«Il Corriere è un quotidiano».

Questa è la prima pagina del Corriere della Sera di oggi:

Due domande:

1. Tra le notizie «Napolitano difende il Tricolore» e «Tre giovani su dieci non hanno un lavoro» merita più risalto la prima?

2. «Napolitano difende il Tricolore» è una notizia? Allora lo è anche «il Corriere è un quotidiano».

A parte le battute, l’unica risposta che mi viene in mente per dare senso a entrambe le domande è che si cerchi di far passare il messaggio che l’ennesima, sterile polemica sull’Unità d’Italia e i capricci federalisti di Bossi meriti più attenzione del dramma della disoccupazione giovanile, che si sta divorando un’intera generazione.

Qualcuno mi dica che mi sbaglio. E mi spieghi perché.

Update: Per correttezza mi sento di aggiungere che la stessa scelta editoriale è stata compiuta da La Stampa e Repubblica. Solo il Fatto Quotidiano e Liberazione hanno titolato sul dato sulla disoccupazione.

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14 pensieri su “«Il Corriere è un quotidiano».

  1. “si cerchi di far passare il messaggio che l’ennesima, sterile polemica sull’Unità d’Italia e i capricci federalisti di Bossi meriti più attenzione del dramma della disoccupazione giovanile”

    Non è che si cerca di far passare; a parer mio chi ha composto la pagina riteneva, per quel giorno, essere quella la “notizia”, anche se, come hai detto bene, tanto notizia non è.

    E poi si sa che la disoccupazione giovanile è una bufala 😀 che i giovani lo trovano il lavoro, se lo cercano. Vadano in fonderia, o in miniera!

  2. Invito il sig.temitope ad arruolarsi nella legione straniera,tanto con quella testa li lo prendono di sicuro;i giovani,se trovassero lavoro ci andrebbero,ha capito?invece che lei è qui a scrivere minchiate,proponga secondo lei una via d’uscita

    • Le do il permesso di chiamarmi Temitope, dal momento che ho 18 anni, studio al liceo (voglio fare matematica pura) e quindi signore non sono. Forse ha capito, ora, il tono del mio intervento.

  3. Secondo me lei sbaglia. E le spiego il perchè. A parer mio tacciare il “Corriere della sera” di essere un quotidiano di disinformazione, in questo caso, può essere estremamente fazioso. Nessun giornale ha messo la notizia in seconda pagina, tutti i giornali di tutti i colori politici hanno messo in risalto l’inizio delle celebrazioni del 150° dell’Unità (quindi non si parla di semplici dichiarazioni ma di un evento nazionale di estrema rilevanza). Tutti i giornali hanno parlato della notizia sui dati della disoccupazione giovanile ampliamente e dalla pagina 6 in poi.
    La sua nota semplicemente non è una notizia.
    Grazie.

  4. Caro Falcone,

    grazie per il commento. Tengo a precisare tuttavia che non ho affatto detto che il Corriere non abbia trattato entrambe le notizie, né che altri quotidiani non abbiano fatto la stessa scelta. Ho preso semplicemente la prima pagina del più autorevole quotidiano nazionale e cercato di chiedermi il perché di una simile scelta editoriale. Secondo me una riflessione sarebbe opportuna, secondo lei no. Tutto qui.

  5. Caro Chiusi,
    la riflessione può essere anche interessante ma bisognava, a parer mio, parlare di informazione generale dei quotidiani. Scrivere “Napolitano difende il Tricolore» è una notizia? Allora lo è anche «il Corriere è un quotidiano” porta ad interpretazioni diverse da quello che lei ha scritto sopra.
    Grazie ancora.

  6. Io penso che in un momento MOLTO critico che il nostro paese sta attraversando , sia giusto sottolineare certe ” NOTIZIE ” alla luce di vecchie e recenti dichiarazioni fatte da alcuni parlamentari addirittura dentro la maggioranza di governo. Anzi bisognerebbe insistere sull’argomento perchè la possibilità non propio remota di una disgregazione, sarebbe una delle cause ad aumentare la disoccupazione giovanile e non.

