Il vero scandalo in Rai.

È incredibile come ad andare in tv siano sempre le stesse facce e nonostante questo ogni pretesto sia buono per scatenare la guerra in Rai. L’ultima pietra dello scandalo è l’idea di Fabio Fazio e Roberto Saviano di portare a Vieni via con me il presidente della Camera Gianfranco Fini e il leader dell’opposizione Pierluigi Bersani. Ma le parti sono sempre le stesse: in un angolo chi “insorge” e invoca il “pluralismo” violato, nell’altro le “anime belle” che gridano alla “censura”. Ed è “bufera”.

Se il copione è noto, spesso e volentieri anche gli attori sono gli stessi: Minzolini, Masi, Capezzone, Cicchitto più Libero e il Giornale da una parte; Santoro, Travaglio, Di Pietro, Franceschini più Il Fatto Quotidiano e Repubblica dall’altra. La querelle è avvilente, perché da un lato si grida troppo per quella che nelle democrazie mature è la normale libertà degli autori di gestire come meglio preferiscono i propri programmi, e dall’altra si risponde a voce troppo alta e a reti troppo unificate per chi lamenta (o vanta, a seconda dei gusti) un bavaglio dietro l’altro.

Anche il risultato di tanto contendere è poca cosa, rispetto al fiato sprecato. Perché i primi non sono riusciti a imporre l’assurda par condicio delle idee che tanto desiderano, e i secondi non hanno smosso di un millimetro la corazzata Tg1-Porta a Porta che quotidianamente informa “a suo modo” il grosso della popolazione. Che tuttavia avrebbe la possibilità di fare altrimenti. Potrebbe informarsi altrove. Invece, per pigrizia o perché gli sta bene così, non lo fa. Ma l’offerta c’è, e va da chi nel pantheon dei martiri ha Vittorio Feltri a chi lo ritiene un ciarlatano, da chi considera il proprio intellettuale di riferimento Vittorio Sgarbi a chi, al contrario, gli preferisce Roberto Saviano. Impossibile mettere le parti sullo stesso piano? Può darsi, ma non è questo il punto. Il punto è che si può ancora scegliere. Regime o non regime. Berlusconi o non Berlusconi.

Quindi sarebbe il caso di darsi un po’ meno da fare per un Benigni o un Bersani in più o in meno, e magari sfruttare quelle energie per chiedere più pluralismo nelle presenze, più voci nel coro. Perché questo sì, è davvero monotono. Gli interpreti sono sempre gli stessi, lo spartito sempre quello. Se io avessi abbastanza voce in capitolo, invece, punterei i piedi per sentir parlare di poesia, ad esempio. In prima serata, mica a mezzanotte o più tardi. E non affrontando l’autore appena scomparso di turno: così è ipocrita, oltre che facile. Mi incazzerei con Masi perché non permette ai miei coetanei di sentire la voce di Milo De Angelis dopo il telegiornale. Perché se i libri del grande Lorenzo Calogero sono tutti fuori catalogo, non c’è almeno un servizio, tra le centinaia che si chiedono che ne sarà del governo o ci raccontano i dettagli di una corsa di pecore cavalcate da fantini di pezza, che ne ricordi una semplice poesia. Una sola.

Ma gli esempi sono infiniti. Dove sono i nostri fumettisti? Ne abbiamo tantissimi, bravi e sconosciuti. Perché Fazio e Saviano, se vogliono davvero dirci qualcosa che non sappiamo, non chiamano i ragazzi di Delebile, invece di quei due vecchi arnesi della politica di Bersani e Fini? E i musicisti? Davvero in Italia esiste soltanto Daniele Silvestri? O Gaber, citato allo sfinimento? E gli scrittori? E gli artisti? Tutto da ridurre a una passaggio mandato a memoria del Gattopardo?

Il rischio, quello vero, insomma, è che si urli tanto per niente e poi non resti la voce per evitare che la nostra cultura finisca omologata in un calderone di polemiche che si ripete sempre uguale, in un vortice che annoia con gli stessi argomenti recitati sempre dagli stessi soggetti. Invece io sono certo che in Italia ci sia di più e di meglio, e che se davvero si vuole raccontare questo Paese qualcuno nel servizio pubblico dovrebbe fare lo sforzo di ricordarselo, ogni tanto. E dare una voce a chi la merita e, ora come ora, non ce l’ha. Come, è che così non si fanno ascolti? Ecco, appunto.

