Beppe Grillo è l’uomo che può fermare Berlusconi. Almeno secondo i lettori del Fatto.

Secondo i lettori del Fatto Quotidiano è Beppe Grillo l’uomo che può fermare Berlusconi. Il comico e animatore del Movimento 5 Stelle raccoglie infatti il 36,3% degli oltre 54 mila voti al sondaggio lanciato due giorni fa sul sito del giornale di Padellaro con l’obiettivo di capire chi potrebbe sconfiggere il Premier alle prossime elezioni. Una iniziativa che ha avuto una enorme risonanza in Rete, se è vero che ha catalizzato quasi quattromila commenti ed è stato condiviso su Facebook 8488 volte.

Questi i risultati aggiornati alle 10:20 dell’11 settembre:

Avendo iniziato a monitorare il sondaggio ieri mattina, posso sbilanciarmi sostenendo che non ci saranno grossi mutamenti nei rapporti di forza. Beppe Grillo è stato costantemente in testa, raggiungendo anche il 40% delle preferenze, mentre Di Pietro ha inseguito oscillando tra il 29 e il 33%. Al terzo posto Vendola, che da ieri si è assestato a livelli compresi tra il 21 e il 23%. A poco sono dunque serviti i ripetuti appelli su Facebook dalle rispettive pagine a votare il proprio beniamino:

A un certo punto è circolata perfino una immagine che associava il logo del Fatto al volto di Di Pietro e, in pieno stile elettorale, chiama i fan al voto per l’ex pm. Con tanto di tag multipli e casuali, ovviamente.

Un altro dato degno di nota è che, sempre secondo i lettori del Fatto, l’attuale leader dell’opposizione Pierluigi Bersani ha decisamente meno possibilità di Gianfranco Fini di sconfiggere Berlusconi. L’1,65% raccolto dal leader del Pd manifesta chiaramente l’incompatibilità tra il pensiero dei votanti e il profilo politico di Bersani. Le chiare prese di posizione antiberlusconiane di Fini, al contrario, fanno sperare il 4,5% dei lettori. Che sembrano ipotizzare che sia possibile battere Berlusconi solamente da destra.

Ciò detto giova sottolineare lo scarso o nullo valore statistico della rilevazione, che semmai ci aiuta a comprendere il profilo di chi legge il Fatto e, forse, la ragione di certe sue scelte editoriali.

Update. Nei commenti Sborgus del Termometro Politico porta una importante precisazione sulle prime ore del sondaggio, che non ho avuto modo di monitorare: “L’altroieri sera, quando ho votato io, i risultati davano Vendola (di gran lunga) primo, Di Pietro secondo, Grillo terzo. E il numero dei votanti era già di svariate migliaia di persone. Io credo che, a partire dal post di Facebook di Grillo (nonché quello diffuso da Donadi su Di Pietro), i numeri del sondaggio siano stati “falsati” dall’accorrenza in massa dei tifosi di questo e di quello. Dico “falsati” tra virgolette perché comunque, come hai ben detto, un sondaggio istantaneo di questo tipo ha valore statistico pari a zero, anche se a votarlo fossero molti milioni di utenti. Trovo però strano che le prime migliaia abbiano votato in un certo modo, e dal giorno dopo il trend sia cambiato così “violentemente”. Di solito, in rilevazioni di questo tipo, il trend è già chiaro dopo poche centinaia di voti, al massimo mille (e mi permetto di portare la mia esperienza di amministratore del TP a supporto di questa teoria). Ecco perché credo che il sondaggio non sia attendibile nemmeno ad individuare il profilo dei lettori del Fatto, che pure non è certo ostile nei confronti di chi occupa le prime due posizioni attualmente.” Insomma, il sondaggio pare abbia avuto l’unica utilità di saggiare la capacità di mobilitazione dei propri supporter in Rete da parte dei candidati.

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19 pensieri su “Beppe Grillo è l’uomo che può fermare Berlusconi. Almeno secondo i lettori del Fatto.

  1. Viene spontanea la risposta: assolutamente sì. E non capisco la tua domanda, onestamente. A mio avviso Vendola non ha più possibilità di battere Berlusconi rispetto a Grillo: entrambi non ne hanno alcuna. Questo è il mio personalissimo parere.

  2. Figurati. Il punto è che se anche magicamente l’assetto ottenuto dal sondaggio del Fatto rispecchiasse i sondaggi più accurati sarebbe semplicemente per puro caso, dato che un campione di 50 mila persone non stratificato e non selezionato in alcun modo secondo criteri il più possibile scientifici non è in alcun modo rappresentativo dell’intero corpo elettorale, e nemmeno di quello dell’opposizione. Il fatto poi che quello realmente ottenuto consegni il 36% delle preferenze a un movimento che a livello nazionale sembra assestarsi intorno al 2% aiuta a chiarire il concetto 🙂

  3. Fabio, una precisazione: il sondaggio è partito in realtà da un paio di giorni. L’altroieri sera, quando ho votato io, i risultati davano Vendola (di gran lunga) primo, Di Pietro secondo, Grillo terzo. E il numero dei votanti era già di svariate migliaia di persone. Io credo che, a partire dal post di Facebook di Grillo (nonché quello diffuso da Donadi su Di Pietro), i numeri del sondaggio siano stati “falsati” dall’accorrenza in massa dei tifosi di questo e di quello. Dico “falsati” tra virgolette perché comunque, come hai ben detto, un sondaggio istantaneo di questo tipo ha valore statistico pari a zero, anche se a votarlo fossero molti milioni di utenti. Trovo però strano che le prime migliaia abbiano votato in un certo modo, e dal giorno dopo il trend sia cambiato così “violentemente”. Di solito, in rilevazioni di questo tipo, il trend è già chiaro dopo poche centinaia di voti, al massimo mille (e mi permetto di portare la mia esperienza di amministratore del TP a supporto di questa teoria). Ecco perché credo che il sondaggio non sia attendibile nemmeno ad individuare il profilo dei lettori del Fatto, che pure non è certo ostile nei confronti di chi occupa le prime due posizioni attualmente.

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  6. Vorrei capire da dove sbuca l’opzione Pannella. Bah. Tra l’altro mancano personaggi come Chiamparino e Montezemolo.

    Anyway, l’unico tra quelli proposti dal Fatto che ha una qualche chance elettorale di impedire a Berlusconi di rivincere è Fini.

  7. Il disastro della sinistra è iniziato quando Veltroni ha detto:cammino da solo;forse non aveva indossato le scarpette primi passi,della Chicco..Parole di..Prof.Marcella Martinez..

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