  7. Caro Falcone,
    dal suo commento mi sono reso conto che il post, così com’era, era inutilmente parziale. Ho aggiunto una postilla. Grazie ancora.

  8. Beh quella sul Corriere è in maniera fin troppo evidente una battuta-similitudine. Una cosa che andava letta così:”Dire che Napolitano difende il tricolore, è scontato e banale come dire che il Corriere è un quotidiano”.
    Ancora una volta, comunque, mi trovo in pieno accordo con le riflessioni-provocazioni di Fabio e con la tedenza pecoreccia degli organi di stampa cartacei e web nel dare grande risalto ad autentiche non notizie o a notizie decisamente non meritevoli dell’apertura. Del resto ad ogni incolti la disoccupazione giovanile sembrerà slegata dal tema (strumentalizzato fino allo sfinimento) dell’Unità d’Italia. Come noto a chi non ha studiato il Risorgimento italiano solo sui libri scolastici ed accademici, infatti, il non sviluppo di questo paese dipende proprio da un’unione uscita male, malissimo e da uno squilibrio nazionale disarmante ed oramai “tradizionale”. Concludendo: risolvere il problema della disoccupazione e del divario tra Nord e Sud del paese, favorendo una vera unione ECONOMICA E SOCIALE prima ancora che geografica, è ciò che ci permetterebbe di parlare di 150° Anniversario senza le stronzate leghiste e le menzogne buoniste di Napolitano e degli altri finti patrioti.

  9. Caro Milite,
    il post, a parer mio, attaccava il Corriere senza mettere in evidenza la più generale linea editoriale dei quotidiani di oggi e di questo l’autore me ne ha dato atto (e io do atto a lui della ammirabile correttezza e onestà intellettuale dimostrata). La notizia è stata l’inaugurazione delle celebrazioni del 150° dell’Unità. Napolitano inoltre ha detto tra le righe del suo discorso che sarebbe inaccettabile che, a causa di una cultura fittizia come quella padana, le celebrazioni non venissero fatte in una bella fetta di paese. La notizia c’è… non è solo retorica. Le notizie del giorno erano due: l’inizio delle celebrazioni e la disoccupazione giovanile. Entrambe sono state trattate ampiamente e non esiste, a parer mio, nessuna “tendenza pecoreccia” degli organi di stampa, almeno in questo caso. La disoccupazione è una piaga storica del nostro paese, soprattutto dei giovani, ma legarla alle dinamiche che hanno portato all’Unità mi sembra eccessivo. In 150 anni lo squilibrio si poteva risolvere tranquillamente, la Germania si è unita nel 1990 ed è più integrata di noi.

  10. Considero giusto insistere che l’Italia resti unita,anche per rispettare i nostri antenati,dal nord al sud ed isole,che hanno rischiato la vita,specie per chi l’ha persa,per creare la nostra nazione.Se studiamo la storia di quando il territorio italiano era formato da varie colonie,sfruttate ed umiliate dai vari colonizzatori stranieri,vediamo quanta era la miseria che regnava ovunque.
    Può succedere che i nostri figli,in un futuro federalista,che attualmente si presenta come un salto nel buio,arrivino a dire:”ci trovavamo bene,ora ci troviamo così”.Peggio sarebbe con un’Italia smembrata,ritornata a staterelli,in balia delle potenze economiche straniere.

  11. La solita dialettica politica italiana. Invece di dicutere di fatti e matematici, come un indice di disoccupazione, ecco che ci concentriamo su affermazioni che non aggiungono nulla. L’italia non e’ piu’ unita ora che Napolitano a difeso il tricolore. Se lo volessere difendere veramente prenderebbe provvedimenti contro quei partiti che non lo rispettano. Ma non succedera’ mai. Mentre i giovani italiani, che sembra non vadano piu’ in fonderia, continuano ad essere disoccupati. Magari suggeriamogli di diventare politici o giornalisti, cosi a loro volta potranno incrementare questa dialettica sterile.

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