“Operazione Memoria”: tutto il Capezzone antiberlusconiano.

Ecco che pensava di Silvio Berlusconi l’attuale portavoce del PDL, Daniele Capezzone, quando era segretario dei Radicali.

2003-12-20

”Il primo ministro Berlusconi si è sdraiato per due ore sulla prima rete televisiva, riversando sugli spettatori la sua soddisfazione per trionfi, miracoli, successi che nessuno, ormai, scorge da nessuna parte, a parte i tenerissimi Emilio Fede e Sandro Bondi […] Ciascuno può vedere a che punto siamo dopo due anni emezzo nei quali Berlusconi ha avuto una maggioranza di 100 deputati alla Camera e di 50 senatori a Palazzo Madama: nulla diquanto fu promesso allora si vede oggi, e, per sovrammercato, sono state varate (o sono in via di perfezionamento) leggi letteralmente talebane”.

2004-5-29

”Ogni volta che si tratterebbe di fare politica, di articolare il discorso, magari di conquistare nuovi alleati, o almeno di scompaginare gli avversari, niente. Berlusconi non lo fa né vuole o sa farlo, e si rifugia in un unico copione anche troppo sperimentato: il monologo, per non dire il tunnel solipsista e autocelebrativo. I cieli alle sue spalle si fanno sempre più azzurri e privi di nubi; le imprese del narratore-attore (cioè sempre lui) diventano quelle di chi è ”già entrato nella storia”; e il mondo diventa una specie di anticamera dove i vari Bush, Blair, Putin, attendono ansiosi di poterlo incontrare, per ricavarne luce ed ispirazione. Ci sarebbe da sorridere, ma prima o poi tutto questo rischia di divenire costoso. Costoso per gli altri, perché quanto più le cose si faranno difficili per lui, tanto più sarà fatalmente indotto a cercare scorciatoie populiste; costoso per lui stesso, perché rischia di non rendersi conto dell’effetto respingente che si sta creando nel paese (ne sono testimonianza i pessimi indici diascolto registrati in occasione delle sue ultime presenze televisive)”.

2004-6-10

”Berlusconi ha un’ampia maggioranza, quindi dopo tredici o quattordici promesse di ridurre le tasse è tempo che lo faccia veramente“.

2004-11-1

Gli rimarranno solo il conflitto d’interesse e le leggi ad personam. A questo punto cercherà di giocarsela alla fascista e preparerà la salvezza dei suoi beni accordandosi con la sinistra. Vogliamo partecipare a questo gioco? No, io voglio partecipare ad altre battaglie politiche”.

2004-12-2

[…] dopo la breve parentesi in cui si impegnò con noi a sostenere il modello nordamericano (prospettiva abbandonata, ahimè, in primo luogo da lui, oltre che dal resto delle forze di maggioranza e di opposizione italiane), Berlusconi si sta piuttosto orientando verso il modello sudamericano”.

2004-12-12

“In condizioni normali, si potrebbe perfino sorridere di Romano Prodi e Silvio Berlusconi, sempre più simili a due pugili suonati che barcollano sul ring, nella noia del pubblico, eccezion fatta per sparute ed eccitatissime curve, più o meno ‘mercenarie’. Nessuna idea, nessuna proposta nuova, nessuna visione, nessun progetto per il Paese. […] In condizioni normali potremmo liquidare tutto come materiale da rottamare. Ma qui invece rischiamo di essere rottamati noi e buona parte dei cittadini, già costretti ad assistere ad una vera e propria militarizzazione degli spazi televisivi. Berlusconi, in particolare, assume toni sempre più pericolosi, le sue proposte di riforma, cioè di vanificazione, della par condicio aprirebbero le porte a campagne elettorali ancora più illegali e impraticabili degli anni passati”.

