Ivan Bogdanov è su Facebook. Per tutto il resto c’è il giornalismo italiano.

I troll hanno colpito ancora. Da ieri alle 13:38 esiste su Facebook la pagina “Ivan Bogdanov”, “dedicata” – le virgolette sono d’obbligo – all’ormai famoso ultrà nazionalista serbo che se ne è stato comodamente appollaiato sulla cima dei divisori dello stadio di Genova a recidere reti di protezione con un trinciante e gettare fumogeni in campo. Gli iscritti continuano ad aumentare a ritmo vertiginoso (ora sono 11 mila). E naturalmente per i media italiani è allarme.

Questo è il modo in cui ne parlano:

 

Il Secolo XIX

 

 

La Gazzetta dello Sport

 

 

Excite Italia

 

 

Sussidiario.net

 

 

Sky.it

 

 

La Voce

 

Facendo un breve riepilogo, e attendendo che ulteriori segugi si fiondino sulla “notizia”, si scoprono diverse cose. La prima è che, non proprio tutti, ma quasi tutti hanno capito che la pagina non è gestita da Ivan Bogdanov in persona. Sky.it si dilunga addirittura in spiegazioni:

«[…] il Bogdanov non avrebbe fatto a tempo ad aggiornare la sua pagina, né tra un fumogeno e una cesoiata, né dal vano motore del pullman in cui è stato ritrovato. Ancor più difficile sarebbe pensare che gli aggiornamenti siano giunti in seguito all’arresto: il trattamento riservatogli dalla polizia italiana è stato soft, anche a giudicare dalle foto a torso nudo in seguito all’arresto, in cui Ivan non ha un graffio. Ciononostante è impensabile che il servizio comprendesse anche una camera nei carrugi con connessione internet. In più, i commenti in italiano incastrano il creatore della pagina che però ha la soddisfazione di raccogliere oltre 5000 adesioni in meno di 24 ore».

La seconda è che, ciò nonostante, la sua esistenza sia ugualmente una notizia.

La terza è il succo della questione. E cioè che su Facebook Ivan Bogdanov «diventa un idolo», un «eroe» che «sembra suscitare un forte interesse nel pubblico» e scatena «moltissimi commenti», di cui alcuni contenenti «addirittura odio e violenza». Insomma, «un fenomeno che trasforma Facebook in una piazza da non chiudere, ma sicuramente da tenere sotto controllo». Del resto «l’ignoranza regnante non aiuta», perché «Facebook è prevalentemente popolata da ragazzini che commentano sulla base delle sole immagini viste nel contesto di Italia-Serbia, spesso senza saper riconoscere una bandiera albanese da una serba». Conclusione: «A volte sarebbe meglio stare zitti. Per tutto il resto, c’è Facebook». O, ancora meglio, fare il giornalista.

Ps: Per la cronaca gli utenti italiani di Facebook sono 17082420 di cui 276140 sotto i 13 anni e 2371100 tra i 14 e i 17. I ragazzini, per farla breve, sono il 15,5% del totale (fonte dei dati: CheckFacebook). Altro che “prevalentemente popolata”.

Pps: Sì, qualche iscritto potrebbe essere effettivamente un “fan” di Bogdanov (ma i commenti più deliranti, c’è da giurarlo, sono dei troll). E allora? Siamo sicuri sia una notizia?

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13 pensieri su “Ivan Bogdanov è su Facebook. Per tutto il resto c’è il giornalismo italiano.

  1. Uno sprazzo di sanità nel mare degli ormai ciclici ed immancabili commenti su quanto pericoloso sia Facebook e come vi si inciti alla violenza blah blah blah.
    Ah, e ‘trandy’ (con la A) per parlare dei social network sulla Voce?