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7 pensieri su “Il vero scandalo in Rai.

  1. Penso che l’idea di chiamare Fini e Bersani sia molto semplice, visto che comunque Berlusconi non rappresenta la Destra come idea, ma fa’ suo il Berlusconismo appunto che non è un movimento storico politico, ma un movimento nato dalla figura carismatica dell’attuale presidente del consiglio, gli autori per ricordare agli italiani le forze politiche cioè di destra e di sinistra hanno chiamato chi li rappresenta di piu’. Il fatto che chiamino loro e non altri è altresì molto importante sul piano della futura vita politica italiana, ove Fini si candida ad esser il nuovo leader del cdx, e Bersani quello del csx.

  2. Io ho l’impressione che tutto questo Hype intorno al programma di Fazio e Saviano serva in realtà ad incentivare la visione del programma stesso.

    Probabilmente Bersani e Fini elencheranno cosa vuol dire essere di centro destra e di centro sinistra…

    Ma non l’aveva già fatto Gaber? 😀

  3. ..Al di là dei gossip terra terra, delle caricature del proprio egosconfinato come Sgarbi, della gravità delle affermazioni razziste (punibili penalmente in qualsiasi altro paese civile e democratico) di noti esponenti della Lega Nord (vedi youtube: “Lega Nord razzismo”, davvero non servono commenti), dei programmi televisivi che non aiutano a formare un’opinione ma primariamente servono a convincerci di qualcosa che qualcuno pianeggia prima..

    .. penso che in Italia ci sia qualcuno come Fabio Chiusi che grida “dove sono i veri fondi per l’istruzione dei nostri figli, per la nostra splendida cultura, la ricerca universitaria…. ?! dobbiamo aspettarci ancora tagli? dobbiamo continuare ad accontentarci delle “noccioline” che TUTTI i nostri politici lasciano nel piatto per gli ITALIANI..

    ..dopo aver consumato un pasto a base di: tangenti, conti in banche di paradisi fiscali, festini in discoteca e nelle esclusive residenze estive ed invernali, case a MonteCarlo e chissàdove, shopping in aereo privato (rotta Roma-Milano e viceversa), finanziato dai fondi pubblici creati con il denaro che proviene dalle tasse degli ITALIANI..

    .. dopo aver condiviso il pasto con ricchi imprenditori, prostitute, mafiosi, ragazzine, ex-terroristi, diversi altri politici che vengono da altri paesi..

    ..ma guardiamo a casa nostra, “valà che è meglio, dai”..

    sembra quasi che l’Italia stia attraversando un momento di..

    bunga-bunga.

  4. p.s. correggo: “..finanziato dai fondi pubblici creati con il denaro che proviene dalle tasse degli Italiani e di tutti i Cittadini extracomunitari che lavorano onestamente nel nostro paese e pagano i loro conti allo Stato per continuare a viverci”.

  5. Articolo che condivido in pieno (anche se Silvestri mi piace parecchio).
    Io Fini e Bersani non li avrei proprio invitati. Ma che c’azzeccano ? Parliamo di cultura lasciando fuori la politica, una buona volta!

  6. Fabio, quello che dici può anche essere giusto, ma allora perchè tirare sempre fuori la solita “cultura” trita e ritrita (le poesie, i ragazzi di “Delebile” che fanno fumetti di “alta cultura”) e non ad esempio, parlare di cinema di genere (da quanti secoli sulla RAI non si vede un sano film dell’orrore – di quelli fatti bene e riconosciuti come capolavori da tutta la critica mondiale e non i soliti clichè da bambini brfulosi e ormonanti) oppure di autori di fumetti, magari anche famosi ma non proprio “estremisti” (le virgolette ci vanno tutte) come ad esempio un warren ellis, piuttosto che un alan moore? La mia chiaramente è una provocazione (ma fino ad un certo punto) per dimostrare che seguendo il tuo discorso (che comunque di base trovo giusto) si finirebbe per invitare i soliti autori alternativi di alta cultura del momento… (so che come commento sembra un po’ delirante ma è un po’ che sto pensiero mi macina dentro ed avrei moltissime cose da dire difficilmente sintetizzabili in poche righe….)

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