2005-5-9

”Apprendo dalle agenzie nazionali (non da quelle internazionali, che, diciamo così, non hanno colto o registrato l’evento…) che Silvio Berlusconi avrebbe ‘appianato’ le divergenze tra Bush e Putin, facendosi ‘garante’, nientemeno, della volontà democratica dello stesso Putin. Mi restano due curiosità (come si dice in questi casi: domandare è lecito, rispondere è cortesia…). Sarebbe interessante sapere se, in quest’opera di ‘chiarimento’ e ‘garanzia’, Silvio Berlusconi abbia per caso trovato il tempo di pronunciare le parole ‘Antonio Russo’ e ‘Cecenia’, e magari di chiedere ed ottenere dal tiranno di Mosca qualche risposta sull’uno e sull’altro tema”.

2005-9-22

“Tremonti è il vero uomo forte, regista e insieme interprete della strategia aliberale (e talora antiliberale) della Cdl. E’ stato lui a proporre/imporre la scelta a favore della Lega e contro i radicali; è stato lui a proporre/imporre una linea corporativa e non liberale (né tantomeno liberista) in economia; ed è ancora lui al centro della tela di ragno che vede intrecciati e sinergici gli interessi personali di Berlusconi e la truce linea leghista. Al centro, lui, pericoloso e ambiziosissimo. Tutt’intorno, un cumulo di macerie fumanti e di alleati disperati. Prepariamoci a un periodo delicatissimo, mentre il paese è in rotta, e non solo economicamente”.

2005-10-6

A Berlusconi che aveva detto che ”la rivoluzione liberale non è stata ancora completata” Capezzone ha risposto con una battuta: ”E’ un’affermazione buona per ‘Markette’, la rivoluzione liberale non è mai iniziata”.

2005-10-29

”Credo si debba dire no alla prospettiva di altri cinque anni di questo governo e di questa maggioranza. Molto semplicemente, non sarebbe una prospettiva eco-sostenibile”.

2005-10-29

Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5mila miliardi di debiti (di lire, o del vecchio conio, come direbbe Bonolis), e con le banche che – indegnamente, lo sottolineo – tentavano di strozzarlo; oggi (essendosi misurato con…come si chiama? Ah sì, il perfido regime comunista…), vanta 29mila miliardi di attivo (sempre in lire), ed è entrato nel G7 dei sette uomini, appunto, più ricchi del pianeta. Ecco questa è una cosa che è cambiata in questi 12 anni. Il resto un po’ meno

2005-10-29

”Non si tratta solo di battere Berlusconi, di abbattere il totem”, quanto piuttosto di ”costruire risposte radicalmente diverse”, ”occorre una svolta culturale, ecco perche’ ci vuole più Blair”.

2005-11-26

”Ho sentito che Silvio Berlusconi si è paragonato a don Luigi Sturzo, ma a me sembra che sia più l’erede di Don Lurio. Credo che gli elettori dovranno esprimere una valutazione sugli ultimi dodici anni dell’attività politica del premier. La campagna sulla verità la facciamo noi: quando è entrato in politica per combattere il mostro comunista, Berlusconi aveva 5 mila miliardi di vecchie lire di debiti, adesso ha un attivo di 29mila miliardi di lire. In fondo questo regime comunista non è stato così perfido con lui”.

2005-12-8

”Leggo che Silvio Berlusconi torna a dire che dovrebbe essere tolto ogni spazio politico in tv, in campagna elettorale, ad un soggetto politico nuovo che dovesse presentarsi con un simbolo nuovo. Trasecolo. Se infatti questo criterio berlusconiano fosse stato adottato nel 1994, un partito nuovo come Forza Italia (destinato a divenire, alla sua prima presentazione, partito di maggioranza relativa e perno della coalizione vincente) avrebbe avuto in tv zero ore, zero minuti, zero secondi. Se ciò fosse avvenuto ovviamente Berlusconi avrebbe gridato contro il complotto comunista o qualcosa del genere… La mia impressione è che Berlusconi ignori l’abc della democrazia politica: e regola elementare vuole che, almeno in quei quaranta giorni, almeno in campagna elettorale, tutti partano dalla stessa linea. Altrimenti molto semplicemente, la corsa è truccata”

