Appunti dalla festa del Pdl.

Qualche rapido appunto di ritorno dalla festa del Pdl e dal discorso di chiusura del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi:

1. Nel pubblico ho visto molte più persone avanti con gli anni, per usare un eufemismo, che giovani.

2. Gianfranco Fini e i suoi sono assolutamente detestati.

3. I temi che stanno a cuore alla Lega, federalismo e immigrazione, sono quelli che scaldano di più gli animi. E in molti non nascondono l’ammirazione per Bossi, l’unico davvero coerente, a detta degli intervistati, e capace di lottare fino in fondo per obiettivi chiari e utili per i cittadini. Prevale un certo “nordismo”. Quanto alle uscite del senatùr, “fanno parte del personaggio” e, anzi, piacciono.

4. C’è stata qualche scena di isteria (persone che, come a un concerto, chiamano parenti e amici al telefono per far sentire Meno male che Silvio c’è; volti commossi all’apparire di Berlusconi sul palco; grida scomposte “Silvio, Silvio!”), ma in generale – soprattutto durante la riproposizione integrale del discorso del 1994 – si è respirata un po’ di noia. O forse era solo la mia stanchezza.

5. Il vero nemico dei berlusconiani è Antonio Di Pietro. Di cui si chiede che “Santa Lucia lo porti via”, si dice che è un “barbaro” e, più in generale, sia colpevole di quasi tutto: dietro l’attentato a Belpietro c’è Di Pietro, dietro la bestemmia di Berlusconi c’è Di Pietro, dietro i complotti della magistratura c’è Di Pietro etc.

6. Copiosa la distribuzione di gadget: magliette, cappellini, braccialetti, cartoline, libri sui primi due anni del governo. Dovunque lo slogan L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio.

7. Dei meno giovani quasi nessuno usa internet. Tra i giovani, invece, accordo totale sull’idea che serva una legge per impedire che i “gruppi di odio” continuino a esistere. Facebook è sul banco degli imputati, in prima linea. Meglio regolamentare la rete, dunque, e al più presto.

8. Del Pd non parla più nessuno.

9. Belpietro è “l’unico che dice la verità“.

10. Milano è stata letteralmente tappezzata dal manifesto che vedete all’inizio del post.

Per il resto rimando al pezzo di domani sull’Espresso online.

6 pensieri su “Appunti dalla festa del Pdl.

  1. fabio c’ero anch’io là,sono milanese e mi sono intrufolato verso le 3 e mezza per seguire il comizio conclusivo,devo dire che confermo in pieno le impressioni che hai avuto (e il fatto che abbiano veramente tappezzato ogni angolino con la gigantografia del faccione ceronato).
    Ero con un’amica,volevamo goderci gli sproloqui degli abbondanti berluscones presenti,e devo dire che non ci hanno deluso per niente

  2. Non possono crearsi una piccola città-Stato dove non entra ma soprattutto non esce nessuno?

    Quel “poster” è stato poi staccato da ogni palo a manifestazione finita, spero..

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