  2. Perché sorprendersi? Questo tizio è diventato un “personaggio” grazie alla TV e all’inefficienza della polizia italiana. In Inghilterra questo tizio non sarebbe entrato nemmeno nello stadio. Per il resto, questi ancora non hanno capito che la TV fa più danni di internet, perché è più diffusa. Un italiano su due naviga, mentre la TV è diffusa nelle case degli italiani con una percentuale dell’86%. E’ la TV che crea falsi idoli. Guardate cosa sta accadendo con il caso “Scalzi”. Si parla solo dell’omicida..

  3. La notizia sarebbe stata l’assenza di una pagina facebook sul “tifoso” del giorno. Prima i giornalisti ne fanno un personaggio (quando è piuttosto un capobranco antisociale che andrebbe rinchiuso), poi si meravigliano dei risibili effetti collaterali, inevitabili sulla Rete. Non hanno capito niente e questo un po’ preoccupa. Almeno me.

  4. Che gli incidenti siano sbagliati è giusto, che quello sia un cretino vero anche, e che nel calcio certe cose non si dovrebbero mai vedere ma che dovrebbe essere una festa.
    Ecco ho doverosamente ripetuto a memoria le frasi politicamente corrette che è necessario dire per farsi accettare dalla società civile e forse potremmo cominciare a ragionare. E parlare non tanto degli ultras serbi (non mi interessa particolarmente) ma del clima culturale in Serbia. Un clima, e bisognerebbe vedere bene le scene della partita, che consente ai giocatori serbi di mostrare al mondo orgogliosamente il loro simbolo nazionalista.
    Un clima nato dall’invasione della Nato (ivi compresa l’Italia con capo del governo Massimo D’Alema) e che ha espropriato il Kosovo ad un popolo e una nazione indipendente in maniera arbitraria. Quali sarebbero state le colpe della Serbia all’epoca? Il lottare contro gli indipendentisti dell’Uck? Già forse ce la siamo dimenticati tutti questa fantomatica organizzazione umanitaria e patriottica. Peccato che, in realtà, l’Uck si finanzi attraverso il mercato della droga nel mondo.
    Come al solito anche nell’occasione della Serbia, ma come sempre, il motto Usa è stato “dividi et impera” mettendo contro islamici (in quell’occasione buoni, in altre cattivi) e cristiani. Non sorprendiamoci troppo dunque se, a volte, certi popoli si ribellano e non accettano l’omologazione a stelle e strisce.

  5. Se ne parla troppo ma senza fare vera informazione. Io ho scoperto in una brevissima ricerca su internet parecchie informazioni su Bogdanov e simili. Il 13 ottobre la Corte Costituzionale Serba avrebbe dovuto deliberare sulla soppressione dei gruppi ultrà estremisti in Serbia. Nei vari articoli viene citato anche il nostro Bogdanov. Non c’è nessuno in Italia nelle nostre forze di polizia o intelligency che segua le notizie riguardanti i hooligans?
    Ci sono pure vari post antecedenti l’orario della partita dove viene annunciato che la partita verrà sospesa.

    Leggendo quà e là ho notato che c’è chi lo esalta e chi offende tutto il popolo serbo.
    Un po’ di obbiettività no? Quello è un esaltato (forse pagato o forse no) che non merita tutta questa attenzione. Un esaltato che la nostra polizia ha allegramente accolto allo stadio con tutto l’armamentario acquistato in Italia, per giunta.
    La triste realtà è che c’è poca voglia di informazione vera. Critichiamo tanto la tv italiana. Basta spegnerla. E cercare altrove le informazioni. Ma interessa veramente?

  6. Quoto: “ma i commenti più deliranti, c’è da giurarlo, sono dei troll. E allora? Siamo sicuri sia una notizia?”

    Secondo te se salgo in redazione e parlo di Troll quanti comprendono?!

  7. Pingback: Qualcosa in serbo « idiotecabologna

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  9. fatemi capire, questo tizio sale sulla balaustra e si becca il carcere, a Roma uno uccide con un pugno una persona e se ne sta a casa sua

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