Cossiga, “devi morire”.

Quando ho letto su Daw che i lettori della pagina Facebook di Repubblica si sono prodotti in commenti tutt’altro che nobili circa le disperate condizioni di salute di Francesco Cossiga non mi sono stupito più di tanto: l’odio, si sa, è bipartisan. Ricordate ad esempio quelli dei lettori del Giornale riguardo a Roberto Saviano, i terremotati o gli omosessuali? Ecco. Devo confessare tuttavia che il numero e la violenza dei commenti un po’ mi ha sorpreso. Ne riporto alcuni, perché quelli ripresi da Daw a mio avviso sono perfino troppo leggeri per essere rappresentativi:

Chissà se tra chi si sta augurando la morte – possibilmente tra mille dolori e solo come anticamera dell’inferno – dell’ex Presidente della Repubblica c’è anche chi si è indignato per gli auspici di morte a Saviano. E chissà se domani sul Giornale leggeremo un pezzo contro la presupposta superiorità morale dei lettori del quotidiano di Ezio Mauro, che magari dimentichi quanto è stato scritto da quelli di Feltri.

Rispetto, onore e dignità agli amici; odio, sofferenza e castigo per i nemici. Gli uni quando sbagliano sono sempre giustificati, gli altri sempre irredimibili. I primi esseri umani, i secondi bestie. Anche questo è il prodotto dei “trattamenti-Boffo” e delle campagne di una informazione che fa politica, e solo per dividere. Anche questo, insomma, è il “Paese reale”. A me non piace. A voi?

PS: I lettori del Fatto non sono da meno. Non ripeto l’elenco, sarebbe troppo lungo. Ma questo commento è abbastanza rappresentativo:

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33 pensieri su “Cossiga, “devi morire”.

  1. Il problema che Saviano è un giornalista che denuncia il malgoverno e gli intrecci tra mafia e politica. Cossiga è l’ intreccio!! Inoltre è implicato in maniera eufemisticamente poco chiara nei drammatici eventi politici degli scorsi decenni (omicidio Moro, polizia infiltrata nel movimento studentesco, etc. etc.).

  2. Nemmeno…
    Senza strumentalizzare (come mi sembra voler fare Daw quando dice “questo è il popolo di repubblica”) sono convinto che questo sia un modo di fare tristemente sempre più diffuso in Italia.

  3. Secondo me non ha nulla a che fare con ciò che dici.
    Cossiga per anni ha custodito i segreti d’Italia, ha “insegnato” come introdurre infiltrati in manifestazioni per creare panico e scompiglio ed insieme ad Andreotti ha rappresentato il male assoluto di questo paese.
    Dopo tutto questo tu sostieni che non è lecito augurarsi la sua morte. E perché mai? Le vite che lui ha distrutto direttamente o indirettamente non valevano nulla?
    Cosa bisognerebbe augurarsi in questi casi?

  4. Ci si deve augurare il minimo, Jose: ovvero che il giudizio sull’uomo (negativo quanto si vuole) non giustifichi augurargli sofferenza, infliggergliene o violare in alcun modo la sua dignità di essere umano. Confondere i due piani significa scivolare pericolosamente verso la barbarie.

  5. Si, vabbe’, apparte ‘ste dichiarazioni di principio un bel po’ stucchevoli e tutt’altro che nichiliste (scusa, eh) la domanda è: possiamo dire che di F.C. in quanto individuo (che soffre o meno) non ce ne frega assolutamente niente? Penso proprio di sì.

    E augurarci che muoia? Non è di gran gusto, anche perché sta già morendo del suo, ma a me ‘st’augurio mi entra da n’orecchia e m’esce da n’altra, sinceramente. In altre parole: ‘sti cazzi.

    Mi sembra quasi peggio il famoso coro da stadio “devi morire” di fronte a un giocatore infortunato. In fondo lo vedi soffrire proprio davanti ai tuoi occhi: certo come atteggiamento è meno ipocrita ma è anche più crudele.

    Possiamo poi passare a discutere di F.C. come persona pubblica? Sì, quando questi si presenta come tale. E distruggerlo in quanto persona pubblica? Sì, senz’altro. Anche se sta per morire? Certo. Anche se è già morto? Sì.

    Fine della discussione, cari.

  6. ma devo per forza provare compassione? saro’ libero di essere contento che gente così se ne vada al piu’ presto e smetta di fare danno alla
    società? qualcuno si erge a giudicarmi bestia? sto preparando i calici.hurg!

  7. Francesco, provare compassione sono affari tuoi. Come sono affari miei schifarmi per chi come te alza i calici di fronte a una persona che muore.

