Comma “ammazza-blog”? Per il Corriere non è una notizia. Perché?

Per il Corriere della Sera il comma “ammazza-blog” non è una notizia. Così come non lo sono i settemila che in un paio di giorni hanno firmato, tra pagina Facebook e sito di Valigia Blu, l’appello No Legge Bavaglio alla Rete. Che importa che ne abbiano scritto Stampa, Riformista, Repubblica, Espresso, Farefuturo, Secolo d’Italia, Fatto Quotidiano e molti altri: da quando il 22 luglio l’On. Bongiorno ha ritenuto “inammissibili” gli emendamenti proposti sia dal PD che dal PDL al comma 29 del ddl intercettazioni in via Solferino non è stata sprecata nemmeno una goccia di inchiostro o un singolo bit. Prendete i quotidiani in edicola dal 23 luglio a oggi. Prendete il Corriere.it. Nulla.

Insomma, se al Corriere ritengono che quel comma non sia un pericolo per la libertà di espressione su Internet, i suoi lettori non avrebbero almeno il diritto di essere informati, così da potersi fare una loro opinione? Oppure il tema non è abbastanza importante? Davvero era più opportuno in questo preciso momento dedicare un commento all’iPad che “alimenta la demagogia“? E ancora: come mai per un titolo a effetto che metta in risalto il “lato oscuro” della Rete (“Se il web è un idiota”, “Le umiliazioni e le vendette in Rete, è l’epoca dei cattivissimi”, “Gran Bretagna: torna la sifilide, Facebook tra le “cause””) c’è sempre spazio?

Viene da pensare che la logica sia quella dei “sostanzialisti“, ben descritta oggi da Vittorio Zambardino. E cioè di coloro i quali sono “ciechi” perché non vedono “la tecnica di nascondere misure gravi dietro il mantello di altre gravissime e ritenute prioritarie“. O peggio: se la vedono, non la denunciano. Rendendola doppiamente efficace, perché a questo modo le “misure gravi” passano indisturbate sotto il naso di una opinione pubblica inconsapevole.

Stupisce in definitiva che il principale quotidiano italiano scatti sull’attenti inferocito a ogni provocazione di stampo trollesco e invece taccia quando la libertà di espressione sia realmente minacciata. Quattro iscritti a un gruppo “choc” su Facebook sono una notizia, settemila persone che segnalano una pericolosa deriva antistorica e censoria del governo no. Perché?

Nell’attesa di una risposta, non resta che sperare di essere smentito nei prossimi giorni. C’è tempo fino al 29 luglio per scriverne almeno un paio di righe. Soprattutto dopo quanto ha fatto contro la “legge bavaglio”, un silenzio sarebbe assurdo. Se De Bortoli pensa che il comma 29 dell’art.1 del ddl intercettazioni non rappresenti alcun rischio, al contrario del resto della norma, abbia il coraggio di dirlo, forte e chiaro. Non farlo significherebbe che per il Corriere le “coatte di Ostia anche in versione Remix” (solo per fare uno dei tanti possibili esempi) sono più importanti di una discussione pubblica sul futuro della libertà di espressione in Italia. Una scelta di cui un così autorevole direttore dovrebbe almeno avere il coraggio di assumersi la responsabilità.

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3 pensieri su “Comma “ammazza-blog”? Per il Corriere non è una notizia. Perché?

  1. Pingback: no al bavaglio in rete…parte II ” soli e tristi.. STORIE DA BAVAGLIO forza tapas.. forza maestrale.. | guidoilcamallo's Blog

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