare bene! 🙂

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