    PS: Lorenzo, non condivido una virgola di quello che hai scritto. Interessante che “distruggerlo in quanto persona pubblica” significhi augurargli di morire tra mille sofferenze. E interessante che difendere la dignità umana sia “stucchevole”. Tra l’altro, una cosa profondamente “nichilista”, visto che a quanto pare la maggioranza la pensa proprio come te, e cioè che il valore sia che se uno si chiama Francesco Cossiga tutto è lecito.

    • Non hai capito un acca di ciò che ho scritto. Mi sarò spiegato male.

      > distruggerlo in quanto persona pubblica

      non significa assolutamente augurargli di morire ma argomentare i motivi per cui la sua persona pubblica, in quanto Ministro degli Interni e in quanto Pesidente della Repubblica ad esempio, ha procurato danni immensi a noi. E ripeterlo sempre e comunque, al di la dello stato di salute dell’interessato che, lo ripeto, non mi riguarda e non mi interessa.

      > E interessante che difendere la dignità umana sia “stucchevole”.

      Il problema è che la dignità umana non si difende dicendo “difendo la dignità umana” bensì effettivamente difendendola. Dire “difendo la dignità umana” è stucchevole.

      Vabbe’, bau

  8. ma jose.. sei cosi sicuro che ha fatto tutto quello che tu scrivi? chi ti ha dato questa certezza? e poi, non credi che il tuo modo di pensare sia un grossissimo ostacolo verso un confronto democratico nel nostro paese? Se demonizzi l’avversario creerai solo una polarizzazione mentre se ci parli magari fai cambiare idea alla gente no?

  9. “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. (…) Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

    Io quando penso a cossiga, penso sempre a queste parole. Non dovrei odiarlo? Non m’interessa della sua vita, nè della sua morte…m’interessa vederlo in carcere. Forse per questo un pò mi dispiace se muore..

    Quoto Alberto al 100% confrontare Saviano con Cossiga è un’assurdità. Entrambi sono legati alla mafia, ma in modo opposto.

  10. credo che tutto ciò accada perchè stiamo vivendo momenti molto difficili e le persone sono/siamo stanche ed arrabiate…nessuno di noi riesce nè a perdonare nè tanto meno a dimenticare quello che abbiamo già vissuto a causa di persone come Cossiga e stiamo vivendo a causa dei suoi successori…chi sta male non può sedersi sulla sponda del fiume ad aspettare…direi che è umanamente comprensibile la rabbia in questo preciso momento storico.

  11. non si possono fare questi commenti,
    e neppure dire come fa qualcuno in questo blog che non si può paragonare Saviano a Cossiga,

    è un avversario politico,
    ha commesso numerosi errori,
    ma non è Hitler o Pol Pot.

    Abbassarsi al livello dei lettori del Giornale o della Padania è degradante,
    soprattutto per me
    visto che questa gente non si rende neppure conto delle cazzate che dice.

  12. Non condivido nulla, soprattutto perchè agurare la morte online è patetico e sfigatissimo. Curioso poi che molti vedano Cossiga alla stregua di Jeffrey Dahmer. Nichilisticamente credo che la vita del vecchio Cossiga sia molto più preziosa di tutti coloro che gli augurano la morte.

    P.S.: L’articolo mi da dato l’ispirazione per aprire un blog, quindi ringrazio “ilNichilista”.

  13. questo e’ il risultato di anni di giornalismo che invece di premiare riflessivita’, analisi e senso critico, fomenta i lettori convincendoli di vivere in un mondo manicheo, in bianco e nero, dove quelli che la pensano come te sono i buoni e gli altri i cattivi contro cui tutto e’ permesso, dove quelli che la pensano come te dicono la verita’ e gli altri sono stupidi e/o bugiardi. il lettore medio del fatto e il lettore medio del giornale sono esattamente la stessa persona che sceglie a priori di schierarsi da una parte o dall’altra, stile Orda e Alleanza in world of warcraft. Alla fine siamo tutti contenti: noi abbiamo un nemico a cui dare tutte le colpe, loro vendono piu’ copie e i politici se la spassano alla faccia dell’indignazione lobotomizzata di una parte e dell’altra.

  14. Io non farò nessun commento cruento a riguardo, però cionondimeno mi rallegro della sua morte.

    In quest’articolo trovo del tutto fuori luogo il “oooh, sono gli stessi che si indignano per gli auspici di morte a Saviano e/o ai froci”: è un discorso sbagliato per almeno due motivi, il motivo contingente, (vecchio 82enne che sta stiran…do VS giovane giornalista presumibilmente in buona salute ma che rischia la vita per aver cercato di portare a galla alcune cose sulla mafia + persone di tutte le età che hanno un orientamento sessuale non eteronormativo), e il motivo più generale che se esistono persone diverse, e se le azioni e le parole hanno un peso, ci si può ben indignare per X e non per Y.

