Uscire dall’incantesimo.

(Per Farefuturo Web Magazine)

 

Chissà. Forse Vittorio Mangano è davvero un eroe. I diari che Marcello Dell’Utri vorrebbe fossero di Mussolini sono davvero di Mussolini. Forse al Giornale fanno solo giornalismo d’inchiesta. Perché non c’è nessun conflitto di interessi. Forse davvero i quotidiani e le televisioni sono di sinistra, così come undici giudici della Corte Costituzionale, il presidente della Repubblica («sappiamo da che parte sta») e tutti i magistrati che hanno indagato Silvio Berlusconi negli ultimi quindici anni. Forse erano e sono davvero complottisti, toghe rosse. Forse è davvero persecuzione. Forse Mani Pulite è stata una manovra per portare coscientemente al potere il comunismo demolendo il potere costituito per via giudiziaria in maniera pretestuosa e interessata. Forse quella che ha portato la Prima Repubblica alla rovina è stata una classe di statisti, prima che di corrotti.

Chissà. Forse la Padania esiste davvero. Forse Garibaldi era un massone, un criminale, un maiale. Forse dovremmo tutti celebrare l’anniversario di Lepanto, quando i valorosi soldati cristiani respinsero l’avanzata dei conquistatori musulmani. Chissà, forse ciò che è stato allora dovrebbe ripetersi oggi. Forse per fare la pace, in questo paese, basta un pranzo. Forse le nostre scuole pubbliche dovrebbero riempirsi del Sole delle Alpi o dare più spazio a chi nega la possibilità di esistenza delle camere a gas, riduce il numero degli ebrei morti nei campi di concentramento a poche migliaia e sostiene che Hitler con la “soluzione finale” non abbia niente a che fare. Magari in dialetto. Magari senza che gli immigrati, gli “altri”, i “diversi”, superino un certo numero. E senza che i loro genitori possano usufruire dello stesso aiuto che lo Stato offre agli italiani, quelli veri, quelli che si battezzano nel Po, con un’ampolla.

Chissà. Forse parlare di mafia fa male al paese. Forse tra tre anni il Governo avrà sconfitto il cancro, per decreto o con un voto di fiducia. Forse il Tg1 è un esempio di servizio pubblico imparziale e indipendente, e i suoi ascolti aumentano diminuendo. Forse davvero bastano Gasparri e Cicchitto per dare un commento esaustivo e plurale della giornata politica. Forse davvero è meglio che i partiti si spartiscano la Rai come i territori a Risiko, piazzando una bandierina qua e qualche carro armato di là. Forse chi dissente è davvero comunista. Forse è proprio Feltri l’erede di Montanelli, come dice la poltrona su cui siede. Forse è proprio colpa di Facebook se un pazzo aggredisce il presidente del Consiglio o se un direttore rischia la pelle. Forse davvero siamo passati «dal ciclostilato al post». Noi, i brigatisti da click.

Forse, da ultimo, quando qualcosa non funziona è sempre colpa degli altri mentre i meriti sono sempre i propri. O forse tutto questo è una grande impostura, che nasconde l’incapacità di prendere in pugno il paese e cambiarlo. Il frutto avvelenato di una stagione che, nata tra le promesse, sta morendo di minacce. E allora, se così fosse, il primo passo è uscire dall’incantesimo, sputare fuori il veleno prima che finisca per annebbiarci del tutto la vista. Prima che, a furia di riscrivere gli eventi, se ne dimentichi l’ordine, la storia, la logica. Prima che si smetta di guardare.

 

3 pensieri su “Uscire dall’incantesimo.

  1. Scusa Fabio, ma affiancare i vaneggiamenti “padani” di un sindaco idiota e dei suoi accoliti; le politicizzazioni della scuola pubblica (o la sponsorizzazione delle sue aule) all’opera di revisionismo storico di uno stimato e conosciuto professore di scienze politiche, che avviene sulla base degli studi di Norman G. Filkenstein (storico di origine ebrea) e di decine d’altri storici internazionali, lontani da quella che la vulgata vuole di estrema destra (Noam Chomsky non lo conosce nessuno?!), che con le loro parole non voglioni ridimensionare il dramma del popolo ebraico d’europa, ma spiegare l’attuale conflitto ideologico mondiale con il mondo musulmano, è un po’ troppo azzardato. Anzi, è deleterio per tutto quel che di buono riporta e suscita il tuo articolo.
    La questione è molto più complessa di una deriva populista e xenofoba targata estrema destra “padana”. Troppo!

    P.S. E anche sull’unità d’Italia – non su Garibaldi! – ci sarebbe di che discutere. E molto…

  2. Il fenomeno padania è la conseguenza del malgoverno che dura da decenni,che ha creato una crisi di rigetto a chi si sente oppresso.Bisogna ristabilire l’etica anche nel ministero.Eliminare qualunque ministro che abbia avuto o abbia problemi con la giustizia.Eliminare le collusioni con la malavita organizzata e le varie lobbies economiche e culturali,che debbono essere combattute.Ristabilire la moralità,come primo requisito per ogni cittadino,specie per chi ha responsabilità amministrative. Quando si realizzerà quanto sopra,ogni cittadino riavrà la fiducia nelle istituzioni e la certezza di vivere in una società sana,che dà a ciascuno ciò che gli spetta e la fiducia nel futuro.Allora la parola “forse” sarà solo di qualche indeciso.

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