Fini chiede le dimissioni di Berlusconi?

Gianfranco Fini, oggi:

La difesa della legalità deve essere una bandiera dell’azione politica del Pdl. In questo senso occorre distinguere la giusta tutela del garantismo, perché si è innocenti fino al terzo grado, dall’opportunità, in certi casi, di continuare a mantenere incarichi politici quando si è indagati.

Più volgarmente, i giornali hanno riassunto la dichiarazione a questo modo: “Inopportuno che indagati mantengano gli incarichi politici“. Tutti hanno subito pensato a Cosentino e Verdini. Eppure c’è anche chi è indagato all’interno del processo Mills (la prescrizione scatta – se non erro – a gennaio 2011), di quello Mediatrade per appropriazione indebita e frode fiscale oltre che per minacce e concussione nell’ambito dell’inchiesta di Trani. Si tratta di Silvio Berlusconi. Non penso nella valutazione di “opportunità” politica di cui parla il presidente della Camera rientri il fatto che il legittimo impedimento oggi e un lodo Alfano costituzionale domani – in buona compagnia tra le leggi cosiddette “ad personam” – consentiranno al premier di uscirne illeso.

Che Fini stesse dunque chiedendo in realtà le sue, di dimissioni? Chissà, magari questa volta sarà il Cavaliere a sbottare in un “che fai, mi cacci?“. O forse tra i “certi casi” che sollevano una “questione morale” all’interno del PDL non rientra quello del presidente del Consiglio, e sono io a essere malizioso.

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3 pensieri su “Fini chiede le dimissioni di Berlusconi?

  1. Eh…tra i “Certi casi” Il Cavaliere non rientra mai.Chissà perchè……per lui vale sempre la teoria del complotto delle “Toghe rosse”. Questo pare un dogma infallibile anche per Fini….
    Quello che mi stupisce di Fini, de quale tuttavia ammiro il cambiamento che mi pare un cambiamento sincero, probabilmente umano, ancor prima che politico, è come, per tutti questi anni, abbia potuto far convivere la sua anima votata alla legalità, con un alleato prima e co – fondatore di partito poi, come Berlusconi,personaggio che ha basato la sua fortuna politica e imprenditoriale su capitali e frequentazioni di dubbia provenienza, è stato oggetto di una serie infinita di indagini e processi, la maggior parte dei quali terminati con una prescrizione (e accertamento del reato),dopo che egli stesso aveva abbreviato i tempi di prescrizione a processi in coorso, o con un’ insufficienza di prove dopo che lui stesso aveva cambiato le regole del processo per l’ acquisizione stessa delle prove, o per depenalizzazione del reato commesso per legge, legge sempre da lui decisa, spesso a processo in corso.
    Ne valeva davvero la pena allearsi con un personaggio così solo per arginare la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto? Ne sarà valsa la pena il prezzo pagato?Davvero Occhetto era così pericoloso da giustificare tutto questo? Picconatura della democrazia, dello stato di diritto, monopolio dell’ informazione, manipolazione estrema dell’ opinione pubblica, stragi di stato, uomini come Falcone e Borsellino con tutta probabilità sacrificati su questo stesso altare!!! E’ davvero ragionevole pensare che il male minore fosse tutto questo, Onorevole presidente della Camera dei Deputati? Perchè se allora lo capiva anche un bambino, il ragionamento e la strategia che c’ era dietro all’ ascesa di Berlusconi, e i conseguenti prezzi che ci apprestavamo a pagare…..non ci venga a raccontare che non lo aveva capito un navigato e intelligente uomo politico come Lei!!!!!!!!

  2. Ora, che Fini abbia cambiato idea su tante cose (almeno a parole) è un dato di fatto. Che vi devo dire, si cambia tutti. Però, porca miseria, per 16 anni non ha fatto altro che votare leggi fatte per il Cav&soci. E non sono proprio una manciata.
    Vorra dire che tra 10 anni dirà “Berlusconi male assoluto!”.

  3. Infatti il problema di Fini è che non potrà mai fare dimenticare il suo passato da “camerata cameriere”, come perfidamente lo aveva etichettato Travaglio. Si è infilato in un vicolo cieco da solo, di propria iniziativa, e mi piacerebbe tanto capire cosa lo ha portato a questa presa di coscienza e di orgoglio improvviso, dopo tanto appecoronamento. L’unica risposta che mi nasce è che deve avere in qualche modo realizzato che sarebbe rimasto per sempre in attesa in panchina, e che per le cariche importanti gli sarebbe stato preferito qualcuno giudicato più fedele. Purtroppo questo passo arriva in ritardo, mininmo di quattro anni, quando cioé sembrava esistere un accordo con Casini per ridefinire gli equilibri di forza nel Pdl, da cui però Fini all’ultimo, dopo dichiarazioni molto forti (“siamo alle comiche finali””non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi”. “non sono una pecora”) rincula precipitosamente, rientrando da pecora nei ranghi e diligentemente sciogliendo il partito nel Pdl. Certo, la politica è l’arte del possibile, ma se Fini ha in mente un qualche piano servirà un vero gioco di prestigio. La vedo duretta.

    Michele Gardini

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