9 Luglio, il giorno in cui l’informazione fa gli straordinari.

Oggi questo blog non sciopera. E non perché non sia contrario alla legge sulle intercettazioni, ma perché pensa non abbia senso combattere un blackout informativo con un blackout informativo. Meglio un giorno di superinformazione, come già proposto da Valigia Blu. Anche Agoravox Italia ha aderito all’iniziativa, presentando oggi una prima pagina d’eccezione. Con interventi di Ascanio Celestini, Gian Carlo Caselli, Tiziano Scarpa, Giulio Cavalli, Vittorio Zambardino e tanti altri.

Tra i “tanti altri” c’è anche un mio pezzo che riassume la vicenda del comma 29 del ddl intercettazioni, chiamato nell’attuale stesura – non a torto – “ammazza-blog”.

Le ragioni del no al comma “ammazza-blog”

Vi invito a leggerlo, commentarlo e – se lo condividete – diffonderlo. Così come vi invito a segnalarmi le vostre iniziative per fare di questo un giorno speciale per l’informazione in Rete. Che comunichi a più persone possibili – e senza distinzioni di schieramento politico – i contenuti della legge sulle intercettazioni e non riduca le ragioni per opporvisi a semplici slogan.

Un pensiero su “9 Luglio, il giorno in cui l’informazione fa gli straordinari.

  1. Di là non mi lascia scrivere, quindi ricopio qui:

    Concordo con la posizione che il comma 29 vada abrogato e non semplicemente emendato. Pur dando atto della buona volontà dell’On. Cassinelli si deve precisare che il suo emendamento non porta alcuna modifica sostanziale al comma stesso. In pratica non fa altro che diminuire le multe e aumentare i tempi di pubblicazione della rettifica, cioè pone delle modifiche quantitative e non qualitative. Il punto è che, sia con il comma 29 che con l’emendamento Cassinelli si avrebbe una pericolosissima equiparazione (anche se parziale) tra stampa e informazione non professionale (anzi tutti i blog non solo quelli di informazione), che di fatto è rifiutata anche da recenti sentenze della Cassazione (che hanno detto chiaramente che internet non è stampa).
    Un giornale (sia cartaceo che online) ha alle spalle un editore ed una redazione che può gestire le rettifiche e stabilire quali sono da pubblicare e quali no, cosa che un bloggere non potrebbe mai fare. In tal modo quindi si costringono i blog a diventare ricettacolo di rettifiche anche strumentali ed eventualmente portatrici di informazioni del tutto false che, ai sensi della legge devono comunque essere pubblicate, in tal modo minando pesantemente l’attendibilità di qualunque blog informativo. A riprova di ciò l’impossibilità di commentare la rettifica, cioè di eventualmente replicare con ulteriori argomentazioni. L’ultima parola sarebbe del richiedente la rettifica.
    L’obbligo di rettifica, non dimentichiamolo, non è altro che il bilanciamento introdotto per equilibrare le prerogative della incensurabilità della stampa, prerogative che non vengono estese ai blog di informazione non professionali, per cui paradossalmente solo gli oneri della stampa vengono estesi alla rete, mentre i vantaggi rimangono solo in capo alla stampa professionale.
    Il comma in questione, come altre norme del DDL in cui è contenuto, va pacificamente nella direzione di disincentivare l’utilizzo della rete per veicolare informazioni, ed obbligare chi vuole fare informazione a dotarsi di strutture professionali e rivolgersi ad un editore. Non si vuole una informazione diffusa e partecipativa, quanto piuttosto una informazione posta sotto il controllo di poche strutture economiche, praticamente lo stesso che accade alle TV!

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