Getta questo volantino, non perdere tempo.

Milano, stazione di Maciachini. Nello spazio dedicato al booksharing (tristemente vuoto) fanno la loro comparsa una decina di volantini dell’aspirante candidato sindaco del Pd Stefano Boeri. Che recano la domanda “Sei felice di com’è Milano oggi?“. Boeri la intendeva retorica, senza contemplare la possibilità di una risposta affermativa. In quel caso, è scritto, «Non perdere tempo a leggere, getta questo volantino in un contenitore per la carta».

Ma se Boeri ha le idee chiare, anche i suoi detrattori non sono da meno. E così sui volantini guardate dove finisce la crocetta:

In sostanza, una mossa da manuale per ritorcere una cattiva strategia comunicativa contro chi la propone. E se fosse estesa a tutte le stazioni della metropolitana?

14 pensieri su “Getta questo volantino, non perdere tempo.

  1. Gia’ giusto, meglio le domande retoriche o le video conferenze stampa su youtube senza possibilità di replica.

    A volte mi sembra si esageri con questo ipercritcismo

  2. Non ho capito: il volantino sarebbe più interattivo di una conferenza stampa su youtube? E poi: che c’entra?

    Da ultimo: il post è poco più che una curiosità. Parlare di “ipercriticismo” in questo caso mi sembra fuori luogo.

  3. La lacuna, più che comunicativa, è concettuale: è preoccupante che il principale candidato dell’opposizione a Milano rivolga di fatto il suo appello a chi già NON è contento di com’è Milano, mentre il suo obbiettivo dovrebbe essere convincere proprio chi si accontenta della situazione attuale. In parole povere, se non provi nemmeno a convincere chi non la pensa come te, qual è il senso della campagna elettorale?

    • alle primarie votano gli elettori di centrosinistra e credo siano pochi quelli contenti della moratti. e comunque per vincere alle elezioni vere devi prendere proprio i voti di chi pensa che la moratti abbia fatto male, perché chi pensa abbia fatto bene voterà per lei…

  4. Marco, la domanda non è un invito, ma – appunto – una domanda. Non ho avuto modo di verificare se ci fossero, e mi sono chiesto: se qualcuno lo avesse fatto davvero?
    E poi il pezzo non voleva certo fare una ricognizione di tutti i volantini ridicoli o inappropriati né del Pd né degli altri partiti. Era una osservazione. Ma noto che qualunque cosa si dica del Pd, a prescindere dal tono serio o faceto, crea insofferenze.

    • nessuna insofferenza. e soprattutto non per quel che avresti detto del Pd, visto che il Pd non c’entra con quel volantino…

      mi piacerebbe piuttosto un tuo post anche sulle cose che dice stefano. anche con critiche, ma riferite al merito delle proposte.

    • E la mia “critica” a te era proprio questa. Troppe volte le critiche a questa parte politica si concentrano sulla forma, sulla comunicazione ecc. tralasciando il merito.

      Da te non me l’aspettavo. Ecco perché mi sono permesso di commentare.

  5. La verità è che il Pd è un partito sfigato votato, in buona parte, da sfigati-frustratissimi. Essendo consapevoli di essere delle nullità siderali, molti militanti-tifosotti democratici, si inveperiscono ad ogni critica o sfottò subite dalla propria “squadra”…in questo non vi ricordano qualcuno? Questo volantino è a dir poco patetico ma tu non puo dirlo perchè, se lo fai, o sei “ipercritico”, o sei “antidemocaritico” o sei un “praticante banale e ridicolo”. Insomma: tutti sanno che il Pd è un partito perdente ma nessuno lo deve dire perchè altrimenti segue “la moda” o “lo sport nazionale”. Che poi sto candidato effettivamente che messaggio vuol mandare? “Se non ti piace Milano sei con me…se ti piace sei troppo idiota per comprendere il mio progetto e quindi gettami/ti nel gestino”. Complimentoni, eh? UNA GENIALATA FANTASTICA. Il classico atteggiamento di chi si crede una divinità (e ancora ricorda qualche nanetto megalomane) e snobba, denigra e reputa “inferiore” e non degno di nota e confronto chi la pensa diversamente. Rinnovo i complimenti: un tipo di approccio molto maturo e per nulla presuntuoso.
    Ottima rilfessione Fabio e complimenti anche al “Cattivo”
    Consiglio ai militanti del Pd di sfanculare i vertici di partito; invece di farsi rodere il fegato ogni volta che qualcuno spara sulla croce rossa e ridicolizza ciò che è patetico per definizione.

  6. Mi fa sempre piacere ricevere i tuoi commenti, Marco. Però questa volta non sono proprio d’accordo. Prima di tutto perché non mi sembra sia tenuto a fare una “par condicio” delle critiche al Pd. Anche se volessi, proprio non tengo conto di che cosa ho scritto in passato. Se mi va di scrivere una cosa, la scrivo. Si vede che le strategie comunicative del Pd mi fanno più incazzare delle sue strategie politiche. Chissà.
    In secondo luogo perché di parlare di politica del Pd ci ho provato spesso, anche recentemente. Il problema è cavarne un ragno dal buco. La settimana scorsa ad esempio ho passato una mattinata al telefono tra uffici e controuffici di segreterie del Pd per poter parlare con qualcuno che mi commentasse nel merito il maxidecreto sul federalismo. Proprio per sapere la posizione del Pd su questa cosa. Un punto essenziale, politico. Bene, non ho trovato nessuno che sapesse rispondermi. Ho ricevuto dieci promesse di ritelefonate, mai giunte. Cosa devo fare, inventarmi io cosa pensa il Pd sul federalismo?
    E poi non scrivo soltanto su questo blog. Su Lettera43, per esempio, che ora mi porta via praticamente l’intero arco della giornata, ho appena pubblicato un profilo di Andrea Lerussi, il più giovane segretario provinciale del Pd d’Italia. Non per sputtanarlo, ma per far vedere che tante volte si parla della mancanza di giovani nella dirigenza del Pd senza sapere di che si parla. Non proprio la mossa di chi sul Pd si ferma alle apparenze.
    Scusa quindi se mi hai costretto a questa difesa d’ufficio, ma il tuo parere mi è sembrato superficiale e viziato anche da un pizzico di mancanza di autoironia che al vostro partito farebbe proprio un gran bene.
    Un abbraccio.

  7. Alcune cose ci distruggeranno, una di queste è:
    politics without principle;
    in Italia stiamo solo assistendo ad un sistema bipolare imposto non aderente alla cultura politica del paese.
    Una mera alternanza di maggioranze non si può associare automaticamente ad un progresso sociale.

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