2006-1-15

”Il primo processo a cui Berlusconi si è presentato spontaneamente è quello di Biscardi, poi si è fatto prendere la mano e non si è più fermato”

2006-1-15

Parla di militarizzazione della campagna elettorale, Daniele Capezzone a Napoli, con una preoccupante occupazione dei media da parte del centrodestra e affida l’esordio del discorso ad un affondo deciso a Berlusconi, ”un guaio del Mezzogiorno e del settentrione”. ”Fa impressione guardare il Tg1 di Clemente Mimun – ha detto l’esponente dei Radicali, premettendo di nutrire stima per il direttore del telegiornale della prima rete Rai – 2-3 secondi, già oggi, nei pastoni, per i simboli di Forza Italia; per non parlare delle scalette”. Capezzone aggiunge che Berlusconi è soltanto ”all’inizio della sua offensiva”, definita ”preoccupante, ben al di là della vicenda Unipol”, a 83 giorni dalle elezioni. ”C’è da immaginare – ha aggiunto – un Vietnam mediatico per i primi 100 giorni del centrosinistra, se questo vincesse. Oggi ho notizia di cartelloni acquistati al prezzo di 400 euro per tabellone – ha detto anche insistendo sul ‘fiume di denari’ che Forza Italia sarebbe disposta a spendere per le elezioni – provate a prenotare un camioncino pubblicitario oggi. Le agenzie risponderanno che è tutto esaurito”

2006-1-21

Silvio Berlusconi assomiglia sempre di più ad un pugile suonato. Le sue braccia levate al cielo, ieri notte, alla fine di ‘Matrix’, ricordavano l’esultanza un pò patetica dei pugili che, pur gonfi per i colpi ricevuti, sono riusciti ad arrivare in piedi al termine delle 12 riprese, e cercano cosi’ di impressionare la giuria, o comunque di ingraziarsela”

2006-2-4

”Il Premier mi ricorda sempre di più l’indimenticabile Mago do Nascimento, eroe di tante telepromozioni televisive. Lui sta, francamente, scendendo di livello: da venditore ambulante di tappeti mi pare divenuto un venditore ambulante di cravatte. E ormai, giorno dopo giorno, dà l’impressione di non ricordare più né le promesse né le bugie dette il giorno prima. Io, da militante radicale, sono in ogni caso fiero del dna liberale di Radio Radicale, dove parlano soprattutto gli avversari. Insomma, il contrario di quel che accade a Mediaset, per fare un esempio…”

2006-2-11

”Con la sobrietà e l’understatement che ormai abbiamo imparato a riconoscergli, Silvio Berlusconi si è ieri paragonato a Napoleone, e oggi a Winston Churchill (quest’ultimo paragone è stato poi rigorosamente fatto parlando di sé in terza persona, come era solito fare Giulio Cesare, e, in tempi più recenti, Diego Maradona...). Ormai, il premier mi ricorda la nota barzelletta dei due matti in manicomio, uno dei quali dice: “Io sono Mosè, sono sceso dal Monte Sinai, e Iddio mi ha dato le tavole della legge”. E l’altro matto, offesissimo, replica: “Ma guarda che io non ti ho dato niente!” Ecco il Premier potrebbe tranquillamente essere scritturato per il ruolo del secondo matto; resta da capire se la parte del primo (del novello Mosè) verrà affidata a Bondi, a Emilio Fede, o a chi altri…’

2006-2-24

”Nel programma illustrato poco fa da Berlusconi si trova un po’ di catechismo ‘a Pera’ (con il richiamo alle ‘tradizioni’, alle ‘radici’, e, insomma, all’integralismo alle vongole cosi’ di moda nella Casa delle ex-libertà) e un pò di ‘libro dei sogni’. Quanto ai mirabolanti ulteriori obiettivi indicati dal premier c’è una sola domanda semplice, che gli andrebbe posta. Per quale ragione dovrebbe riuscire a fare adesso, nei prossimi cinque anni, quello che non è riuscito a fare in questa legislatura, quando disponeva di una maggioranza (che non si vedeva, per quantità, dagli anni Cinquanta) con più di 100 deputati e 50 senatori di differenza rispetto all’opposizione? Basta televendite”.