    E mi rallegro della sua eventuale imminente morte perché tutti dobbiamo morire, prima o poi. Molti non ci arrivano, a 82 anni, o muoiono in modi peggiori, in modi violenti.

    Giorgiana Masi è morta di morte violenta a 19 anni. E l’uomo anziano che adesso sta male pochi mesi fa ha fatto sapere che secondo lui era giusto infiltrare agenti in borghese in manifestazioni per coprire di botte studenti e docenti che li “indottrinavano”. Probabilmente una cosa del genere l’ha fatta nel 1977, rendendosi direttamente responsabile della morte di Masi.

    Io non mi sento moralmente superiore a nessuno, ma seguo l’etica spinoziana, che postula che l’amore sia letizia accompagnata dall’idea di una causa esterna, e l’odio tristezza accompagnata dall’idea di una causa esterna, e la distruzione di un “oggetto” amato porti tristezza, quella di un oggetto odiato letizia. Ed è quest’ultimo il caso.

  15. Credo che Clara abbia centrato perfettamente il punto. Piuttosto mi sembra che invece di discutere sul motivo dell’esistenza di questo tipo di pensieri così estremisti si voglia creare un argomento per giustificarli o condannarli.
    Chiediamoci il perchè. Credo (come Clara) che ancora una volta tutto dipende da come venga fatta informazione. “Obbligare” i lettori a schierarsi produce questo tipo di estremismo.
    Detto questo io non do molto peso ai commenti del Giornale o del Fatto. Sia l’uno che l’altro hanno migliaia di sostenitori, sembra quasi ovvio che una percentuale di questi sia stupido. Scommetto che si tratta di gente che ha cliccato il famigerato mi piace ma che il giornale non lo compra proprio e a stento legge i titoli delle notizie riportate su Facebook!
    Chiudo chiedendomi come si possa essere felici per la morte di una persona? Evidentemente chi lo fa non si è mai trovato in situazioni davvero difficili. E’ l’unica spiegazione che posso darmi!

  16. Umberto, a meno che la tua non fosse una domanda retorica con retrogusto un po’ paternalistico, il come ci si possa sentire felici per la morte di una persona l’ho “spiegato” io due commenti più su, in maniera — credo — abbastanza chiara (e non erano idee mie, ovviamente…)

    • Marco evidentemente io non seguo l’etica spinoziana secondo cui la morte di Cossiga porterebbe conseguentemente letizia, felicità; anzi sono dell’idea che si possa odiare tanto una persona ma non fino al punto di desiderarne la morte, chi lo fa (per me) è solo una persona accecata dall’ira e in quel momento irrazionale.
      E’ questa una tesi così tanto laboriosa da non essere condivisa da molti? La vedo semplicissima e forse anche fondamentale.
      La mia domanda si, lo ammetto, era retorica! E con la stessa carica retorica mi chiedo ancora come una persona, a quanto pare intelligente come te, possa formulare un pensiero simile: “E mi rallegro della sua eventuale imminente morte perché tutti dobbiamo morire, prima o poi. Molti non ci arrivano, a 82 anni, o muoiono in modi peggiori, in modi violenti”. Sarebbe quindi una sorta di pensiero felice per Cossiga dato che l’uomo in questione sia arrivato all’invidiabile età di 82 anni?
      Se dobbiamo guadagnare gli applausi di un pubblico di mediaset la frase è perfetta, ma se dobbiamo ragionare allora io insisto che “rallegrarsi” per la morte di qualcuno è sempre e comunque un esempio di barbarie.

  17. Sarebbe bello se Cossiga, prima di morire davvero, parlasse, anzi, scrivesse un libro.

    Con tutto quello che sa, ce ne sarebbe abbastanza per far saltare in aria questa Merdalia.

    Prima di sputare addosso a Cossiga, ricordatevi che ha definito Draghi, quel signore che manovra la nostra politica economica, “un vile affarista che ha svenduto l’Italia a bordo del Britannia”; basta questa dichiarazione, resa da Cossiga a Uno Mattina, per renderlo meritevole di rispetto, perché è uno dei pochi, se non l’unico ad aver sputtanato come vanno le cose in questo Paese di merda.

    Saluti!

  18. umberto, la morte è una componente fondamentale della vita di ogni essere umano, e ci accomuna tutti.

    Empiricamente possiamo dire che, essendo sino a ora morti tutti, probabilmente a nessuno di noi toccherà un destino diverso.

    Morirà, un giorno, chi ha scritto quest’articolo, come morirò io, come morirai tu, come moriranno tutti quelli che lo hanno commentato.

    Tu cosa ti auguri? Che nessun uomo e nessuna donna muoia mai più?

