Caro Valditara, ora è di nuovo tempo per il lodo Alfano?

Tredici agosto 2010:

Credo debba ristabilirsi per tutti un principio fondamentale tipico di uno stato liberale: piena fiducia nella magistratura. I magistrati siano messi nelle condizioni per fare le loro indagini, poi si tireranno le conclusioni. In uno stato di diritto non vi è motivo di dubitare del corso della giustizia, che coinvolge comunque diversi gradi di giudizio e numerosi giudici. Chi sarà condannato dovrà farsi da parte, per sempre. Ma proprio perchè la magistratura possa fare fino in fondo il suo lavoro, occorre accantonare una volta per tutte leggi che possano in qualche modo costituire uno scudo ad personam. Dopo tutto quello che è successo in questi ultimi mesi, non è più il tempo di lodo Alfano, di processo breve, di legittimo impedimento, di immunità parlamentare, di leggi che rendano difficili le intercettazioni o di qualsiasi norma che possa impedire alla giustizia di andare fino in fondo e costituire per chiunque una qualsiasi forma di impunità. La gente vuole chiarezza e vuole che sia fatta luce su tutto quello che di penalmente rilevante tocca i vertici dello Stato, senza più immunità per qualcuno, senza più privilegi. Ne va del destino libero, democratico e civile del nostro Paese. Chi ha scheletri negli armadi ne porterà le conseguenze penali, chi non ha nulla da temere ha sempre tre gradi di giudizio per dimostrare la propria innocenza.
Come per qualsiasi cittadino.

Giuseppe Valditara, senatore di Fli, sul sito di Generazione Italia

Che dite, gli chiediamo se ha cambiato idea?

Ps: Sigismondo lo ha già fatto (me ne aveva pure parlato, ma la mia pessima memoria me lo aveva fatto dimenticare) e Valditara gli ha risposto sulla sua pagina Facebook.

Aggiornamento. Il senatore ha risposto anche a me:


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3 pensieri su “Caro Valditara, ora è di nuovo tempo per il lodo Alfano?

  1. Mi stanno cascando i cosiddetti, però chi lo sa… Magari hanno licenziato il testo votando quell’emendamento per farlo uscire dal pantano della commissione giustizia del Senato, per far uscire allo scoperto chi di dovere. Vedi anche la dichiarazione di Fini sulla separazione delle carriere. Indicativo saranno le prime pagine di Libero e il Giornale di domani…

    Ma a me mi preoccupa un’altra cosa. I processi sono sospesi, prescrizione compresa. Cioè, tra 3 anni, quando la legislatura finisce ci troveremo ancora qui con i suoi processi del cavolo tra le gambe, con un altra campagna elettorale sui giudici comunisti, la rivoluzione liberale bla bla bla. Si c’è riuscito, mi sta facendo passare la voglia dell’obbligatorietà dell’azione penale. Se poi lo mandano al Quirinale si chiude un cerchio…

  2. Wow, ho scoperto di essere un sofista. Concordo con sciarpi: tra tre anni ci ritroveremo con lo stesso problema e il dibatti o politico sarà ancora ” indirizzato” su tale linea, magari di fronte ad un paese ormai morto. Ieri, ad esempio, a ballaro’ vi era un ministro, ,quello alla cultura, che, dopo un servizio sui tagli del 10% effettuato da tremonti, interviene dicendo, in dieci secondi, che non sono un problema e poi aggiunge,” ma ora vorrei parlare del fatto che io non ho mai attaccato Fini e vorrei spiegare la questione della casa ad Antigua” e via a parlare di ciò per vari minuti. Il tema processi,Lodi, scandali, ecc. mi pare funzionale al governo per non parlare delle cose che contano.
    Saluti

  3. Oibò, Valditara non si “tiene informato”… Così scrive: “una temporanea immunità che vale solo per il premier e fino a quando e’ premier, come accade in Francia e in altri Paesi occidentali”.
    Eh? Francia? Premier?
    Documentandosi meglio su google – o gogol – avrebbe certamente letto, magari di sfuggita, che in Francia succede diversamente da come lui ci racconta:
    “Francia, per i ministri niente barriera. La Costituzione francese prevede, nell’articolo 26, che un parlamentare non è responsabile “per opinioni o voti espressi nell’esercizio delle sue funzioni”. L’immunità vale sia in sede civile sia in sede penale. Sono esclusi però tutti gli atti e le dichiarazioni che non hanno un nesso diretto con l’attività parlamentare. Dunque non sono coperti dall’immunità articoli sui giornali, dichiarazioni fatte in riunioni private o pubbliche. Restano fuori dall’immunità anche atti compiuti per incarico del governo. Non è necessaria autorizzazione della Camera per l’esercizio dell’azione penale – modifica costituzionale del 1995 – ma l’assemblea può sospenderla, come per l’arresto, per la sessione in corso. Il presidente della Repubblica è totalmente irresponsabile, ma Chirac ha creato una commissione ad hoc per studiare modifiche. I ministri possono essere indagati qualsiasi momento” – http://www.repubblica.it/online/politica/giuscontrotre/scheda/scheda.html
    Il premier, in Francia, è un ministro come gli altri, come tale non ha alcuno scudo. L’immunità vale per il Presidente della Repubblica, che a differenza del premier italiano – attenti, non è nemmeno premier, bensì un primus inter pares, un banale, banalissimo presidente del consiglio – è eletto direttamente dal popolo.
    Basta con questo costituzionalismo da quattro soldi. Basta nascondersi dietro foglie di FLIco (perdonate il neologismo).
    http://yespolitical.wordpress.com

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