Dal ritorno di Scajola e della prima repubblica agli “squadristi” della libertà.

Sul Secolo XIX, Cicchitto riabilita Scajola:

Sul Sole 24 Ore Michele Ainis lamenta il ritorno della prima repubblica. E conclude:

Sul Fatto Quotidiano Marco Travaglio rivela che voterebbe per Nicola Zingaretti:

Sul Corriere della Sera Aldo Cazzullo parlando del disagio dei cattolici scrive:

Se l’Italia resta un Paese importante sullo scenario internazionale, anche ora che non è più la frontiera della guerra fredda, lo deve proprio alla presenza del Papato.

Su La Padania Piergiorgio Stiffoni se la prende con quegli “pseudo-leghisti” che “ancora troppo ancorati alle proprie origini politiche non hanno condiviso il periodo secessionista” e si sono persi per strada.

Su La Stampa Ugo Macrì ironizza sulle “squadre della libertà” capitanate dal “gerarca” Denis Verdini:

Perfino nei momenti più drammatici si insinua il virus della comicità. Così qualche genio della politica ha suggerito a Berlusconi di cambiar nome ai suoi galoppini e di ribattezzarli con formula altisonante: «Squadre della libertà». Col risultato che nel gergo corrente diventeranno «squadristi». Peggio di un insulto: un autogol da metà campo. Ma questo accade perché nel Pdl vanno di moda quanti gettano il cuore oltre l’ostacolo, e vogliono distinguersi agli occhi del Capo con la retorica guerriera, si sarebbe detto un tempo, degli «otto milioni di baionette» […] Come un tempo il vecchio Pci, gli «squadristi» berlusconiani dovranno spulciare gli elenchi, bussare alle porte, premere sugli indecisi, contattare chi va alle urne per la prima volta.

Sul Giornale Mariastella Gelmini apre a un fantomatico “Parlamento del Nord”:

Su Repubblica Eugenio Scalfari vede un possibile sorpasso del PD rispetto al PDL:

Messo alla frusta dalla gravità della crisi, Bersani ha deciso un rilancio in grande stile mobilitando i 3 milioni e mezzo di elettori delle primarie per una campagna capillare per riportare in linea quella parte dell’elettorato democratico – riformista che si è rifugiata nell’area dell’astensionismo. Se questa mobilitazione verrà condotta con efficacia e passione il risultato potrebbe addirittura consentire il sorpasso del Pd rispetto al Pdl, che avrebbe effetti clamorosi sull’intero quadro politico.

Da ultimo, per il Giornale Julian Assange è biondo, proprio come Paul Newman.

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