2006-2-18

Non si può, solo adesso, improvvisamente ‘scoprire’ cosa ha scelto di dire e fare in questi anni Calderoli, e cosa ha scelto di divenire una certa Lega. Ora, Berlusconi e la Cdl raccolgono quello che hanno seminato. Dopo gli insulti nei comizi ad immigrati e a meridionali; dopo i ‘blitz’ di Borghezio sui treni per ‘ripulire’ i seggiolini occupati da viaggiatori extracomunitari; dopo tutto questo, mi viene da dire che non e’ possibile, solo adesso, fare gli scandalizzati. Si è scherzato con il fuoco, troppo a lungo consentendo alla Lega scivolate pericolosissime. E ora arriva il conto, doloroso e salato”.

2006-2-25

”Se Berlusconi dice che tutti i magistrati sono ‘comunisti’ sappiate che anche i nostri referendum per la separazione delle carriere furono definiti ‘comunisti’ da Berlusconi… E poi lui considera tutti comunisti, o ex comunisti, o possibili comunisti. Tranne Putin e Sandro Bondi”.

2006-3-1

”Sto ascoltando l’esordio del discorso di Silvio Berlusconi al congresso Usa, pronunciato in lingua inglese, o almeno questa doveva essere l’intenzione… Torna alla mente, ascoltandolo in questa che appare per lui un’improba fatica, l’immortale scena di Totò e Peppino a Milano col colbacco, che si rivolgono al vigile dicendo: ”Noio voleva’n savuar…

2006-3-4

Tg 4 e Rete 4 sembrano folkloristiche, ma adottano tecniche goebbelsiane […] Ho visto che ora trasmettono, (‘par condicio’, così ci si dice) i comizi e le conferenze sia di Berlusconi che di Prodi. Ma le riprese degli eventi berlusconiani sono ‘cinematografiche’, anche per qualità dell’immagine; nel caso di Prodi, invece, si mostrano immagini brutte, con pessime luci, perfino con un audio lievemente disturbato, per trasmettere un senso di squallore, incomprensibilità, inascoltabilità. […] un evento di gravità inaudita: mai visto in nessun paese di democrazia avanzata. Questo sfregio dell’immagine, fatto per sorprendere la buona fede di tanti telespettatori è un fatto che resterà tra le cose più negative e violente di questi anni”.

2006-3-10

”Dopo la richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi formulata alla Procura di Milano, voglio ribadire che, a mio avviso, Berlusconi va battuto e merita di essere battuto per la politica, per la sua politica illiberale di questi anni, e non va sconfitto per o dalla giustizia. L’Italia non può permettersi altri cinque anni di governo di Silvio Berlusconi: non sarebbero ‘ecosostenibili’. In questa legislatura, Berlusconi ha avuto a disposizione una maggioranza parlamentare amplissima (più 100 deputati e più 50 senatori): eppure, le riforme non si sono viste. Dall’economia alla giustizia, è enorme il divario tra le promesse di cinque anni fa e le cose effettivamente realizzate. Per non parlare di ciò che è accaduto sul terreno dei diritti civili con un’autentica aggressione contro le libertà personali: contro il divorzio breve, contro l’aborto, contro i pacs, contro la fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica, fino all’ultimo tentativo di sbattere in carcere i ragazzi per qualche spinello. Per questo, per queste speranze tradite di riforma liberale, Berlusconi merita di andare a casa. Senza bisogno di caroselli giustizialisti in campagna elettorale: anzi, il suo vittimismo trasformerebbe tutto in occasione di propaganda”.

2006-3-14

“La prima impressione è che il grande venditore Berlusconi abbia esaurito la scorta dei suoi tappeti. E la piccola valanga di cifre sciorinate è sembrato un modo per non affrontare un tema reale, e cioè la situazione difficile del Paese che gli italiani hanno sotto gli occhi”.