    E basta con questa storia “ah, il giornalismo che aizza le persone” e/o “ah, queste frasi da barbara d’urso”: la gente non è tutta così stupida.

    Non sono accecato dall’ira né irrazionale se dico che la morte di alcuni mi causerebbe/causerà dolore, la morte di altri, no.

    Sarebbe a mio avviso stupido, oltre che ipocrita, dolersi della morte di OGNI singola persona sulla faccia della terra, e renderebbe il dolore vero, quello per la morte di persone che ami, senza senso.

  19. Pingback: Sulla durezza, sulla rabbia, sulla coglioneria » Piovono rane - Blog - L'espresso

  20. Fabio,
    il problema è solo ed esclusivamente tuo. Non riesci a capire che il livello medio di intelligenza e capacità di raziocinio degli italiani ormai ha toccato il fondo. Le bestie che temi sono forse meglio di molte persone che incontri per strada, senza saperlo.
    Penserai: ” pessimismo e fastidio” hehe, forse si. Ma almeno parlandone come fai, forse qualcuno lo riesci a sensibilizzare, ma qualcuno, non di più.
    Buon lavoro

  21. Pingback: COSSIGA “DEVI MORIRE” (IlNichilista) « Aliberti editore Blog

  22. La Morte, fortunata, non guarda in faccia nessuno: è il nessuno di turno che sa quale è la faccia che si porta dentro.

    Quella di questo signore – chi vuole e anche il signor Fabio e anche lui medesimo che ora respira male, poveraccio – lo sa e poco è l’onore che c’è scritto sopra e che lui stesso ha scritto.

    Trovo inutile maledire un signore che c’ha già pensato lui a dannarsi per bene l’anima, quell’anima nella quale egli crede col suo dio.

    Chissà se, una picconata, e qualcosa che già si sa ma segreta sorte fuori?

    Un saluto.

  23. Ma di che ciarlate?
    Avete tutti la presunzione di schierarvi sapendo.
    Sapete cosa? Chi vi ha informati? Dove eravate nel 77?
    Io ero in strada, nelle fabbriche , nelle assemblee ed eravamo con la strizza al culo.
    Infiltravano tutte le nostre iniziative con gente della peggiore risma che nulla avevano a che fare con gli apparati del loro Stato.
    Nonostante queste porcate siamo quì a parlarne con tanta difficoltà e senza aver creato realmente delle condizioni migliori per chi non condivide una certa concezione della politica.
    In ultimo per crearsi una verginità adesso viene fuori con un libro che racconta di CIA, i suoi Servizi Segreti non so se dirà del perchè di Aldo Moro:
    a me non interessa se e come muore un miserabile di tale fatta.
    Sono un Laico e come tale non mi interesso alla disputa ma credetemi, umanamente, quando si presenta il momento fella fine terrena in qualche modo un senso, se vogliamo patetico , di liberazione ti pervade.

  24. Quando un potente, specie questo che è stato anche un boia, è in fin di vita, si pensa che esiste una giustizia più alta. Il politicamente corretto dell’autore del post è alquanto sospetto. Ce l’ha con Repubblica è ovvio. Posso dire che mi farebbe pena se fosse un uomo qualsiasi e non l’arroganza fatta potere. Se una morte dolorosa potesse “educare” altri mille politici e potenti ben venga. Non è così, ma almeno spero che molte delle vittime degli eventi “coperti” e spesso “provocati” da quest’uomo, siano lassù ad aspettarlo con trepidazione. Niente pietà per quest’uomo politico i cui figli “putativi” oggi sono al potere. “Rispetto, onore e dignità agli amici; odio, sofferenza e castigo per i nemici” è lo slogan preferito del berlusconismo. Bella mossa ribaltarlo, ma qui non siamo su Rete4 o Rai1. Questo paese reale a me piace invece, perchè finalmente non si spendono le “solite” parole: “poverino, speriamo che guarisca presto, è staro sempre una bella e sensibile persona”. Ma de cheeeeeeeeeeeeeeeeee!

  25. “Politicamente corretto” sarebbe separare il giudizio sul politico dal provare piacere per la sua sofferenza di uomo? Una posizione interessante.

    “Ce l’ha con Repubblica” non è ovvio per niente, dato che io non ce l’ho con nessuno per partito preso. Dai un’occhiata all’archivio del blog, così magari te ne fai un’idea meno banale.

    Lo slogan preferito del berlusconismo è pensare che ci sia uno slogan preferito del berlusconismo, e che tutto rotei intorno a quello. Se non l’hai ancora capito, sei tu su Rete 4 o Rai 1.

  26. Pingback: Se il mare si ritira… | Mifidopoco

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