Nessun obbligo di rettifica per i commenti su Facebook.

L’On. Cassinelli accoglie la mia osservazione e modifica la proposta di emendamento al comma 29 del ddl intercettazioni. Alla lettera a) viene aggiunta la specificazione:

Non possono essere oggetto di richiesta di rettifica i contenuti che, per la loro natura, sono destinati ad un limitato numero di utenti, oppure che si qualificano in concreto quali commenti, corredi o accessori di un diverso contenuto principale.

Nessun obbligo di rettifica per un commento su Facebook, dunque. Inoltre la precisazione sull’inapplicabilità della norma per contenuti “destinati a un numero limitato di utenti” può far sperare nell’esenzione dall’obbligo per i “comuni mortali” che intendano aprire un blog e che dunque abbiano pochi lettori. O meglio: potrebbe essere abbastanza vaga per lasciare uno spiraglio.

Visto che l’obiettivo è ottenere l’abrogazione dell’intero comma almeno de facto, direi che si tratta di un ulteriore passo avanti.

Per chi non avesse seguito il dialogo/dibattito con l’On. Cassinelli, ecco le puntate precedenti:

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4 pensieri su “Nessun obbligo di rettifica per i commenti su Facebook.

  1. Pingback: Intercettazioni, il pasticciaccio del comma ammazza-blog « Yes, political!

  2. Pingback: Caro Fini, sulla libertà della Rete passiamo dalle parole ai fatti? « ilNichilista

  3. Vuol dire che avevamo visto giusto quando si è detto che la nuova versione era peggiorativa in quanto includeva tutti i contenuti online.
    Per quanto riguarda i “contenuti che, per la loro natura, sono destinati ad un limitato numero di utenti”, fatico non poco a ritenere che tale inciso possa escludere i blog, per il semplice motivo che, come ha più volta ribadito la giurisprudenza, la rete è potenzialmente aperta a tutti, anche se incidentalmente non tutti leggono quello specifico articolo. Un contenuto “limitato” è probabilmente solo una mail, una newsletter, oppure una pagina ad accesso riservato (con password). Nessun altro contenuto sul web può dirsi limitato nel senso di cui alla norma.
    Faccio notare, tra l’altro, che la sterminata varietà di servizi online farà comunque sì che numerosi contenuti siano soggetti alla rettifica. Ad esempio i contenuti principali (non quelli secondari) del social network Answers, tanto per citare un esempio.

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