2006-3-19

”Ho visto ieri alla tv una scena indimenticabile. Il melodrammone italiano si arricchisce di nuove pagine lamentose: dopo la ‘cieca di Sorrento’, la ‘muta di Portici’ e lo ‘smemorato di Collegno’, arriva anche lo ‘sciancato di Arcore’. Fuor di scherzo Berlusconi appare patetico. Le riforme liberali che invoca sono quelle che gli italiani gli avevano chiesto, affidandogli per questo una maggioranza parlamentare enorme. Ma lui ha sciupato questa opportunità e tradito quelle speranze. Di che si lamenta? Anche per questo occorre che non si affidi il Governo a Berlusconi per altri cinque anni, e che poi, nel centrosinistra, si dia una forza particolare alla Rosa nel pugno, il soggetto politico che terrà insieme la lotta per i diritti civili e quella per la modernizzazione economica e sociale”.

2006-3-29

”Dunque, Berlusconi vede ovunque comunisti, o, se non comunisti già in servizio, quanto meno possibili comunisti. Curiosamente, però, il Premier dimentica la sua vena anticomunista solo quando incontra qualcuno che è nato e cresciuto all’interno del Kgb, e che questi metodi continua a usare per governare la Russia: Vladimir Putin. Perciò ho due domande per Berlusconi. Ci dica qualcosa sia sulla tragedia cecena, dove (purtroppo) al terrorismo indifendibile di tanta parte della resistenza si contrappone un’azione letteralmente nazicomunista delle truppe di Mosca, con veri e propri campi di concentramento, mutilazioni ed eccidi orribili. E poi ci dica qualcosa sull’assassinio del giornalista, del radicale Antonio Russo, eliminato a sua volta con metodi da Kgb, mentre svolgeva i suoi servizi informazione per Radio Radicale. In qualche villa della Sardegna – o in qualche dacia siberiana, nel corso dei prossimi incontri con l’amico Vladimir, sarebbe bene che Berlusconi trovasse le convinzioni e il coraggio per porre qualche domanda. Su tutto questo, è davvero triste ed umiliante il silenzio di quanti, nella Cdl, continuano a definirsi ‘liberali”’.

2006-3-31

”Sta arrivando nelle case degli italiani uno stampato (realizzato – si apprende – con il contributo del Gruppo parlamentare della Camera dei deputati…) che elenca le cosiddette ’33 grandi riforme messe in opera dal Governo Berlusconi’. Ebbene, non risultano tra di esse le nuove disposizioni sulla tossicodipendenza, meglio conosciute come ‘legge Fini’. Se si va sul sito di Forza Italia le ’33 grandi riforme’ sono già divenute 36, ma continua a non esserci la legge Fini, mentre, per far contento Bossi, è stata aggiunta la legge sulla legittima difesa. Altro che attacco a tre punte. Berlusconi ha la coda di paglia: sa che è impossibile convincere l’elettorato liberale che è stata una ‘grande riforma’ l’aver fatto letteralmente di ogni erba un fascio, fregandosene di qualsiasi considerazione scientifica così come del basilare buon senso”.

2006-4-1

Berlusconi è come Wanna Marchi, e Giulio Tremonti è il suo Mago do Nascimento. Aveva detto: ‘Abolirò l’Irap e ridurrò a due le aliquote’. Non lo ha fatto, e invece ha aumentato tariffe, bolli, tasse sul gasolio. Tutte cose particolarmente odiose, perché colpiscono anche la parte più debole del paese.”

2006-4-3

”Non c’è dubbio: il risultato della sfida è decisamente sfavorevole a Berlusconi, che ha perso e (calcisticamente parlando) non è stato capace di fare un solo ‘tiro in porta’ pericoloso (a parte la bufala finale sull’Ici, completamente priva di copertura), ma è stato per due ore lagnoso, lamentoso, vittimista (e a tratti nervosissimo e arrogante)[…] Il ‘bollito’ sembra proprio il presidente del Consiglio, ormai quasi ex. Restano almeno altri tre fatti da sottolineare. Primo: la sempre più chiara strategia di Berlusconi di uso dei ‘comunisti’ come spauracchio. […] sbagliare è umano, perseverare è berlusconiano…

2006-4-4

Sull’Ici Berlusconi mente per la gola. Cinque anni fa disse che avrebbe ridotto le aliquote a due. Non l’ha fatto. Cinque anni fa disse che avrebbe abolito l’Irap. Non l’ha fatto. Cinque anni fa disse che avrebbe ridotto la pressione fiscale, che è invece scesa solo dello 0,6. Ma, in compenso, ha tagliato i finanziamenti agli enti locali. E poi, in questo quinquennio, c’è stato l’aumento di bolli, tariffe e della tassa sul gasolio: cioè tutte cose che incidono anche sugli strati più deboli della popolazione. Perché dovremmo credere anche stavolta a promesse tanto mirabolanti e irrealizzabili? Ormai il premier è come Cetto La Qualunque di Antonio Albanese, che promette promette promette…

2006-4-4

”Dopo l’ultima sortita di Berlusconi, che pensa bene di trattare da ‘coglioni’ la maggioranza degli italiani, mi sorge il dubbio che si sia fatto una canna. Ma forse una canna normale non avrebbe prodotto effetti simili: e allora che gli ha dato il pusher per fargli dire una cosa del genere? Comunque, stia attento: dopo la nuova legge del suo governo e dopo le tabelle rese note oggi, rischia grosso…”

2006-4-5

”Mentre Berlusconi prepara l’ultimo blitz contro la legalità, mi domando se non voglia anche infilarsi in Juventus-Arsenal. Che farà? Un’invasione di campo? O si travestirà da guardalinee?”

2006-4-6

”Qualcuno ha detto che la storia una prima volta si propone come tragedia, una seconda volta come farsa. Vedere Berlusconi che parla di regime dalle sue sei televisioni e vedere Giuliano Ferrara, più che con un bavaglio con una specie di tovaglia al collo, fa francamente sorridere.”

2006-4-6

”Stavo per dire cari amici e care amiche, ma da 36 ore bisogna dire cari e care coglioni dai coglioni che sono sul palco”.

2006-4-6

”Che ora Berlusconi, in una delle sue trasformazioni e dei suoi trasformismi, voglia anche vestire i panni del ‘defensor fidei’, appare francamente patetico. Ha ragione donna Veronica: più che Caimano lui è come Zelig o Fregoli, pronto a cambiare panni a seconda degli interlocutori e delle esigenze del momento. Allora, si scaglia contro il divorzio, ed è divorziato. Difende la famiglia e ne ha due. Se non parlassimo di cose tremendamente serie, ci sarebbe da sganasciarsi dal ridere dinanzi a tanta spregiudicatezza e ipocrisia”.

2006-4-6

”Anche e soprattutto sulla giustizia, Berlusconi è il solito disco rotto, vittimista sempre e garantista a targhe alterne, solo quando fa comodo”.

2006-4-10

La legge elettorale è l’ultimo dono avvelenato che il centrodestra ha fatto al paese. Il pensiero di Berlusconi è stato ‘se non posso vincere allora impedisco agli altri di farlo‘. Questa legge è un caos”.

2006-4-12

”’La Grosse Koalition’? Capisco che Berlusconi senta la nostalgia delle atmosfere della Bicamerale. Quel periodo si inaugurò con Massimo D’Alema che annunciava, visitando la Fininvest, quanto considerasse quell’azienda una risorsa per il Paese rassicurando il Cavaliere, prossimo perdente. Berlusconi lo ringraziò votandolo alla presidenza della Bicamerale e subito dopo creò Mediaset, quotandola in Borsa e in pratica vendendo agli investitori i suoi debiti“.

2006-5-7

”E’ l’ora di svelare un gioco opaco che è in corso. Silvio Berlusconi sta ingannando i suoi elettori perché, al di là delle urla e degli strepiti (che ci sono stati in passato sui ‘comunisti mangiatori di bambini’, e proseguiranno ora con il ‘regime comunista’ che occupa tutte le ‘casematte’), il leader della Cdl sta lavorando alacremente affinché D’Alema sia eletto. L’asse tra i due é sempre più chiaro”.

2006-8-26

Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi contro l’immigrazione, contro l’Italia multietnica e multirazziale, sono preoccupanti e gravi. Non solo perché rischiano di spostare la Cdl su un terreno rischioso e sdrucciolevole, ma perché dimenticano che anche all’apertura sull’immigrazione gli Stati Uniti devono una parte importante della loro grandezza”.

Poi diversi segnali di conversione, fino alla rottura:

2007-7-19

”Sbagliare è umano ma perseverare è prodiano”.

(fonte: archivio Ansa)


[Scarica ilNichilista – Tutto il Capezzone antiberlusconiano in PDF]

18 pensieri su ““Operazione Memoria”: tutto il Capezzone antiberlusconiano.

  1. Allora lo facciamo un bel pdf e lo distribuiamo nei luoghi opportuni? Ricordo anche qualche sciopero della fame made in Radicali e le battaglie (a parole) che faceva con la Rosa nel Pugno, tipo quella sul peer to peer libero…

  2. Pingback: Capezzone: fase 1 | Wildestwoman's Blog

  3. Bravo Fabio. Io non ho ancora imparato a frugare negli archivi Ansa, se no lo avrei già fatto da tempo.
    Capezzone mi fa davvero ribrezzo, più di chiunque altro.
    Mandiamoli a casa. Tutti quanti. Abbiamo bisogno di gente seria ed onesta. Non abbiamo bisogno di politici, ma di persone. Possibilmente con una dignità ed un senso del onore.

  4. Non è retorica ma la Memoria è l’alimento della Democrazia, “GUAI A PERDERLA”.
    Capezzone….. e… CICCHITTO ? dove lo collochiamo?
    Se non provvediamo a spazzarli via ce li troveremo a fianco sempre con la casacca giusta.
    BASTA!!!!!!

  5. Che cambiamento!
    da
    ”Dopo l’ultima sortita di Berlusconi, che pensa bene di trattare da ‘coglioni’ la maggioranza degli italiani, mi sorge il dubbio che si sia fatto una canna. Ma forse una canna normale non avrebbe prodotto effetti simili: e allora che gli ha dato il pusher per fargli dire una cosa del genere? Comunque, stia attento: dopo la nuova legge del suo governo e dopo le tabelle rese note oggi, rischia grosso…”
    a
    Portavoce del PDL
    O anche lui s’è messo a trattare come ‘coglioni’ la maggioranza degli italiani, o ha incontrato lo stesso pusher di Silvio!

  6. Pingback: Top Posts — WordPress.com

  7. Stupefacente la faccia tosta di costui. E stupefacente è anche il fatto, che Berlusconi se lo sia scelto come portavoce, insieme a quell’altro bell’ esemplare di ex comunista di Bondi.
    Merita l’Oscar come miglior attore protagonista de “I voltagabbana”

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  9. Per quel che mi riguarda Capezzone è la caricatura vivente della politica italiana. Ogni volta che lo vedo intervistato, con la sua parlantina scandita, i movimenti sopraccigliari, il suo guardare dentro la telecamera, le sue espressioni sempre uguali (sono tre, le usa a rotazione, fateci caso) mi domando come facciano alcuni a non rendersi conto di quanto è recitato, costruito. Prendete quante interviste volete, togliete l’audio e mettetele a confronto: non riuscirete più a distinguerle; e questa mancanza di varietà nel suo porsi di fronte all’obiettivo è indice secondo me di un suo distacco e menefreghismo totale nei confronti di quello che dice: è come se recitasse una parte, come se non appartenesse davvero al suo pensiero (sempre che ne abbia uno).

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